San Marino. Nuova isola ecologica in Città: stop agli abusi, tolleranza zero. Multe fino a 6mila euro. Ma si lavora anche all’idea di un termovalorizzatore e di un depuratore
di Angela Venturini.
La raccolta di rifiuti ingombranti come carta, cartone e plastica, ha avuto sempre problemi di sincronismo dentro il centro storico. Le consegne dei corrieri avvengono spesso in orari che non rispettano gli orari e così, involucri voluminosi, non compattabili, vengono lasciati lungo le vie, per la raccolta del mattino successivo. Lamentele e segnalazioni arrivano a valanga presso gli uffici preposti e ancor più spesso sui social, con tanto di fotografie e commenti salaci.
L’amministrazione pubblica ha detto: basta! È stato messo a punto un progetto che aiuta gli operatori a smaltire questi rifiuti e a ridare decoro alle vie cittadine. Da lunedì 24 agosto sarà funzionante un punto di raccolta presso la ex pescheria di Città, nei locali della Carisp, dove a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno potranno essere depositate scatole, scatoloni e ogni sorta di imballaggio. Il sito è dotato di telecamere per la video sorveglianza interna ed esterna, direttamente collegato con la Gendarmeria. L’obiettivo è di evitare comportamenti non consoni o sleali poiché tutti i rifiuti dovranno essere inseriti negli appositi contenitori e l’accesso sarà dedicato ai soli operatori commerciali. Nel locale è stato inserito anche un sistema di rilevazione incendi e un estintore automatico.
Le multe, questa volta, saranno salatissime, perché vanno dai seicento ai 6mila euro e non saranno ammesse giustificazioni di sorta, com’è avvenuto finora proprio per le evidenti difficoltà di gestione di questo aspetto.
Il progetto, che sembra minimalista ma non lo è, è infatti il primo passo di una strategia di intervento integrato da parte delle Segreterie di Stato al Lavoro e al Territorio, con a fianco l’AASS per la progettazione e la concretizzazione degli interventi.
La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è una questione complessa, irrisolta da anni. Una recente delibera congressuale che chiedeva all’AASS di illustrare lo stato dell’arte in questo delicato settore ha portato all’identificazione di un percorso che prevede: uno, l’ottimizzazione del servizio; due, l’autonomia nella ricerca delle risorse per questo specifico settore (così come avviene già per acqua, luce e gas); tre, efficacia economica, necessaria sia una positività di bilancio, sia un risparmio sulle bollette.
In quest’ottica, il piano generale (al momento appena abbozzato) prevede il potenziamento del PAP (porta a porta) su tutto il territorio, anche con la realizzazione di nuove isole ecologiche; interventi sul trasporto transfrontaliero dei rifiuti e sul compostaggio dell’umido.
In particolare, il trasporto dei rifiuti solidi urbani all’inceneritore di Coriano è una delle voci di costo più elevate, altrettanto il conferimento delle acque reflue a Santa Giustina. Una soluzione potrebbe essere individuata nella creazione di un piccolo termovalorizzatore di ultima generazione, ovvero un impianto industriale avanzato che converte i rifiuti urbani non riciclabili in energia elettrica e termica. Utilizzando combustioni a temperature superiori a 850-1000 °C e sistemi di filtraggio complessi, questi impianti riducono drasticamente le emissioni inquinanti rispetto ai vecchi inceneritori, integrandosi nei piani di economia circolare. Le sensibilità ambientaliste sono molto cambiate in questi anni, tanto che ci sono sempre più Comuni che li adottano.
Riguardo alle acque reflue, si pensa ad un depuratore da collocare a Galavotto, con una capacità equivalente a 10 mila abitanti. L’acqua di risulta potrebbe essere validamente usata per scopi agricoli e industriali, diminuendo drasticamente l’utilizzo di acqua potabile.
C’è infine tutto un programma per il compostaggio dell’umido, che copre oltre un terzo dei rifiuti urbani complessivi. L’obiettivo è ottenere un compost di prima qualità, ideale anche per l’agricoltura biologica. Al momento, le autorità e i tecnici non vogliono rivelare molto di più in attesa di pianificare al meglio tutto il percorso normativo e amministrativo che riguarda l’intero settore. Ma l’attesa non dovrebbe essere lunga: è una questione di decoro per il Pase (senz’altro) ma è anche una questione di efficienza, di salubrità dell’ambiente e dei cittadini, di tutela del territorio e delle tasche di tutti.



