San Marino. Comunità e territorio sull’emergenza abitativa: «Basta annunci, servono interventi concreti»
«Le abitazioni per giovani coppie e famiglie stanno diventando un miraggio. Servono dati, controlli e una strategia concreta per contrastare l’aumento dei costi e garantire il diritto all’abitazione.» Siamo ancora una volta di fronte a comunicazioni, dichiarazioni di intenti, incontri e tavoli di confronto. Ma la domanda che Comunità e Territorio ritiene necessario porre è semplice: nell’effettivo, dove siamo?
Da tempo sentiamo parlare di PRG e di altri strumenti urbanistici, di incontri dedicati ai giovani, di tavoli per affrontare il problema della denatalità, di iniziative finalizzate a favorire il rientro dei giovani che hanno maturato importanti esperienze all’estero e di misure per evitare che le giovani coppie siano costrette a lasciare il territorio. Tutti obiettivi condivisibili. Il problema è che, mentre si moltiplicano gli incontri e i tavoli di confronto, l’abitazione per una giovane coppia continua a essere un miraggio. La difficoltà di trovare un alloggio a condizioni economicamente sostenibili non riguarda più soltanto alcune situazioni isolate, ma rischia di diventare un problema strutturale per una parte sempre più ampia della popolazione.
Non intendiamo certamente mettere in discussione l’arrivo di nuovi residenti. La nostra posizione non è e non vuole essere contraria all’immigrazione o all’insediamento di nuove persone nel nostro territorio. Tuttavia, riteniamo legittimo chiedersi se, prima di autorizzare nuove residenze e nuovi insediamenti, non sia necessario avere una fotografia chiara e aggiornata della reale disponibilità abitativa del territorio, tenendo conto anche delle esigenze di chi già vi risiede. Non possiamo infatti ignorare il rischio che cittadini e famiglie già presenti siano costretti ad andarsene proprio a causa della crescente difficoltà di trovare un’abitazione a prezzi sostenibili. A questo si aggiunge un altro elemento che riteniamo debba essere affrontato con attenzione: l’aumento dei valori immobiliari e dei canoni di locazione. Ci chiediamo, pertanto, se non sia arrivato il momento di affrontare il problema con strumenti concreti, partendo innanzitutto dai dati.
Un censimento del patrimonio immobiliare
Comunità e Territorio non si limita a lamentare una situazione drammatica ma propone soluzioni come la realizzazione di un censimento aggiornato del patrimonio immobiliare presente sul territorio, che consenta di conoscere, tra gli altri aspetti:
● l’età degli immobili;
● il loro stato di conservazione;
● la classe energetica;
● la metratura;
● la localizzazione;
● la destinazione d’uso.
A questo dovrebbe affiancarsi una seria analisi del mercato delle locazioni e delle compravendite, con l’obiettivo di creare una quantificazione reale dei prezzi e individuare eventuali situazioni anomale.
Qualora emergano violazioni delle norme o situazioni di abuso, riteniamo doveroso che vengano effettuati i necessari controlli e, laddove previsto dalla normativa, applicate le relative sanzioni.
Non è infatti più possibile ignorare una situazione nella quale vengono proposti appartamenti di 60 o 70 metri quadrati a canoni che possono arrivare anche a 1.000 euro al mese. Cifre che, in rapporto ai redditi medi delle famiglie, rischiano di rendere l’abitazione economicamente insostenibile. Non stiamo parlando, inoltre, di un mercato caratterizzato esclusivamente da locazioni turistiche di breve periodo che potrebbero spiegare determinati livelli di prezzo. Per questo riteniamo necessario comprendere le cause di un fenomeno che appare sempre più strutturale e che rischia di avere conseguenze pesanti sulla composizione sociale del nostro territorio.
La casa è una condizione per costruire il futuro
Si parla molto di sostegno alle famiglie, di denatalità, di politiche per i giovani, di rientro dei nostri cittadini dopo esperienze all’estero e di sostegno alle diverse forme di famiglia. Ma tutte queste politiche rischiano di rimanere sulla carta se non si affronta una questione fondamentale: la possibilità concreta di avere una casa.
La società è cambiata e sono sempre più numerose le persone che cercano un’indipendenza abitativa, anche scegliendo di vivere da sole o formando nuclei familiari diversi rispetto al passato.
Pensiamo ai giovani, alle giovani coppie, ai genitori single, alle persone separate e alle famiglie omogenitoriali. Come possiamo pensare di sostenere queste persone se una parte sproporzionata del loro reddito viene assorbita dal solo costo dell’affitto?
Il problema abitativo non è soltanto una questione economica o urbanistica: è una questione sociale e demografica. Se una giovane coppia non riesce a trovare una casa che possa permettersi, diventa difficile pensare che possa costruire serenamente il proprio futuro nel territorio.
Dalle parole ai fatti. Comunità e Territorio ritiene quindi che sia arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni di intenti agli interventi concreti. Chiediamo a chi ha la responsabilità della gestione del Paese di mettere in campo, in tempi brevi, una strategia complessiva che affronti il problema abitativo, partendo da un quadro conoscitivo serio e trasparente e arrivando a strumenti concreti per aumentare la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili.
Basta annunci e proclami. Servono risposte.
Comunità e Territorio continuerà a farsi portavoce delle istanze di quelle famiglie, giovani coppie e persone che oggi si sentono sempre più emarginate e che rischiano di essere costrette a lasciare il proprio Paese per una ragione tanto semplice quanto fondamentale: non riuscire a permettersi una casa.
Guardando al reddito medio familiare, riteniamo inaccettabile che il costo dell’abitazione possa arrivare a incidere in maniera così pesante sul bilancio di una famiglia.
La casa non può diventare un privilegio riservato a pochi. È necessario intervenire per garantire a tutti la possibilità concreta di costruire la propria vita nel territorio.
BASTA. È ora di fare qualcosa per tutti, non solo per “qualcuno”.
Comunità e Territorio San Marino (CTSM)


