San Marino. Libera su Gendarmeria, Guardia di Rocca e Polizia Civile: tre presìdi fondamentali per la Repubblica
La sicurezza e l’ordine pubblico sono valori fondamentali per una comunità, e su questo fronte San Marino vanta livelli difficilmente riscontrabili altrove: merito del lavoro quotidiano di Gendarmeria, Guardia di Rocca e Polizia Civile, tre corpi diversi per storia e ordinamento ma accomunati dalla stessa missione di tutela dei cittadini e delle istituzioni.
Il Comandante della Gendarmeria, Generale Maurizio Faraone, ha manifestato la volontà di porre termine al proprio servizio, aprendo ora un capitolo delicato. Alla guida dell’Ufficio Interpol dal 2007 e al comando del corpo dal 2015, riconfermato anche dal Consiglio Grande e Generale, Faraone ha costruito in oltre un decennio una solida rete di relazioni con le forze di polizia estere e ha garantito al Paese professionalità e risposte credibili in materia di sicurezza. A lui va il plauso e il sincero ringraziamento per l’impegno e la dedizione dimostrati in tutti questi anni: un patrimonio di esperienza e relazioni che rappresenta un valore per il nostro sistema e che merita di trovare continuità.
Non si tratta però di un caso isolato. Anche i Comandanti della Guardia di Rocca, Dott. Massimo Ceccoli, e della Polizia Civile, Dott. Werter Selva, si avvicinano ai requisiti per il pensionamento. Un corpo, quello della Guardia di Rocca, che si è evoluto dalle funzioni di sorveglianza istituzionale a quelle di investigazione e tutela dell’ordine pubblico, fino a prefigurare una specializzazione, più che opportuna, in ambito doganale e tributario. Mentre noti sono i compiti e i meriti della Polizia Civile, che ha esteso l’operatività ai livelli più delicati fino a svolgere incarichi anche di Polizia Giudiziaria.
Tre livelli operativi che non solo garantiscono la stabilità delle relazioni sociali ed economiche, ma che, intervenendo a garanzia dell’ordine pubblico, danno alla specificità della Repubblica la certezza di essere sempre e comunque tutelata, anche laddove dovessero sussistere contrasti e diversità di vedute fra i corpi stessi.
Nel giro di poco tempo, dunque, la Repubblica si troverà a dover rinnovare contemporaneamente i vertici dei tre corpi che presidiano il territorio, ciascuno cresciuto negli anni verso competenze sempre più specialistiche. Un passaggio importante per l’intero sistema della sicurezza sammarinese, che deve essere affrontato preservando e rafforzando l’identità e le specificità che ciascun Corpo ha maturato nel tempo.
È inoltre motivo di soddisfazione poter guardare a questo passaggio nel quadro di un rilancio degli investimenti sulla sicurezza: dopo anni di attesa si è infatti sbloccato il Polo della Sicurezza, che nei prossimi anni darà al Paese una nuova sede operativa. La centrale operativa non avrà più collocazione al Kursaal, ma troverà spazio nell’ex Forcellini: un intervento che consentirà, da un lato, di liberare spazi preziosi nel centro congressi e, dall’altro — e soprattutto — di dotare la Gendarmeria e gli altri uffici legati alla sicurezza di una nuova sede operativa dinamica, adeguata alle esigenze dei prossimi anni.
Gendarmeria, Guardia di Rocca e Polizia Civile costituiscono infatti tre presìdi fondamentali del sistema di sicurezza della Repubblica, ciascuno con una propria identità, specifiche competenze e precise responsabilità. Un assetto che deve continuare a fondarsi sulla chiara definizione delle funzioni attribuite a ciascun Corpo, evitando sovrapposizioni e assicurando, al tempo stesso, la piena collaborazione nell’interesse della sicurezza del Paese.
È proprio nell’equilibrio tra chiarezza delle competenze, autonomia dei singoli Corpi e capacità di operare in maniera coordinata che risiede uno dei punti di forza del sistema sammarinese. L’autonomia di ciascuno, esercitata nel pieno rispetto delle funzioni attribuite dall’ordinamento, rappresenta una garanzia per il corretto funzionamento dell’intero sistema e per la tenuta dell’ordine pubblico; la collaborazione tra i Corpi consente, allo stesso tempo, di mettere a sistema professionalità e competenze diverse al servizio della Repubblica.
Un equilibrio, però, che si regge sulla qualità delle persone chiamate a guidarlo.
Per questo, di fronte a un rinnovo così ravvicinato delle figure apicali, la scelta dei nuovi Comandanti, non può essere lasciata al caso, né tantomeno a logiche estranee al merito. Servono integrità, competenza e autorevolezza pari a quelle finora dimostrate: qualità che si riconoscono, non si assegnano.
I regolamenti dei singoli Corpi e le norme deontologiche della funzione pubblica offrono già oggi gli strumenti per individuare tali figure con la massima trasparenza. Guardiamo quindi con attenzione a questa fase di passaggio, nella convinzione che le scelte che verranno compiute dovranno garantire il pieno rispetto delle regole, valorizzare le professionalità e preservare l’autonomia e le specificità di ciascun Corpo. È su questi presupposti che si può assicurare continuità a un sistema che ha dimostrato negli anni solidità e affidabilità, nell’interesse della sicurezza della Repubblica e di tutti i suoi cittadini.
Libera – San Marino


