Dal suicidio agli smartphone, il Consiglio decide: sette sì e tre bocciature
Giornata dedicata alle Istanze d’Arengo. Passano donazione degli organi, prevenzione delle crisi psicologiche, Liceo delle Scienze Umane e Carta Sociale Europea. Stop invece al divieto di smartphone per gli under 14
Dieci richieste dei cittadini sul tavolo, sette promosse e tre bocciate. È il bilancio della giornata di oggi, mercoledì 16 settembre, in Consiglio Grande e Generale, con l’Aula impegnata soprattutto nell’esame delle Istanze d’Arengo. Una seduta che ha toccato temi molto diversi tra loro: dalla salute mentale alla donazione degli organi, passando per smartphone e minori, scuola, disabilità, patenti e Carta Sociale Europea.
Tra i confronti più vivaci quello sul possibile divieto di utilizzo dello smartphone per i minori di 14 anni. La proposta non ha convinto la maggioranza dell’Aula. Il segretario all’Istruzione Teodoro Lonfernini ha condiviso le preoccupazioni legate all’utilizzo precoce e senza controllo dei dispositivi digitali, ma ha indicato un’altra strada: educazione, prevenzione e accompagnamento attraverso scuola, famiglia e servizi.
Il dibattito ha diviso il Consiglio soprattutto sull’utilità di un divieto vero e proprio. Michele Muratori (Libera) si è detto contrario al “proibizionismo”, mentre Nicola Renzi (Rf) ha invitato a distinguere tra smartphone e social network. Mirko Dolcini (D-ML), intervenendo a titolo personale, ha invece sostenuto la necessità di una misura forte davanti al rischio di dipendenza. Carlotta Andruccioli (D-ML) ha chiesto soprattutto regole più incisive per i social utilizzati dai minori. Alla fine l’Istanza è stata respinta a maggioranza.
Ben diverso il clima quando il Consiglio ha affrontato la donazione di organi, tessuti e cellule dopo la morte. Qui il voto è stato unanime. Il Governo ha dato parere favorevole alla richiesta di arrivare a procedure certe per consentire ai sammarinesi di esprimere la propria volontà, con la prospettiva di un registro nazionale. Per rendere concretamente operativo il sistema serviranno però accordi con l’Italia, l’ingresso nelle reti specialistiche e un adeguamento dei sistemi informatici dell’Iss.
Unanimità anche su un altro fronte particolarmente delicato: la prevenzione del suicidio e il sostegno alle persone che attraversano una grave crisi psicologica o emotiva. Il Governo ha aperto alla possibilità di rafforzare la rete già esistente attraverso spazi protetti per l’osservazione delle situazioni più critiche per almeno 48 ore, maggiore formazione e il possibile potenziamento di un numero telefonico dedicato.
Nel confronto sono emerse richieste per una maggiore capacità di intercettare il disagio prima che diventi emergenza, per il sostegno alle famiglie e per il contrasto allo stigma. Michele Muratori (Libera) ha rilanciato il tema di un presidio di diagnosi e cura psichiatrica sul territorio, Michela Pelliccioni (Gruppo misto) quello di un numero verde h24, mentre Carlotta Andruccioli (D-ML) ha posto l’accento sulla tutela della riservatezza nei percorsi di emergenza. Anche in questo caso il voto finale è stato unanime.
Passa senza voti contrari anche l’Istanza per rendere effettivo il Piano individualizzato di Vita delle persone con disabilità. Il nuovo sistema punta a costruire attorno alla persona un percorso che tenga insieme salute, formazione, lavoro, casa, sport, relazioni e partecipazione sociale, individuando nel Case Manager il punto di riferimento per l’interessato e per la famiglia. Dall’Aula è arrivato però un messaggio preciso: dopo anni di attesa, questa volta bisognerà verificare che il progetto venga realmente applicato.
Sul fronte della scuola arriva invece il via libera al Liceo delle Scienze Umane. Il Consiglio ha completato l’esame dell’Istanza n.54, che era stato interrotto in precedenza per la mancanza del numero legale, approvandola a maggioranza.
Sì anche al percorso per l’adesione di San Marino alla Carta Sociale Europea riveduta. La Repubblica l’aveva firmata nel 2001, senza però arrivare alla ratifica. Il Governo ha confermato la volontà di procedere, mettendo però sul tavolo la complessità degli adempimenti e spiegando che difficilmente l’iter potrà essere completato entro i normali sei mesi previsti per dare seguito alle Istanze d’Arengo. Una tempistica che ha alimentato il confronto in Aula, con diversi consiglieri che hanno chiesto almeno un cronoprogramma preciso. L’Istanza è stata approvata a maggioranza.
Semaforo verde anche alla richiesta di mettere ordine nelle norme sulla validità delle patenti per le persone con patologie o minorazioni, evitando il sovrapporsi delle normali scadenze della patente con quelle più ravvicinate stabilite dall’autorità sanitaria.
Tra le bocciature, invece, c’è quella relativa alla selezione del Maestro-Direttore della Banda Militare. L’Istanza chiedeva procedure pubbliche per titoli ed esami. Il Governo ha difeso l’attuale sistema e ha ritenuto ormai troppo avanzata la procedura in corso per cambiarne le regole, pur lasciando aperta la possibilità di studiare una soluzione diversa in futuro. Repubblica Futura ha contestato duramente questa impostazione, richiamando i principi di trasparenza e meritocrazia. La richiesta non è passata.
Niente da fare neppure per la proposta di mettere l’edificio dell’ex Banca CIS a disposizione della comunità di Serravalle. Secondo il Governo, la struttura è stata progettata specificamente per l’attività bancaria, una riconversione sarebbe costosa e gli spazi sono ancora utilizzati per le attività legate alla gestione e al recupero dei crediti dell’ex istituto. L’Istanza è stata quindi respinta, anche se dal dibattito è emersa la richiesta di fare una ricognizione degli immobili pubblici che potrebbero essere destinati ad associazioni e volontariato.
Infine il Parco di Cailungo, con il Consiglio compatto sulla necessità di completarne la riqualificazione e potenziarne strutture e servizi. Il Governo ha riferito che una parte degli interventi è già stata avviata o programmata insieme alla Giunta di Castello di Borgo Maggiore. Non sono mancate le polemiche politiche su quanto fatto nella precedente legislatura e sui lavori rimasti incompleti, ma al momento del voto le divisioni sono cadute: Istanza approvata all’unanimità.


