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San Marino. La Direzione PSD mette in fila le cose: lo sviluppo di un Paese non può essere la somma di occasioni

 La Direzione del PSD, riunita ieri sera, ha fatto il punto a due anni dall’avvio della legislatura. Un tempo sufficiente per guardare al lavoro fatto, misurare ciò che ancora manca e ribadire le ragioni della partecipazione del PSD a questa maggioranza e a questo Governo. La scelta compiuta due anni fa resta valida.

Dentro questa esperienza il PSD ha portato le proprie idee, la propria sensibilità e anche la propria voce critica. È un ruolo che il partito intende continuare ad esercitare. Con lealtà verso la maggioranza, ma anche con la responsabilità di rappresentare preoccupazioni e richieste che arrivano dalla società sammarinese.

A metà legislatura ci sono risultati che meritano di essere sottolineati.  La riforma della cittadinanza ha finalmente cominciato a riconoscere pienamente chi vive da tanti anni a San Marino, ne condivide i doveri e il destino. Il percorso deve essere completato, ma un principio importante è ormai acquisito.

Sul terreno dei diritti, il progetto di legge sul fine vita arriverà presto alla seconda lettura. È stato portato avanti un lavoro importante sulla protezione degli animali. E dovrà essere affrontato anche il tema della genitorialità nelle coppie omoaffettive, dando risposta a situazioni che già esistono nella società.

Sul fronte sociale, la legge sugli interventi a sostegno della famiglia introduce la figura del caregiver e riconosce finalmente il valore sociale del lavoro di cura.

Sta inoltre per partire la sperimentazione dell’ICEE. Uno strumento creato per cambiare il modo con cui vengono distribuite le provvidenze, per concentrare maggiormente le risorse dove esiste un bisogno reale. Il progetto di legge sull’edilizia sociale già depositato dovrà rappresentare uno dei primi terreni sui quali far lavorare concretamente il nuovo strumento.  Positivo anche il rinnovo del contratto del pubblico impiego. Non recupera interamente la perdita di potere d’acquisto prodotta dall’inflazione degli ultimi

anni, ma ne restituisce una parte e rappresenta una risposta importante per molte famiglie. Sono risultati del Governo e della maggioranza ai quali il PSD ha dato il proprio contributo e sui quali intende continuare a lavorare.

Ma il punto centrale dei prossimi due anni sarà inevitabilmente l’Europa. San Marino sta percorrendo l’ultimo tratto verso l’Accordo di associazione. Un tratto più lungo e accidentato del previsto, nel quale continuano a presentarsi ostacoli anche esterni. Il PSD intende accompagnare l’Accordo fino in fondo. L’idea di avvicinare San Marino all’Unione Europea appartiene da molto tempo alla sua cultura politica e il partito ha contribuito negli anni a costruire questa prospettiva.  Ma oggi c’è una ragione ancora più importante per farlo.

L’Europa può diventare il grande propulsore della modernizzazione di San Marino.  Può aiutare a sciogliere nodi rimasti stretti per anni, aggiornare regole e istituzioni, aprire nuovi mercati, attrarre competenze e investimenti e rendere più competitivo il sistema economico.  Per questo la firma non può essere considerata il punto di arrivo. Sarà, semmai, l’inizio del lavoro più importante.

A corollario del percorso europeo c’è innanzitutto la riforma delle imposte indirette.  L’introduzione di un sistema IVA che tenga conto delle peculiarità sammarinesi è prevista dal programma di Governo. Serve ad armonizzare il sistema fiscale, a superare progressivamente il T2 e soprattutto a togliere un handicap storico al settore manifatturiero, che da solo produce circa il 40% del PIL e chiede questa riforma da molti anni. Tempi e modalità andranno naturalmente valutati. Ma un impegno contenuto nel programma di Governo e così importante per l’economia sammarinese non può essere semplicemente dichiarato non praticabile in questa legislatura. La discussione va riaperta e la scelta deve essere collegiale.

C’è poi un altro settore da portare fuori dalle secche: quello bancario e finanziario.  Le banche non sono un pezzo laterale dell’economia. Sono ciò che dovrebbe alimentarla. Se il credito è debole, se manca patrimonio, se il sistema rimane piccolo e isolato, ne risentono le imprese, gli investimenti e la capacità stessa del Paese di crescere.  Il PSD ritiene necessario raddoppiare gli sforzi.

Va ripreso con forza il lavoro sul clarifying addendum nei rapporti con Banca d’Italia. Va affrontato il problema della patrimonializzazione del sistema. E serve una maggiore capacità di apertura verso operatori solidi, capitali trasparenti e grandi gruppi inseriti nei circuiti finanziari europei e occidentali.  Anche da Banca Centrale è lecito attendersi di più.  Negli ultimi anni all’istituzione sono state garantite stabilità, autonomia e condizioni per lavorare. È giusto che quella stabilità cominci a produrre risultati più visibili sul sistema che Banca Centrale è chiamata a governare e accompagnare.  L’autonomia resta un presidio da difendere. Ma autonomia non significa impermeabilità e non può diventare autoreferenzialità.  In questo quadro la Direzione ha sostenuto l’interrogazione presentata dal Gruppo consiliare del PSD sulle retribuzioni e sugli equilibri interni dell’istituzione.

La stessa esigenza di tornare a mettere in fila le cose riguarda lo sviluppo economico.  Su proposta del PSD, il Consiglio Grande e Generale aveva impegnato il Governo a predisporre un’Agenda per la crescita. L’idea era semplice: costruire un luogo nel quale raccogliere le opportunità, scegliere le priorità, misurare gli investimenti e decidere quale sviluppo immaginare per San Marino. Quell’impegno deve ancora trovare attuazione.  Nel frattempo, si sono affacciati progetti e proposte diversi. Alcuni possono essere interessanti e meritano di essere approfonditi. Ma proprio per questo serve un luogo nel quale confrontarli, valutarli e inserirli dentro una direzione comune. Lo sviluppo di un Paese non può essere la somma di occasioni.

Né può procedere attraverso iniziative che arrivano una alla volta, senza un confronto politico adeguato e senza essere collocate dentro un disegno complessivo.

Questo vale ancora di più nella fase attuale. Le opportunità dell’Accordo di associazione devono ancora disvelarsi e l’Europa deve ancora trasformarsi concretamente in un traino per lo sviluppo.  È una terra di mezzo che va governata con attenzione.  San Marino ha già conosciuto stagioni nelle quali il confine tra sviluppo e singola operazione si è fatto troppo sottile. Non dobbiamo tornare a quei modelli.  Servono investimenti, anche importanti. Servono capitali e nuove idee. Ma la politica deve tornare a scegliere, indirizzare e fissare le condizioni: qualità, trasparenza, solidità, occupazione e una ricaduta vera sul Paese.

La Direzione ha inoltre confermato il sostegno alla proposta del PSD per un tavolo nazionale sul futuro dell’ISS.  Prima di decidere nuovi e importanti investimenti strutturali occorre stabilire quale sanità dovrà avere San Marino nei prossimi decenni. Quale ospedale, quale rapporto con il territorio, quali servizi mantenere nel Paese, quali costruire in collaborazione con l’Italia, quali professionalità attrarre.  Prima il modello. Poi i muri.

Positivo, infine, anche il lavoro fatto sul partito.  Il rapporto costruito con il Partito Democratico italiano, il passaggio del PSD da osservatore a membro del Partito Socialista Europeo e la crescita di GENSM hanno allargato lo spazio politico del partito.  Sui giovani l’investimento dovrà aumentare ancora. GENSM non deve essere un settore laterale, ma uno dei luoghi nei quali costruire una nuova generazione politica, alla quale dare spazio anche nelle istituzioni e nelle prossime scelte elettorali.

La Direzione ha concluso i propri lavori con soddisfazione per la candidatura di Gerardo Giovagnoli alla Reggenza. C’è anche un auspicio che accompagna il prossimo semestre: che proprio durante la Reggenza di Giovagnoli possa arrivare la firma dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea.  Avrebbe un significato particolare per un esponente di un partito che nell’Europa ha creduto a lungo.  Ma sarebbe soprattutto l’apertura di una pagina nuova.  Perché il risultato di questa legislatura non si misurerà soltanto sulla firma dell’Accordo, ma sulla capacità di utilizzare l’Europa per rimettere in moto San Marino.

Partito dei Socialisti e dei Democratici