San Marino. Generazione Libera sulla Giornata mondiale della salute mentale: nessuno deve essere lasciato solo
C’è un paradosso del nostro tempo, in cui la consapevolezza e l’empatia crescono nei dibattiti pubblici, mentre la realtà quotidiana della salute mentale continua a fare i conti con vissuti sommersi e bisogni di cura in costante aumento. Parlare di benessere emotivo non è più un tabù, ed è un traguardo civile. Tuttavia, la Giornata Mondiale della Salute Mentale rischia ogni 10 ottobre di trasformarsi in un rito formale se non affrontiamo il disagio con la chiarificazione dei dati e la responsabilità delle scelte collettive.
I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità descrivono una mappa del dolore globale, stimando che oltre un miliardo di persone conviva con un disturbo mentale, ovvero una su otto. In Europa sono 84 milioni. San Marino non fa eccezione. Nonostante la nostra preziosa tradizione di welfare universalistico, i report dell’Istituto per la Sicurezza Sociale raccontano una complessità crescente. Basti pensare che oltre 1.400 residenti usufruiscono ogni anno dei servizi di assistenza specialistica e psicologica. Su una popolazione di circa 34 mila abitanti, è la prova che la sofferenza psichica attraversa trasversalmente tutte le età.
Se il nostro sistema sanitario e sociosanitario continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale, il merito va innanzitutto alla straordinaria professionalità e all’umanità degli operatori che lavorano ogni giorno sul campo. Psicologi, medici, infermieri, educatori e professionisti del settore socio-sanitario svolgono un lavoro silenzioso ma prezioso, facendosi carico delle fragilità dei cittadini con ascolto, competenza ed empatia. A loro va la nostra più sincera gratitudine per il costante impegno con cui garantiscono la qualità dell’assistenza sul Titano.
Tra i più giovani, la situazione resta una priorità assoluta. L’Unicef stima che oltre il 13% degli adolescenti tra i 10 e i 19 anni conviva con un disturbo diagnosticato, con ansia e depressione in prima linea. Nelle nostre scuole questo dato si traduce in ansia scolastica e isolamento relazionale. Sul fronte opposto, il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento dei nuclei familiari unipersonali, che oggi rappresentano oltre un terzo delle famiglie sul Titano, pongono nuove sfide legate alla solitudine degli anziani e al supporto alle famiglie.
In questa cornice di welfare integrato, anche le politiche abitative e sociali possono offrire un contributo prezioso. Ne è un esempio la recente normativa sammarinese sul cohousing e la coabitazione intergenerazionale, uno strumento che, affiancato alle reti tradizionali, può rivelarsi molto utile per contrastare l’isolamento sociale, favorire la solidarietà spontanea tra generazioni diverse e promuovere contesti di vita più inclusivi e partecipati.
L’OMS valuta in un trilione di dollari all’anno la perdita di produttività globale causata da ansia e depressione. Per Generazione Libera, continuare a investire nella prevenzione e nella promozione del benessere psicologico deve essere una priorità, a partire dalle scuole, dai luoghi di lavoro e dagli spazi di aggregazione. Intervenire prima che il disagio si trasformi in sofferenza significa prendersi cura delle persone, rafforzare i legami sociali e costruire una comunità più attenta e inclusiva. La cura, infatti, non si esaurisce nelle strutture sanitarie, ma vive anche nella capacità dell’intera comunità di accogliere, ascoltare e accompagnare.
La vera responsabilità della politica non è l’adesione formale alle ricorrenze, ma la capacità di potenziare una rete di protezione empatica e vicina. Garantire risorse stabili, organici adeguati e massimo sostegno agli operatori dell’ISS che affrontano queste sfide quotidiane sono gli unici passi concreti affinché la parità tra salute del corpo e salute della mente diventi un patrimonio reale e condiviso di tutti i cittadini.
Generazione Libera


