Politica

San Marino. GEN SM sulla patente ai sedicenni: il vero argomento da affrontare è la fiducia nei giovani

In questi giorni il PSD ha avanzato una proposta: permettere, a determinate condizioni, di guidare un’automobile a partire dai 16 anni. Si può essere d’accordo oppure no. Si può discutere di sicurezza, maturità, formazione, limiti e responsabilità. Si può anche concludere che sia una pessima idea. È esattamente a questo che dovrebbe servire una proposta politica: a discuterne. Invece, in molti casi, è successo qualcosa di diverso.

Più che discutere della proposta, si è cominciato a discutere dei giovani. E sembrava quasi che qualcuno non aspettasse altro. “Date loro una vanga”. “Non sono responsabili nemmeno a piedi”. “Ci manca solo questo”. E queste sono le più gentili. Perché il senso di tanti altri commenti era ancora più netto: i giovani di oggi non sanno fare niente. Non hanno voglia di lavorare. Sono viziati. Sono rimbambiti dai telefoni. Non sono capaci di assumersi una responsabilità. Prima di chiedere diritti dovrebbero imparare a stare al mondo. È solo un assaggio. E allora vogliamo rispondere. Non sulla patente. Su di noi. Perché a un certo punto essere giovani sembra diventato un difetto da cui bisogna farsi perdonare. C’è un’espressione che attraversa praticamente tutte le generazioni: “i giovani di oggi”.

I giovani di oggi sono sempre stati un disastro. Quelli di vent’anni fa lo erano per chi ne aveva cinquanta. Quelli di quarant’anni fa idem. E probabilmente un giorno toccherà anche a qualcuno di noi guardare un ragazzo e convincersi che, ai suoi tempi, i giovani erano tutta un’altra cosa. È un meccanismo comodo. Un ragazzo di oggi fa una stupidaggine e quella stupidaggine diventa immediatamente la prova di come sia fatta un’intera generazione.

No. Questo gioco non lo accettiamo. E allora, visto che in questi giorni qualcuno ha deciso di raccontarci chi siamo, permetteteci almeno di farlo anche noi. Guardateci meglio. Guardate chi studia. Chi lavora. Chi fa entrambe le cose. Chi fa sport. Chi fa volontariato. Chi partecipa a un’associazione. Chi prova ad aprire un’attività. Chi si forma fuori San Marino e poi sceglie di tornare. Chi ogni mattina attraversa il confine. Chi decide di impegnarsi nella vita pubblica quando sarebbe molto più semplice farsi i fatti propri.

Non siamo una generazione perfetta. Non pretendiamo di esserlo. Ma non siamo nemmeno una generazione di incapaci. E soprattutto, a San Marino, prima di disprezzare i giovani dovremmo ricordarci di una cosa. Di giovani ne abbiamo sempre meno.

GEN SM Giovani del Partito dei Socialisti e dei Democratici