San Marino. Gerardo Giovagnoli sulla UE: pronti al decollo
Poco prima di decollare con un aereo si raggiunge una velocità, che è chiamata la velocità di decisione, che è quella al di là della quale non si può più tornare indietro. È il momento delle decisioni irreversibili. Quella raggiunta in questi giorni non è la velocità di decollo, di quella parlerò più avanti, ma è stata questa, è stata la velocità, è stato il momento in cui, visto che non avevamo noi il comando, ma in cui non si può più tornare indietro.
Il festeggiamento, secondo me, quello definitivo si dovrà fare con l’entrata in vigore dell’accordo di associazione, ma quello che è stato raggiunto finalmente è il fatto che nessuno più può mettere i bastoni tra le ruote. In questo ultimo periodo, a proposito di volo, abbiamo subito molte turbolenze, turbolenze esterne, turbolenze create non da noi e questo segna la differenza anche rispetto a vent’anni fa, quando davanti ad un altro momento delle decisioni prendemmo quella di fermarci. Quella volta era l’accordo con l’Italia, dipese da noi, ci fermammo, non fumo decisi, qualcuno riuscì a sabotare un percorso che ci avrebbe evitato tantissime problematiche, questa volta no, questa volta abbiamo tenuto la barra dritta, non solo la classe politica, ma tutto il Paese e questo ha fatto la differenza anche davanti agli occhi di coloro che ci guardano, che per la prima volta ci sono stati così vicini.
Io non ricordo che dall’Unione Europea, dal Parlamento Europeo, dall’Italia, da tutti coloro che ci guardano adesso, con più considerazione e più stima di prima, fossero arrivati gli attestati di fiducia verso la Repubblica di San Marino, come invece è avvenuto. In questa fase di turbolenze siamo stati sballottati un po’ tutti, ma in particolare devo riconoscere al Segretario Beccari di avere tenuto veramente l’indirizzo, la bussola, il timone dritto. Tanti sono stati i tentativi per far deviare il percorso, per mettere confusione, per far cambiare idea, ma devo dire, devo ammettere che lei, Segretario, ha un sistema vestibolare da studiare.
Lei ha tenuto lo sguardo fisso e non ha cambiato nonostante tutte le sollecitazioni. Mi viene in mente, Segretario, la capacità che hanno i volatili di mantenere lo sguardo fisso nonostante qualcuno gli faccia perdere o cerchi di far perdere l’orientamento. Lei ha tenuto la barra dritta e adesso c’è il momento del passaggio di consegne.
Noi eravamo in cabina, ma non quella di pilotaggio, eravamo, diciamo, nella fusoliera a guardare gli altri che pilotavano. Adesso avviene lo scambio. Adesso tocca a noi guidare questo aereo e portarlo alla velocità di rotazione e poi alla velocità di decollo.
Non ci sono più scuse, non si torna più indietro. Nonostante qui in Aula, dopo anni, ci siano quelli che dicono che ancora non abbiamo capito quali sono i benefici, quali sono invece i difetti di questo accordo, ma chissà come funziona. Ma colleghi, dove eravate nell’altra legislatura? Eravate anche al Governo e chiaramente mi riferisco a Motus Liberi, ma come si fa a dire che cinque anni fa si sarebbe dovuto fare quello e quell’altro? Ma voi c’eravate.
Ma voi eravate anche con una Segreteria a negoziare quell’accordo e adesso che siamo nel 2026 vorreste tornare indietro, proponete anche un ordine del giorno per rivedere tutto. E non siamo noi a dovervi rispondere, perché non funziona la retorica della classe politica che ignora cosa sta dicendo il Paese. Non è così, perché tutte le classi, economiche, imprenditoriali e non solo ci stanno dicendo che siamo in ritardo, datevi una mossa.
Andate a parlare con l’ANIS, parlate anche con i giovani imprenditori e con i sindacati. Non siamo mica solo noi a dire che questo è un traguardo della Repubblica. Ed è fondamentale questo, perché non c’è una contrapposizione tra il Governo e il sentimento del Paese.
Se poi seguite e li promuovete pure, quelli che in due secondi su un post scrivono, mettono un like e scrivono anche delle stupidaggini e voi le promuovete anche. Siete voi a fare il lavoro di informazione o è disinformazione questa? A che gioco giocate con il referendum anche? E la vostra posizione quale sarebbe? Sarebbe per il no. Ditelo.
Siate onesti nei confronti della gente. Dite che siete per il no e a quel punto rispondete però anche ai colleghi italiani che dite “noi siamo d’accordo con quello che dice Fratelli d’Italia” e gli altri che invece sostengono che il cambiamento per San Marino è positivo e un supporto così dall’Italia non l’abbiamo mai avuto. Giustificate poi che dite che no, questo accordo non va bene, è tutto da rifare.
Non è tutto da rifare, non si torna più indietro perché è stato un percorso lungo, non è stata la decisione di un momento, è stata una decisione frutto di un cambiamento consapevole, benché inizialmente subito da parte della Repubblica di San Marino che ha orientato tutta la sua politica e da lì non ha più cambiato, è sempre stato coerente verso l’apertura, la trasparenza e la conformità internazionale. Quella di ieri è la certificazione quasi definitiva con le parole della Unione Europea stessa, con i suoi più alti leader che si sono spesi per dire questo accordo va bene, andiamo avanti, la Repubblica di San Marino fa parte della famiglia europea come in effetti è.
E guardate, c’è stata una coincidenza veramente espressiva, veramente significativa. Nello stesso giorno in cui l’Unione Europea dava il via libera attraverso il Consiglio europeo, e non il Consiglio d’Europa, attraverso il Consiglio europeo, il segretario Gatti ha potuto dire proprio lo stesso giorno, guardate che con Banca Italia e con l’ABI si va avanti, siamo alla fase 2 e si è svoltato.
Si ricongiunge anche questo con il 2005, quella volta era esattamente il tema finanziario quello che aveva bloccato, perché c’erano dei sospetti e delle convenienze che non potevano fare in modo che San Marino, o c’era qualcuno che poi ha vinto, che ha fatto in modo che San Marino non andasse verso quel percorso. Adesso è tutto all’inverso. Adesso Banca d’Italia dice andiamo avanti sul percorso di conformità, si velocizza, si accelera e questo deve essere il nostro obiettivo da qui in avanti, visto che tocca a noi.
Questo sì, dovreste dire, la responsabilità ora è la vostra. Ha usato una bella immagine Menicucci nel dire che si devono togliere i panni per la festa e mettere quelli, diciamo, da lavoro, ci sta. Accolgo questa figura retorica, è esattamente quello che dobbiamo fare.
Adesso in cabina di pilotaggio siamo tornati noi, dobbiamo portare quest’aereo della Repubblica di San Marino davvero a decollare nello spazio ben più grande dei nostri cieli, che è quello europeo, quindi mettiamoci di impegno, le possibilità ce le abbiamo, lo spirito ce le abbiamo, e questa volta, e non era così, anche una cooperazione esterna. Lo sapete, in questi vent’anni abbiamo sofferto molto per il fatto di essere visti come non eravamo. Ci hanno sempre detto a quello un paradiso fiscale, fanno le furberie.
No, adesso il clima e l’ambito è totalmente cambiato. Siamo quelli che sono in grado di stare alle regole, di poterle applicare, non solo scriverle. Spetta a noi convertire questo set di regole e di appartenenze ad un club ben più grande del nostro, con il quale già lavoriamo.
Ricordiamo che abbiamo il 90 per cento di interazione con l’Unione Europea e non con altri luoghi e quindi dobbiamo convertire questa energia che ci viene in qualche modo anche dall’esterno per fare crescere il nostro Paese.


