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San Marino. Accordo di Associazione UE: la posizione CSdL sul referendum non è una boutade estiva!

Il 28 luglio, Libera e PSD hanno organizzato un dibattito sul futuro di San Marino dopo la firma, che sembra imminente, dell’Accordo di Associazione all’UE. Tra i temi trattati, il Segretario Generale CSdL Enzo Merlini ha rilanciato la richiesta della Confederazione in materia di referendum, ovvero di una consultazione popolare di iniziativa consiliare, dopo qualche anno dalla ratifica dell’Accordo da parte del CGG.

Le reazioni sono state variegate; tutte le idee e proposte possono legittimamente essere condivise o meno, ma per noi è inaccettabile che venga considerata una boutade estiva, o una risposta alle diverse istanze referendarie che stanno circolando. Nulla di più strumentale! È una posizione sostenuta fin dall’insediamento della Commissione Mista e scritta nel documento di base per il 21° Congresso CSdL, approvato dal Direttivo Confederale nel settembre 2024.

Di seguito, ne riportiamo uno stralcio: “Riteniamo che occorra mettere in atto il prima possibile una campagna informativa capillare ed approfondita rispetto ai contenuti dell’accordo, al fine di coinvolgere tutti i cittadini e le organizzazioni rappresentative, che prosegua anche successivamente alla firma ed alla sua ratifica da parte del CGG. Tenuto conto che, in materia di accordi internazionali già sottoscritti, l’ordinamento sammarinese non consente lo svolgimento di alcun tipo di referendum, auspichiamo comunque che le forze politiche condividano l’opportunità di effettuare una consultazione popolare. Un passaggio epocale come questo, che definisce strutturalmente i rapporti tra San Marino ed il mercato unico presente in 27 Paesi nei quali vivono 450 milioni di persone, merita che i cittadini si esprimano, una volta maturata la piena consapevolezza degli effetti che produrrà.

L’applicazione dell’accordo prevedrà adeguamenti normativi molto complessi e impegnativi ed è opportuno affrontare questa transizione così laboriosa con i cittadini consapevoli e convinti. Confidiamo che la cittadinanza supererà talune perplessità presenti, che nel tempo sono state alimentate anche a causa della quasi totale assenza di informazioni dettagliate.”

Storicamente la CSdL è favorevole all’Accordo; anzi, avrebbe preferito che la voce di San Marino potesse risuonare nel Parlamento Europeo, attraverso l’adesione all’UE, ma ciò non è stato possibile. Occorre trarre il massimo vantaggio possibile dal ruolo che l’Accordo consentirà a San Marino di poter svolgere, ovvero il diritto di conoscere in anticipo le norme che l’UE si appresterà ad approvare e la possibilità di poterne discutere preventivamente, qualora producessero effetti non positivi per il nostro Paese.

Non è detto che i negoziatori sammarinesi riusciranno a condizionare le normative europee, ma avere questa opportunità, piuttosto che prenderne semplicemente atto ed adeguarsi come spesso avvenuto finora, fa una bella differenza. Il sostegno della popolazione, attraverso un referendum, renderebbe ancora più autorevole la posizione sammarinese all’interno degli organismi ove si svolgeranno le consultazioni sulle norme.

Non solo! La natura mista dell’Accordo, ossia la necessità di ratifica da parte di tutti i 27 Paesi dell’UE, non emersa chiaramente fino a poco più di un anno fa, è un fattore di incertezza per i potenziali investitori, viste le recenti vicende interne al COREPER.

L’entrata in vigore provvisoria dell’Accordo verrebbe bruscamente messa in discussione se anche un solo Paese negasse la ratifica. È un’ipotesi che non può essere esclusa. Anche se è andato a buon fine, l’esempio dell’Accordo di Cooperazione e Unione Doganale firmato nel 1991 e ratificato definitivamente solo dopo dieci anni, non è rassicurante!

La diplomazia sammarinese deve giocare tutte le sue carte, tra cui il sostegno popolare, per concretizzare l’entrata in vigore definitiva dell’Accordo. A differenza di chi insiste su referendum immediati senza dire cosa voterebbe, la CSdL sarebbe convintamente a favore del SI all’Accordo, pur nella consapevolezza della sua complessità, sia ora che fra qualche anno. Confidiamo che i cittadini comprendano chiaramente che, per finanziare (ad esempio) le spese crescenti per sanità e pensioni, non potremo affidarci ad espedienti, bensì su un robusto sviluppo dell’economia reale, che ha bisogno dell’integrazione nel mercato unico.

CSdL

Foto – Le fase iniziali del 21° Congresso CSdL (19-20-21 febbraio 2025, Centro Congressi Kursaal)