Politica

San Marino. Il PSD sul fine vita: “Un passo avanti importante per i diritti civili”

 Il Partito dei Socialisti e dei Democratici esprime grande soddisfazione per l’approvazione definitiva della legge sul fine vita. Un passaggio importante per la Repubblica di San Marino, che compie un significativo avanzamento sul terreno dei diritti civili, riconoscendo nuove tutele alla libertà, alla volontà e alla dignità della persona.

È una legge che introduce diritti concreti. Riconosce il diritto di essere pienamente informati sulle proprie condizioni di salute, di partecipare alle decisioni sulle cure, di accettare o rifiutare trattamenti sanitari. E soprattutto introduce le disposizioni anticipate di trattamento, consentendo a ciascuno di esprimere oggi le proprie volontà per il momento in cui potrebbe non essere più in grado di comunicarle.

Un cambiamento che avrà conseguenze importanti nella vita delle persone e delle famiglie. Significa rispettare la volontà di chi si trova in una condizione di particolare fragilità, offrire riferimenti chiari ai medici ed evitare che decisioni difficilissime ricadano interamente sui familiari. Il tutto all’interno di una relazione di cura che valorizza l’assistenza, le cure palliative e l’accompagnamento della persona.

Il primo e più sentito ringraziamento del PSD va all’Associazione Emma Rossi, alla quale va riconosciuto il merito fondamentale di questa conquista civile. L’Associazione ha saputo trasformare un’esigenza presente da tempo nella società sammarinese in una proposta legislativa concreta. Lo ha fatto con determinazione, sensibilità e grande senso di responsabilità, accompagnando l’intero percorso con una disponibilità al confronto che ha contribuito in maniera decisiva al risultato raggiunto.

Il PSD desidera riconoscere anche il contributo del Movimento RETE, che ha scelto di lasciare spazio alla proposta di iniziativa popolare pur avendo presentato un proprio progetto di legge. È stata una scelta intelligente. E anche generosa, politicamente. E non è una cosa così frequente.

Ma il valore di questo risultato sta anche nel percorso politico che lo ha reso possibile. Su una materia che attraversa convinzioni religiose, sensibilità culturali ed esperienze personali molto diverse, il Consiglio Grande e Generale ha saputo trovare un terreno comune. Non era un risultato scontato. Il confronto è stato a tratti complesso, ma ha prevalso la volontà di ascoltarsi e di costruire insieme una risposta.

È la dimostrazione che il confronto politico, quando è autentico, può produrre risultati importanti anche partendo da posizioni molto distanti. Non occorre pensarla tutti allo stesso modo per assumersi insieme la responsabilità di far avanzare il Paese.

Per San Marino questa approvazione assume un significato particolare. Sui diritti civili la nostra Repubblica ha spesso proceduto con ritardo, attendendo che trasformazioni già maturate altrove diventassero difficilmente rinviabili. Questa volta abbiamo saputo affrontare una questione complessa in tempi relativamente contenuti, dimostrando che anche il nostro Paese può accompagnare l’evoluzione della società senza limitarsi a rincorrerla.

L’approvazione della legge non esaurisce naturalmente il lavoro. Occorrerà garantirne la piena applicazione, rendere accessibili gli strumenti previsti e assicurare che il sistema sanitario sia nelle condizioni di dare concreta attuazione ai nuovi diritti.

Oggi, però, è soprattutto il momento di riconoscere il valore di una conquista collettiva. Don Milani ci ha lasciato una frase che racconta bene il senso di questo percorso: «Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia».  Su una questione così delicata, la politica sammarinese ha saputo trovare la strada per uscirne insieme. E nel farlo ha fatto compiere un passo avanti al Paese.

Partito dei Socialisti e dei Democratici