Consiglio, dai cimiteri al caro bollette: via libera ai decreti tra emergenze, polemiche e richieste di interventi
Dopo sei mesi trascorsi al Kursaal, il Consiglio Grande e Generale torna a riunirsi a Palazzo Pubblico e riprende i lavori con una mattinata dedicata soprattutto alla ratifica dei decreti. Sul tavolo ci sono due questioni che toccano da vicino i cittadini: il caro bollette e la mancanza di posti nei cimiteri. Due problemi molto diversi, che accendono il confronto tra maggioranza e opposizione, tra richieste di chiarimenti, proposte di modifica e critiche alle scelte del governo. Alla fine arrivano entrambi i via libera, ma è soprattutto l’emergenza delle sepolture a monopolizzare buona parte della discussione.
La seduta di mercoledì 4 novembre si apre con le tariffe sociali, gli sconti sulle bollette destinati alle famiglie con redditi più bassi. Il segretario di Stato Alessandro Bevitori illustra le novità, a partire dall’allargamento dei criteri per ottenere una riduzione del 50% sulle utenze di luce, gas e acqua, con la possibilità di avere anche una connessione Internet gratuita. La soglia rimane fissata a 9.000 euro di reddito familiare annuo per persona, ma nel calcolo si potranno sottrarre anche le spese per l’affitto, fino a 4.000 euro, oppure gli interessi del mutuo sulla prima casa. Bevitori porta anche i primi numeri: 91 domande per il 2027 in fase di autorizzazione, contro le 42 pratiche autorizzate per il 2026.
«È un intervento importante che il Governo ha voluto confermare e potenziare, ampliando la platea di chi può utilizzarlo», spiega il segretario, ricordando che oggi anche la connessione Internet rappresenta una spesa da mettere in conto nel bilancio familiare. Dall’opposizione arrivano richieste di dati più precisi su quanti cittadini riescano effettivamente a ottenere gli sconti. Nicola Renzi (RF) giudica positiva la misura, ma teme che la platea dei beneficiari resti molto limitata. Antonella Mularoni (RF) parla invece di un intervento troppo piccolo rispetto alle difficoltà di chi fatica a pagare le bollette e a fare la spesa. Chiede inoltre di rimettere mano alla normativa sul diritto allo studio.
Anche dalla maggioranza arrivano richieste di approfondimento. Gemma Cesarini (Libera) e Barbara Bollini (PDCS) chiedono di verificare quante famiglie beneficino realmente delle agevolazioni, mentre Tommaso Rossini (PSD) sottolinea il vantaggio per chi deve mantenere due figli con un solo stipendio e pagare un affitto o un mutuo. Michela Pelliccioni (indipendente) propone di considerare anche altre spese, come le rate dell’auto o dell’arredamento, e di utilizzare l’ICEE per individuare meglio chi ha bisogno di sostegno.
Il confronto si allarga quindi al costo dell’energia e alle strategie per rendere San Marino meno dipendente dalle forniture esterne. Matteo Ciacci (Libera) richiama gli investimenti nel fotovoltaico fuori territorio, citando l’impianto nel Bresciano che, secondo le stime illustrate in aula, potrebbe aumentare del 7% la disponibilità di energia elettrica. Michele Muratori (Libera) ricorda l’accordo sul gas con la società azera Socar, mentre Bollini chiede che i vantaggi degli investimenti pubblici si traducano in bollette più stabili per famiglie e imprese.
Bevitori insiste proprio sulla necessità di produrre più energia in autonomia. «Avere la nostra energia, avere una produzione che ci permetta di essere autosufficienti, ci consentirà proprio di fare questo, di sganciarci dalle logiche di mercato». Sullo sfondo resta anche il tema dell’ICEE, con Belluzzi chiamato a rispondere alle difficoltà segnalate da alcuni cittadini nella compilazione delle domande. Il segretario ricorda che sono disponibili uno sportello e una guida online e annuncia un confronto tecnico con i sindacati. Il decreto sulle tariffe sociali viene infine ratificato con 35 voti favorevoli.
La discussione cambia poi argomento e si sposta sui cimiteri, dove la situazione è ormai arrivata al limite. A portare i numeri è ancora Andrea Belluzzi. In tutta la Repubblica restano meno di 200 posti disponibili, a fronte di circa 300 decessi all’anno. «Abbiamo una situazione estremamente critica. A Faetano non abbiamo loculi liberi e ci sono solo 17 sepolture a terra. A Serravalle non ci sono né sepolture a terra né loculi liberi. A Montalbo abbiamo 80 posti liberi a terra e non abbiamo loculi disponibili». Soltanto Montegiardino e Chiesanuova non presentano particolari criticità.
Il segretario spiega che il governo vuole recuperare spazi intervenendo sulle concessioni più vecchie, con il 1957 individuato come primo riferimento per le nuove scadenze. Dal 2027 potranno essere liberati d’ufficio anche loculi assegnati in quell’anno e mai utilizzati. «Entro tre anni dobbiamo fare in modo che in tutti i nostri cimiteri ci siano posti liberi per dare sepoltura ai nostri concittadini dovunque lo desiderino. Oggi questo non è possibile». Belluzzi assicura che gli interventi saranno affrontati con delicatezza, ma insiste sulla necessità di dare risposte alle famiglie che oggi non riescono a trovare una sepoltura nel proprio castello.
Il nodo più controverso riguarda le vecchie assegnazioni dei loculi. Fabio Righi (D-ML), Antonella Mularoni (RF) e Nicola Renzi (RF) sollevano dubbi sulla possibilità per lo Stato di rientrare in possesso di spazi che, secondo l’opposizione, in passato sarebbero stati venduti ai cittadini. Renzi avverte: «A nostro avviso non è tollerabile l’esproprio di diritti acquisiti». Belluzzi replica richiamando la riforma del 2010: «La legge del 2010 ha chiarito che sono concessioni e non vendite.» Il segretario si dice comunque disponibile ad approfondire i casi delle vecchie cessioni e delle trascrizioni mancanti.
L’opposizione insiste anche sulla necessità di costruire nuovi cimiteri o ampliare quelli esistenti. Maria Katia Savoretti (RF) presenta un ordine del giorno per individuare un’area destinata a una nuova struttura, anche monumentale, mentre Gaetano Troina (D-ML) chiede perché non si sia intervenuti prima sui terreni già disponibili. La maggioranza difende invece il recupero degli spazi esistenti. Matteo Rossi (PSD) sostiene che occorra evitare ampliamenti continui e affrontare finalmente un problema conosciuto da anni. Tommaso Rossini (PSD) osserva che realizzare un nuovo cimitero richiederebbe tempo e non garantirebbe comunque una sepoltura nel castello desiderato.
Nel dibattito entrano anche le estumulazioni, la cremazione e le sepolture alternative. Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) riferisce che è già stata individuata la ditta che dovrebbe occuparsi delle operazioni e chiede più personale per lo Stato civile. Belluzzi annuncia incontri informativi nei castelli per spiegare le nuove procedure alle famiglie. Renzi e Mularoni contestano il dimezzamento del contributo alla cremazione, passato da 1.000 a 500 euro, mentre Sara Conti (RF) chiede di approfondire il progetto della Capsula Mundi. Mirko Dolcini (D-ML) propone invece di allungare i tempi delle esumazioni delle sepolture a terra, ritenendo troppo breve il termine di dieci anni.
Sul fronte dei lavori, Fiorentino dovrebbe vedere conclusi gli interventi nei primi mesi del 2027, mentre a Domagnano il cantiere partirà nello stesso anno. Matteo Ciacci indica il 2027 come un passaggio decisivo anche per Faetano e Acquaviva, ribadendo che l’obiettivo del governo è consentire ai cittadini di essere sepolti nel proprio castello di residenza.
Il confronto si chiude con un richiamo di Belluzzi alle responsabilità della politica. «Ho sempre detto, prima di tutto, che questo è un provvedimento emergenziale perché siamo in un’emergenza». Poi aggiunge: «Se proprio vogliamo essere intellettualmente onesti, allora bisogna dire che la responsabilità è collettiva, di una classe politica che non si è posta la questione dell’emergenza dei cimiteri e che non ha sciolto un nodo importante». Il decreto viene ratificato con 24 voti favorevoli, 5 contrari e un astenuto. I lavori vengono sospesi alle 14, con ripresa prevista per giovedì 5 novembre alla stessa ora


