Generazione Libera sulla firma dell’Accordo con la UE: un nuovo inizio per la San Marino di domani
Lunedì 19 ottobre non si firma soltanto un accordo, ma si apre ufficialmente la porta del futuro per la nostra Repubblica.
La firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea rappresenta uno spartiacque storico. Per decenni San Marino ha vissuto sospesa tra la tutela della propria millenaria sovranità e la necessità di non rimanere isolata dal cuore economico, sociale e culturale del continente. Oggi dimostriamo che questi due elementi non sono in contrasto. Essere europei non significa affatto rinunciare alla nostra identità, ma al contrario darle uno spazio più ampio, dignità e tutele decisamente più solide.
Come Generazione Libera, viviamo questa giornata con profonda emozione, ma soprattutto con la consapevolezza che il lavoro vero comincia adesso. Questo accordo è prima di tutto il grande patto per i giovani sammarinesi, che per troppo tempo hanno subito i limiti di un isolamento penalizzante per le proprie aspirazioni. Da oggi il panorama cambia radicalmente, azzerando quelle barriere burocratiche che hanno spesso rallentato i nostri percorsi.
Sul fronte formativo, l’accesso pieno e strutturato ai programmi di scambio e mobilità come l’Erasmus garantisce ai nostri studenti la possibilità di formarsi nei più prestigiosi centri universitari e di ricerca europei, godendo del pieno riconoscimento dei titoli e di pari opportunità rispetto ai colleghi comunitari. Allo stesso modo, l’abbattimento degli ostacoli sul riconoscimento delle qualifiche professionali permetterà ai giovani lavoratori di intraprendere tirocini, carriere internazionali o attività autonome in qualsiasi Paese dell’Unione senza lungaggini o discriminazioni, potendo poi reinvestire nella nostra Repubblica un bagaglio eccezionale di competenze e visioni globali.
L’integrazione spalanca inoltre le porte del mercato unico alle idee e alle energie di chi vuole fare impresa. Piccole aziende, startup e giovani talenti non dovranno più scontrarsi con i confini geografici, le restrizioni bancarie o i cavilli doganali. Da oggi il loro raggio d’azione diventa un bacino di oltre quattrocento milioni di persone, consentendo loro di competere e crescere ad armi pari nel panorama internazionale dell’innovazione, della digitalizzazione e della transizione ecologica. Partecipare da protagonisti alle reti giovanili continentali significa infine far sentire la voce della nostra Repubblica nei luoghi in cui si tracciano le linee guida sul clima, sui diritti e sul lavoro di domani.
L’integrazione non è una scelta passiva, ma una chiamata all’azione che dobbiamo raccogliere con coraggio e determinazione. Essere un piccolo Stato non ci condanna alla marginalità. Al contrario, la nostra agilità e la nostra storia ci consentono di diventare un laboratorio virtuoso di innovazione all’interno della grande famiglia europea. A chi guarda a questo passaggio con timore o diffidenza, rispondiamo che la vera tutela della Repubblica sta nella sua capacità di evolversi e di offrire alle nuove generazioni gli stessi strumenti e diritti dei loro coetanei europei.
Aderire all’Europa non significa tradire la nostra storia, ma al contrario, iniziare a scriverne un nuovo capitolo, fatto di opportunità e nuovi percorsi da intraprendere.
Oggi voltiamo pagina. La San Marino del futuro non è più un’aspirazione lontana, ma un cantiere aperto su cui costruire insieme.
Generazione Libera


