Sistema bancario nella bufera: scontro totale su Banca di San Marino e caveau violato (report della Commissione Finanze)
Commissione Consiliare Permanente Finanze, Bilancio e Programmazione; Artigianato, Industria, Commercio; Turismo, Servizi, Trasporti e Telecomunicazioni, Lavoro e Cooperazione
Giovedì 9 luglio, pomeriggio
Al centro dei lavori della Commissione Finanze il sistema bancario, con le richieste di chiarimento su Banca di San Marino, furto nelle cassette di sicurezza, cartolarizzazione degli Npl e rapporti con Banca d’Italia, ma anche l’emergenza casa, il caro affitti e l’applicazione della normativa sugli immobili sfitti. La seduta, presieduta da Silvia Cecchetti, ha registrato un confronto serrato tra opposizione e maggioranza, con il Segretario di Stato Matteo Ciacci chiamato a rispondere su diversi dossier in assenza del Segretario alle Finanze Marco Gatti, impegnato in trasferta istituzionale.
In apertura, nel comma Comunicazioni, le opposizioni hanno lamentato l’assenza del Segretario Gatti. Gaetano Troina (D-ML) ha parlato di “temi sensibili e critici” che riguardano in particolare la Segreteria Finanze, chiedendo aggiornamenti sulla trattativa per la cessione di Banca di San Marino e sul furto nel caveau dell’istituto. Nicola Renzi (Rf) ha definito la vicenda Bsm “profondamente sistemica”, sostenendo che “il governo deve riferire al Parlamento”. Il consigliere ha quindi chiesto che venga reso pubblico l’ordine del giorno approvato dalla maggioranza nella precedente Commissione Finanze, seppur in seduta segreta. “Quell’ordine del giorno dovrebbe essere reso pubblico a tutti i membri del Consiglio e a tutta la cittadinanza”.
Sulla stessa linea Emanuele Santi (Rete), che ha chiesto chiarimenti sull'”affare bulgaro”, sul dissequestro di parte dei fondi e sull’evoluzione della vendita di Banca di San Marino, sottolineando come “non possiamo continuare a raccontarci che sia una questione tra privati”. Anche Sara Conti (Rf) ha sostenuto la necessità di rendere pubblico l’ordine del giorno e di affrontare in Consiglio Grande e Generale la situazione bancaria, osservando che le vicende degli ultimi mesi rischiano di compromettere il percorso verso l’Accordo di associazione con l’Unione europea.
Dalla maggioranza sono arrivate aperture sulla richiesta dell’opposizione. Luca Boschi (Libera) ha ricordato che la Commissione aveva già assunto l’impegno di riferire in Consiglio sul progetto di cartolarizzazione e si è detto favorevole alla pubblicazione dell’ordine del giorno. Analoga posizione è stata espressa da Tomaso Rossini (Psd), mentre Iro Belluzzi (Libera) ha sostenuto che gli esiti di un dibattito svolto in Commissione debbano poi trovare uno sbocco politico in Consiglio Grande e Generale.
Il Segretario Ciacci ha confermato che sulla Banca di San Marino “c’è un’azione in atto per ricercare nuovi investitori”, pur precisando che allo stato attuale “ipotesi di nuovi investitori non sono all’ordine del giorno”. Sul furto nelle cassette di sicurezza ha definito “disagevole” il fatto che dopo mesi non sia stata fatta piena chiarezza e ha annunciato che chiederà aggiornamenti in sede di Coordinamento del Credito e del Risparmio. Sul memorandum con Banca d’Italia ha ribadito la necessità di accelerare: “Dobbiamo fare l’accordo e darci una mossa”. Ha inoltre illustrato la sperimentazione avviata con BYD, che riguarda un autobus elettrico e possibili colonnine di ricarica rapida.
Il secondo comma è stato dedicato alla mozione di Rete sul caro affitti e sull’applicazione della Legge n. 27/1995 relativa agli immobili abitativi lasciati sfitti. Emanuele Santi ha ricordato che la norma esiste ma “non è mai stata applicata”, denunciando un mercato immobiliare caratterizzato da canoni sempre più elevati e da possibili concentrazioni speculative. “Trovare un affitto a meno di mille euro al mese è impossibile”, ha affermato, chiedendo un censimento puntuale degli immobili sfitti e dei soggetti che li detengono.
Ciacci ha replicato sostenendo che il problema della casa richiede un approccio complessivo e ha spiegato che dal 2025 lo strumento “Immobile web” consentirà di conoscere con precisione lo stato di occupazione degli immobili. Ha rivendicato gli interventi già adottati su canone calmierato, mutui prima casa, cohousing e cooperative di abitazione, pur riconoscendo che “il problema esiste e va affrontato con interventi urgenti”. Sulle residenze atipiche ha ricordato che l’inasprimento dei requisiti ha già determinato una riduzione del 50% delle richieste.
Sul tema casa il confronto ha mostrato diversi punti di convergenza. Troina ha evidenziato le difficoltà dei proprietari legate alla morosità e ai danni agli immobili, ma anche l’effetto delle residenze atipiche sul mercato. Renzi ha chiesto un approccio “olistico”, proponendo di aumentare l’offerta abitativa e riaprire il dibattito sull’edilizia pubblica. Belluzzi ha ribadito che garantire un’abitazione ai cittadini deve restare una priorità dell’azione politica.
In chiusura del comma Comunicazioni, la presidente Silvia Cecchetti ha spiegato che la decisione sulla pubblicazione dell’ordine del giorno sarà affrontata nella prossima seduta della Commissione, ricordando che è necessaria l’unanimità dei commissari. Ha inoltre confermato che il Segretario Gatti sarà presente il 30 luglio, quando verranno ripresi tutti i temi sospesi relativi al sistema bancario e finanziario.
Nel terzo comma la Commissione ha esaminato diversi riferimenti del Governo su istanze d’Arengo approvate dal Consiglio negli anni passati. Tra le istanze considerate sostanzialmente attuate, il Governo ha indicato quelle relative all’estensione della SMAC come strumento di pagamento e borsellino elettronico, all’introduzione di strumenti digitali per garantire la non discriminazione negli annunci di lavoro, al monitoraggio dei prodotti energetici e dei carburanti, alla digitalizzazione delle procedure di importazione e tracciabilità, nonché agli interventi sulla gestione dei contingenti dei prodotti soggetti a imposta speciale.
Per altre richieste, invece, il Governo ha spiegato di non poter procedere. È il caso dell’istanza che chiedeva la pubblicazione degli atti e delle scritture private relativi ai dissesti e alle fusioni bancarie, giudicata incompatibile con gli obblighi di segreto d’ufficio previsti dalla normativa vigente, pur richiamando il ruolo svolto dalle commissioni d’inchiesta. Analoga valutazione è stata espressa sulla revisione del regime fiscale del procacciatore d’affari occasionale, per la quale l’Esecutivo ha ritenuto necessario un intervento organico di riforma del lavoro autonomo anziché una modifica limitata alla singola figura professionale.
Sul fronte degli impegni futuri, il Governo ha annunciato la volontà di dare seguito all’istanza che prevede la riduzione della monofase sui prodotti per l’igiene femminile. Nel riferimento è stato riconosciuto che, nonostante l’approvazione dell’istanza da parte del Consiglio, il provvedimento non è mai stato adottato; l’Esecutivo ha quindi assunto l’impegno a intervenire con un’apposita modifica normativa “con tempestività”.
Nel dibattito, Nicola Renzi (Rf) ha criticato in particolare la risposta sull’ostensione degli atti bancari, sostenendo che gli istanti non chiedevano una violazione delle norme vigenti, ma “un intervento legislativo straordinario” per consentire la pubblicazione di documenti ritenuti di rilevante interesse pubblico. Gaetano Troina (D-ML), invece, è intervenuto sull’istanza relativa alle spedizioni postali, denunciando il permanere delle difficoltà nei collegamenti con l’Italia e segnalando nuove criticità nell’invio di pacchi verso gli Stati Uniti.
Di seguito una sintesi dei lavori
Comma 1 – Comunicazioni
Gaetano Troina (D-ML): Io apro questo comma comunicazioni sottolineando e registrando, purtroppo anche in questa occasione, che non è presente il Segretario di Stato alle Finanze. Lo evidenzio perché durante la scorsa commissione avevamo posto delle domande molto precise a cui il Segretario Bevitori aveva in qualche modo abbozzato una risposta; oggi invece abbiamo qui il Segretario Ciacci. Io approfitto della sua presenza e gli rivolgerò sicuramente dei quesiti riguardanti le sue deleghe, ma devo ribadire che i temi più sensibili e critici di questo momento riguardano dossier che fanno capo principalmente alla Segreteria Finanze e, in parte, alla Segreteria Esteri. Per questo motivo rinnovo i miei quesiti sulla situazione del sistema bancario e, in particolare, sullo stato della trattativa per la cessione di Banca di San Marino. Secondo me questo non è più un tema puramente privato: come ho già detto nella scorsa seduta, la vicenda ha ormai assunto i contorni di una notizia di interesse collettivo e generale. Una trattativa fruttuosa potrebbe infatti tranquillizzare la cittadinanza, i correntisti e la politica stessa di fronte a una situazione che ha preso pieghe curiose e che lascia molto perplessi. Tra l’altro, abbiamo appreso dalla stampa e da un servizio di RTV dei giorni scorsi la notizia del furto nelle cassette di sicurezza della Banca di San Marino; pare che tutte le cassette siano state violate, un fatto di una rilevanza enorme se pensiamo che si tratta di valori lasciati in deposito dai cittadini. Questi si sono giustamente costituiti in un comitato e devono ricevere risposte chiare su quanto accaduto. Io penso sia doveroso che il governo risponda su temi di tale interesse collettivo, e trovo inaccettabile che il Segretario competente non sia mai presente; avevo provato a interrogarlo in un altro comma, l’unico dove era possibile farlo direttamente, ma non mi ha sostanzialmente risposto. Vorrei poi porre dei quesiti su altre notizie lette sulla stampa. Mi riferisco a una sperimentazione nel settore dei trasporti con un colosso cinese: mi sembra che sia stato messo in servizio sul territorio un veicolo acquistato dalla Cina per il trasporto pubblico e vorrei sapere esattamente di cosa si tratti, come funzioni e quali siano le finalità di questo progetto. Infine, riguardo alla situazione del lavoro, avevo già interrogato il Segretario Bevitori nell’ultima seduta sul tema del mercato del lavoro. Avevo sottolineato come la riforma del Segretario Lonfernini della scorsa legislatura avesse introdotto una distinzione tra amministratori unici “standard” e amministratori “operativi”. Questa divisione, con l’obbligo di assunzione a determinati livelli retributivi per gli operativi, ha creato e continua a creare enormi difficoltà soprattutto alle piccole imprese. Molte realtà si sono trovate improvvisamente a dover sostenere spese non preventivate per riorganizzarsi, senza ricevere alcun tipo di aiuto dallo Stato. Non ho ancora avuto risposta su questo punto e spero che il Segretario Ciacci, se non potrà rispondere direttamente oggi, si faccia almeno portavoce con i colleghi di governo per dare risposte a una cittadinanza che manifesta disagio e difficoltà crescenti. Io per ora mi fermo qui e lascio la parola ai colleghi.
Nicola Renzi (Rf): Io credo sia un fatto positivo che la Commissione Finanze si riunisca con questa cadenza, perché ci permette di smaltire l’arretrato e di affrontare le questioni di stretta attualità che si insinuano nei nostri lavori. Mi associo però a quanto detto dal collega Troina: è la seconda volta che non possiamo svolgere il comma comunicazioni con il Segretario Gatti. Non è affatto una mancanza di rispetto verso il Segretario Ciacci che è qui presente, ma è una questione di sostanza. Si sta rigenerando quel clima di incertezza sul sistema bancario, e nello specifico su Cassa di Risparmio, che abbiamo già visto in passato. Secondo me è un nostro diritto che il governo riferisca nelle sedi opportune sugli sviluppi che sta seguendo per Banca di San Marino. Ormai è chiaro a tutti che non è più una questione privata, ma una vicenda profondamente sistemica. Non si tratta solo di discutere di una vendita o di nuovi interlocutori, ma di una questione che impatta sull’intero sistema. Non siamo stati noi i primi a sollevare il tema: abbiamo letto interviste di membri della maggioranza che, molto giustamente dal mio punto di vista, chiedono o tracciano linee da seguire. Questo fa percepire non solo visioni diverse all’interno della maggioranza, ma soprattutto che la stessa maggioranza ritiene di poter intervenire prendendo delle scelte su questa partita. Quello che chiediamo è che il governo ci dica cosa stia succedendo, quali siano le tempistiche, gli impatti sul sistema e sull’istituto di credito interessato. Noi non abbiamo mai voluto creare allarmismi, anzi, ci sembra una situazione più tranquilla rispetto a qualche tempo fa, ma essendoci in gioco delle compravendite, il governo deve riferire al Parlamento. C’è poi la grande questione del furto nel caveau, che rappresenta un grave danno d’immagine per la nostra Repubblica. Pur rispettando il segreto delle indagini, credo che il governo debba un riferimento su un episodio del genere, che non ha precedenti nel nostro Paese. Infine, voglio sollevare un punto discusso giovedì scorso in questa commissione. Oggi in Ufficio di Presidenza ho informato i colleghi sui lavori svolti e su quella che considero una stranezza: se la maggioranza avesse deciso di adottare in seduta segreta un ordine del giorno rilevante su questioni sistemiche, io penso che quell’ordine del giorno dovrebbe essere reso pubblico a tutti i membri del Consiglio e a tutta la cittadinanza. Spero che venga reso noto al più presto. Contestualmente, insieme a tutta l’opposizione, abbiamo chiesto alla Reggenza di calendarizzare un comma in Consiglio Grande e Generale per trattare la tematica degli NPL. È un tema di sistema cruciale, che presenta dati sia positivi che negativi e che deve essere conosciuto da tutto il Consiglio, anche per rispetto verso questa commissione e verso i player che hanno lavorato all’operazione. Senza scendere in dettagli che potrebbero essere distorsivi, la cittadinanza deve sapere cosa sta accadendo. Troppo spesso abbiamo analizzato questo tema solo in sedute segrete in Commissione Finanze; credo sia arrivato il momento di portarlo a conoscenza di tutti i consiglieri e di tutti i cittadini, affinché ognuno possa farsi la propria idea.
Emanuele Santi (Rete): Mi dispiace apprendere che ancora oggi il Segretario Gatti sia assente. Senza nulla togliere alla presenza del Segretario Ciacci, è chiaro che quando si trattano materie finanziarie così rilevanti e attuali la presenza del Segretario competente sarebbe stata non solo dovuta, ma doverosa. Mi rammarica doverlo rilevare ancora una volta, perché su certi temi servono risposte adeguate dal responsabile diretto. Non posso che partire dall’affare bulgaro. Siamo rimasti molto perplessi e stupiti dalla notizia del parziale dissequestro di parte dei 15 milioni di euro. Senza entrare in polemiche giudiziarie, vedere da una parte rinvii a giudizio molto meno pesanti di quanto ipotizzato e dall’altra il dissequestro di tali somme ci lascia davvero molto dubbiosi. Al di là dell’aspetto giudiziario, c’è il tema di Banca di San Marino, ancora detenuta dall’Ente Cassa di Faetano che pare stia cercando un compratore. Non possiamo continuare a raccontarci che sia una questione tra privati: questa è diventata una questione di Stato. Noi qui dobbiamo essere informati su come proceda la vendita, se ci siano gruppi interessati e quale sia il progetto per la banca. Non lo facciamo per fare terrorismo, anzi, siamo rimasti in silenzio fin troppo tempo, ma ora siamo molto preoccupati e vogliamo capire come andrà a finire. In tutto questo, io penso che serva un confronto continuo in quest’aula sul possibile memorandum con Banca d’Italia e, soprattutto, sulla vigilanza. Il grande nodo rispetto all’Accordo di Associazione è proprio la vigilanza bancaria; sappiamo che l’Italia ha chiesto un “addendum” di chiarimento su questo punto, ma da mesi è calato il silenzio. Cosa sta succedendo? Questi sono elementi fondamentali da conoscere. Mi associo poi ai colleghi sull’operazione di cartolarizzazione. In Ufficio di Presidenza abbiamo chiesto di trasferire in Consiglio quanto appreso in seduta segreta. L’operazione va avanti da due anni e, se per certi versi gli incassi sembrano buoni, dall’altra l’Organismo di Sorveglianza ci ha segnalato criticità che ci mettono in imbarazzo, perché non possiamo riferirle ai nostri compagni di partito. Chiediamo un riferimento in Consiglio affinché tutta l’aula e gli stessi Segretari di Stato sappiano come sta andando l’operazione; non vogliamo fare polemica, ma l’aula deve essere informata. Infine, sull’intrusione nel caveau di Banca di San Marino: a febbraio, pochi giorni dopo lo scoppio del caso delle presunte tangenti bulgare, è avvenuto questo episodio particolare. Oggi scopriamo che sono state aperte molte più cassette di sicurezza di quanto inizialmente paventato. I correntisti sono disperati, si sono costituiti in un comitato perché dopo sei mesi non sanno ancora se i loro beni siano stati portati via e non hanno accesso alle cassette. Anche qui tutto tace. Io penso che a questo Paese vadano date delle risposte. Spero che il Segretario Ciacci voglia affrontarle, anche se avremmo voluto qui il Segretario Gatti che ha la delega diretta.
Luca Boschi (Libera): Ho ascoltato gli interventi dei colleghi dell’opposizione e devo dire che ci sono punti condivisibili. Riguardo all’assenza del Segretario Gatti, io penso che sia in trasferta istituzionale; facendo una commissione a settimana è possibile che non ci sia sempre la disponibilità del Segretario, ma è chiaro che le domande poste meritano risposte tempestive. Sul tema della cartolarizzazione, la scorsa settimana abbiamo approvato un ordine del giorno importante, che impegnava l’Ufficio di Presidenza a prevedere un comma completo in Consiglio sul progetto di cartolarizzazione, evidenziando aspetti positivi e criticità. L’impegno della maggioranza era quello di informare il Consiglio al termine della prima fase, ovvero quella della gestione delle ABS Senior, sia per fare un bilancio sia per confrontarsi sul proseguimento dell’attività dell’Organismo di Sorveglianza. Questo mi sembrava un punto chiaro contenuto nell’ordine del giorno. Sento che oggi in Ufficio di Presidenza è stata riferita l’esistenza di questo atto; noi di Libera ci eravamo già espressi favorevolmente affinché fosse reso pubblico, visti i suoi importanti aspetti politici, specialmente nei rapporti con Banca d’Italia. Ribadisco questa disponibilità. Su Banca di San Marino e sul caso bulgaro, credo sia ormai opportuno che tutto il Consiglio, e specialmente questa commissione, sia messo al corrente dello svolgimento della trattativa e di eventuali alternative. Per quanto riguarda il dissequestro dei capitali bulgari, non abbiamo elementi diversi dai vostri, ma sapete che la prossima settimana in Consiglio verrà nominata la Commissione d’Inchiesta, come previsto dall’ordine del giorno che fissava il termine del 1° settembre. Quello sarà, insieme al tribunale, il luogo deputato a fare chiarezza e ad avere informazioni uguali per tutti. Spero che il Segretario Ciacci possa rispondere ora o riferire ai colleghi queste domande assolutamente logiche.
Sara Conti (Rf): Desidero intervenire sostenendo anch’io che sarebbe il caso di rendere pubblico l’ordine del giorno sulla cartolarizzazione. Partiamo dalla posizione espressa chiaramente dall’Organismo di Sorveglianza, che chiedeva appunto di discutere il tema in Consiglio Grande e Generale. Secondo me rendere pubblico quell’atto è un atto dovuto, anche perché abbiamo mantenuto un atteggiamento molto responsabile sulla segretezza dei dati sensibili. Ora però riteniamo indispensabile parlarne con gli altri colleghi del Consiglio. Mi risulta che il dibattito non sia stato inserito nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio perché si vuole aspettare che il processo arrivi a un certo punto; io ribadisco la mia contrarietà a questa attesa. Riguardo a Banca di San Marino, mi sembra paradossale che non ci siano comunicazioni approfondite da parte del Segretario competente. Ci troviamo in uno stallo alla messicana: le indagini sono in corso, si istituirà la Commissione d’Inchiesta, ma non dimentichiamoci che quanto scaturito dall’affare Banca di San Marino sta di fatto bloccando l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Questo è un dato di fatto che non possiamo ignorare. Mi fa specie che non se ne parli quasi più, come se fosse meglio tacere. Aspettiamo di settimana in settimana che l’accordo compaia nell’ordine del giorno del COREPER, e sinceramente sono demoralizzata dal fatto che la gestione di questa situazione stia mettendo a repentaglio dodici anni di negoziazione. È deprimente che nessuno dica nulla; l’obiettivo principale di questo governo e del precedente era la firma dell’accordo, e invece rimaniamo appesi per mesi per una situazione bancaria che indagheremo, ma che intanto blocca tutto il Paese. Chiedo ai colleghi di maggioranza di battere un colpo e di chiedere conto al governo di questa situazione: i Segretari di Stato Beccari e Gatti devono fare tutto il possibile per sbloccare la situazione, perché è questo che il Paese chiede. È il primo punto dell’agenda politica e non possiamo far finta di niente. Chiedo ai colleghi di intervenire con forza nelle proprie forze politiche e verso i propri Segretari affinché le criticità vengano affrontate subito e non si metta a rischio il lavoro di quattro governi e di un intero Paese.
Tomaso Rossini (Psd): Intervengo molto velocemente perché anche ieri, all’interno del nostro partito e del nostro gruppo, abbiamo espresso concetti che in quest’aula erano stati stabiliti in seduta segreta. Tuttavia, a seguito di un confronto interno, la nostra idea è quella di giungere finalmente alla pubblicità di questo ordine del giorno. Pertanto, confermo pienamente l’interesse del Psd affinché l’atto in questione venga reso pubblico. Ritengo infatti che, dopo i vari passaggi istituzionali di cui abbiamo discusso, debba esserci un momento in Consiglio Grande e Generale dove poter dibattere apertamente, ma anche in modo completo, di tutta la situazione relativa alla cartolarizzazione e di tutto ciò che ne consegue.
Iro Belluzzi (Libera): Vorrei condividere alcune brevi considerazioni partendo da quanto affermato dalla collega Conti. Il fatto che alcuni elementi fondamentali, come ad esempio la firma dell’accordo di associazione con l’Unione Europea, stiano tardando ad arrivare rappresenta per me una fonte di grossa preoccupazione. Non penso affatto che debba essere necessariamente dal fronte dell’opposizione che nasca il pungolo per mettere in discussione la stabilità di una maggioranza o di un governo; siamo persone mature e vaccinate e sappiamo benissimo quale importanza vitale abbia quel passaggio per ridare nuova linfa alla Repubblica e alla nostra economia. È vero che troppe legislature hanno lavorato giustamente per raggiungere questo obiettivo, ma purtroppo ci sono stati degli accadimenti che dovranno essere chiariti. In merito alla commissione a cui si riferiva poco fa il collega Luca Boschi, io spero sinceramente che sia uno di quegli organismi capace di scoprire cosa sia veramente capitato, andando al di là delle semplici narrazioni che vengono svolte pubblicamente. Mi auguro che questi fatti non siano stati tra gli elementi che hanno ostacolato l’associazione, perché mi sembra tutto troppo concatenato; una “tempesta perfetta” è difficile che nasca da sola, capita raramente all’interno della Repubblica e a volte ho il sospetto che questi eventi vengano elaborati e fatti scoppiare quasi in laboratorio. Speriamo che non sia così, ma saremo molto attenti: se ci sono stati degli elementi che hanno creato un ritardo o un disturbo verso quell’appuntamento a cui mira la stragrande maggioranza della politica, delle forze economiche e dei corpi intermedi, dobbiamo saperlo. Sappiamo bene che c’è una parte che ha lavorato contro e forse continuerà a lavorare contro quel passaggio. L’altro elemento fondamentale è la chiarezza e la trasparenza: non è pensabile che un organo del Parlamento deliberi su un dibattito che è giustamente segreto, senza che poi se ne conoscano le risultanze. Le pronunce, le valutazioni e gli esiti di quel dibattito, che si concretizzano in un ordine del giorno, devono essere un tema di confronto all’interno del Consiglio Grande e Generale. Oggi abbiamo visto quali siano gli ostacoli per cui non è possibile trasferire “d’emblée” l’ordine del giorno votato in seduta segreta al Consiglio e spesso ci si deve rifare solo al buon senso. Un altro elemento utile potrebbe essere il regolamento consiliare, che dovrebbe statuire chiaramente cosa fare delle deliberazioni delle commissioni; altrimenti queste rischiano di restare solo degli sfogatoi, dei luoghi che non riescono a produrre niente in termini oggettivi. Invece tutto deve essere oggettivizzato e trasferito al Consiglio Grande e Generale, che è l’organo più importante dell’ordinamento democratico della nostra Repubblica. Per cui ci tengo a riaffermare la posizione già espressa egregiamente dal collega Boschi e rimarcata dal collega Rossini: una volta svolti tutti i passaggi di cui abbiamo parlato nella scorsa sessione, e presumibilmente dopo l’elaborazione della relazione da parte del comitato di sorveglianza, si deve arrivare in Consiglio per un dibattito sui temi, così come ci siamo impegnati a fare per iscritto nell’ordine del giorno. Non sarebbe male se la commissione già oggi deliberasse affinché l’ordine del giorno possa essere reso pubblico nel prossimo ufficio di presidenza. Troviamo e condividiamo le modalità all’interno della commissione stessa; l’ultima volta purtroppo c’è stato un passaggio che ha bloccato quello che sarebbe stato un risultato importante. Cerchiamo ora di trovare la sintesi perfetta.
Emanuele Santi (Rete): Io sono già intervenuto, ma chiedo la parola solo per chiedere un chiarimento perché non ho capito bene: alla fine questo ordine del giorno si rende pubblico o no? Ho sentito diversi interventi favorevoli e vorrei capire quale sia la decisione definitiva della commissione.
Matteo Ciacci Segretario di Stato: Cercherò di dare risposta a tutti coloro che sono intervenuti. Rispetto alla questione sollevata dal collega Troina, affronterò sia il tema bancario che le considerazioni sulla BYD e sulla legge riguardante l’amministratore operativo. Su quest’ultima voglio fare una riflessione: mi risulta, e mi è stato presentato anche durante le mie precedenti deleghe, che sia in corso un confronto proprio nell’ambito della Commissione Lavoro. L’obiettivo è quello di andare ad ammorbidire la situazione legata all’amministratore operativo, che attualmente deve essere assunto a un determinato livello da parte delle società. Questo, nei fatti, va a mettere un po’ in difficoltà alcune attività che hanno fatturati molto limitati e che rischiano così di trovarsi con l’acqua alla gola. Devo ricordare che si tratta di una normativa basata su un decreto del 2022-2023, ma vi rappresento che la commissione lavoro è impegnata in un ragionamento per risolvere il problema. Voglio però ricordare che esistono già delle clausole per essere esenti dall’obbligo dell’amministratore operativo: ad esempio se si ha un fatturato inferiore ai 45.000 euro, se si tratta di una società immobiliare o se si esternalizza l’attività prevalente. Ovviamente in questi casi non vi è la necessità di adottare tale figura, mentre se si hanno dipendenti e si vuole essere amministratori operativi bisogna seguire le regole ricordate da Troina. Tuttavia, ricordo che era stata avanzata una proposta, mi pare condivisa da maggioranza e opposizione, per prevedere anche semplici contratti di collaborazione ed evitare certe criticità; resta il fatto che dobbiamo cercare di essere sicuramente più incisivi e più elastici. Per quanto riguarda la BYD, è stato siglato un accordo tra il Congresso di Stato e questo colosso cinese che ha mostrato un grande interesse e ha aperto un dialogo concreto con il nostro Paese. Io ho avuto l’occasione di vedere dal vivo tutta la loro attività industriale nel settore delle auto elettriche e dell’innovazione in uno dei loro siti durante una delle fiere più rilevanti a Shenzhen, in Cina; credo che sia una partnership sicuramente valida, interessante e molto lungimirante. Cosa è stato fatto fino ad ora? È stata avviata una sperimentazione per la possibilità di installare colonnine elettriche per la ricarica rapida; la grande potenzialità di BYD, al netto dei prototipi automobilistici, risiede proprio in tecnologie avanzate che consentono di ricaricare un’autovettura in tempi decisamente più rapidi rispetto a quelli oggi esistenti. Abbiamo fatto una ricognizione: la tecnologia verrebbe messa in campo da loro e a loro conviene perché noi saremmo un Paese pilota su cui sviluppare politiche interessanti. Sul territorio potremmo installare queste colonnine ulteriormente rispetto a quelle che già abbiamo. Per quanto riguarda il bus elettrico, è stata fatta una prima sperimentazione gratuita con il primo mezzo interamente elettrico che gira sul nostro territorio; se verrà valutato funzionale, potremo magari inserire altri mezzi dello Stato elettrici o ibridi brandizzati BYD. Credo che queste collaborazioni, se fatte con equilibrio, portino un valore aggiunto; al momento si tratta di una collaborazione di carattere scientifico, di ricerca e innovazione, e i prossimi passaggi saranno valutati step by step.
Passando al sistema bancario, so che parlarne fuori dalla seduta segreta è sempre un problema, ma è anche vero che certe notizie sono ormai di dominio pubblico. Sulla questione inerente alle cassette di sicurezza di Banca di San Marino, trovo particolarmente disagiante il fatto che dopo mesi non si sia fatta totale chiarezza. Leggiamo sui giornali che tutte sono state violate. Io avevo posto una domanda in sede di CCR per capire cosa fosse successo e il caso era stato riportato a Banca Centrale; sia il Tribunale che la stessa Vigilanza hanno l’operazione sotto controllo. Chiederò nel prossimo CCR di avere aggiornamenti in merito perché, come avete detto, un fatto di questo tipo ha minato certamente la credibilità e l’autorevolezza della banca, colpendo anche i grandi correntisti o chi nelle cassette conserva i propri beni e i propri affetti. Credo che fare chiarezza in tempi brevi sia qualcosa da evidenziare con forza. Sulla Banca di San Marino, dopo il ritiro della proposta iniziale e a seguito delle azioni intraprese dalla Vigilanza di Banca Centrale e dai provvedimenti del nostro Tribunale, c’è un’azione in atto per ricercare nuovi investitori. C’erano quattro proposte che però non si sono concretizzate; nel frattempo, nell’ambito dell’assemblea di Banca Centrale, è stato dato mandato a BCSM di definire una strategia per il sistema finanziario, sia per le questioni interne sia per creare dei “cuscinetti” in caso di situazioni critiche. Al momento ipotesi di nuovi investitori non sono all’ordine del giorno, quindi dobbiamo lavorare a un piano per non rimanere sguarniti e farci trovare premuniti. La Segreteria Finanze è sicuramente impegnata insieme agli organismi competenti su questo piano. Ci sarà un comitato il 26 dove verranno affrontate queste tematiche con tutti i dati. Riguardo al rapporto con l’Italia, la mia posizione personale coincide con quella espressa dai colleghi: dobbiamo fare l’accordo con Banca d’Italia e darci una mossa. Mi fa piacere che ci sia un ordine del giorno che la Commissione Finanze ha portato all’attenzione e che possa essere oggetto di una discussione trasparente. Sarà mia premura fare un riferimento in CCR anche rispetto all’avanzamento dei lavori per il memorandum con Banca d’Italia; non appena avrò nuovi documenti vi riferirò tutto. Oggi bisogna accelerare. Qualcuno dice che finché non viene finalizzato l’accordo con l’Unione Europea sia difficile chiudere il memorandum con Banca d’Italia; io non lo so, ma ritengo prioritario oliare i rapporti con la vicina Italia sul sistema bancario e finanziario, e cercheremo di essere più incisivi nel CCR e negli organismi deputati.
Comma 2: Mozione, conseguente alla trasformazione dell’interpellanza presentata dai Consiglieri Giovanni Maria Zonzini e Emanuele Santi sul problema del caro affitti, sull’applicazione della Legge n.27/1995 Titolo II e sul problema degli immobili ad uso abitativo deliberatamente non concessi in locazione
Emanuele Santi (Rete): Desidero innanzitutto contestualizzare il momento storico di questo atto, che andrò a leggere tra poco per ricondurlo alla nostra discussione, ma voglio ricordare che questa interpellanza l’abbiamo depositata il 18 settembre del 2024. Sono passati quasi due anni, eravamo proprio all’inizio della legislatura e ancora il Segretario Ciacci non aveva presentato la sua legge sulla casa, quella del 2025. Questa iniziativa nasce dal lavoro del nostro gruppo di studio interno, perché l’emergenza abitativa è da sempre uno dei temi più sentiti dal movimento Rete. Abbiamo svolto un approfondimento e chiesto conferma agli studi legislativi per sapere se la legge numero 27 del 1995 fosse ancora in vigore; gli uffici ci hanno confermato che quella norma è pienamente esistente e per questo abbiamo deciso di sottoporre l’interpellanza. La legge del 1995 aveva introdotto un’imposta speciale sugli immobili a uso abitativo di proprietà di società ed enti che non venivano concessi in locazione, ma questa norma, pur essendo in vigore, non è mai stata applicata. È un fatto di cui ci siamo accorti in quegli anni e dobbiamo fare tutti un “mea culpa” generale, perché avevamo una legge che istituiva una tassazione sugli immobili sfitti delle società che però è rimasta lettera morta. Nell’interpellanza scrivevamo che la crisi sociale derivata dall’impennata dei prezzi degli affitti è sempre più pressante e crea gravi difficoltà a numerosi cittadini, specialmente ai lavoratori con reddito medio-basso. Le evidenze dimostrano che questo aumento è dovuto all’estrema rigidità del mercato dell’offerta, a fronte di una crescita della domanda modesta. I dati catastali riportano un’eccedenza di immobili residenziali rispetto ai nuclei familiari di oltre 2.000 unità, eppure il Consiglio Grande e Generale discute da anni senza arrivare a conclusioni concrete per contrastare questa piaga sociale. Abbiamo rilevato che il Consiglio ha valutato più volte di tassare gli immobili mantenuti sfitti, ma la legge 27 del 1995, che già prevedeva questa imposta per le società, non risulta aver mai generato entrate nel conto generale dello Stato. Noi viviamo in un’architettura costituzionale fondata sullo Stato di diritto, una condizione che vincola lo Stato al rispetto delle proprie leggi. Chiedevamo quindi al Congresso di Stato se intendesse applicare quella norma e con quali scadenze, o se intendesse ignorarla deliberatamente. La risposta che ricevemmo allora dal Segretario Ciacci fu molto sibillina: ci disse che non era intenzione del governo applicare quella legge e per questo oggi siamo qui a discutere la mozione in commissione. In questi due anni abbiamo ripresentato più volte emendamenti per aggiornare quella legge, che aveva ancora gli importi espressi in lire e che noi avevamo trasportato in euro, ma il governo ha sempre risposto che non voleva applicarla per ragioni burocratiche che a me sembrano solo scuse per coprire la mancanza di volontà politica. Se una legge dello Stato è in vigore e non la volete applicare, allora avreste dovuto avere il coraggio di abrogarla invece di lasciarla in sospeso. Uno dei problemi più profondi è che mancano studi seri: secondo i dati catastali del 2024 ci sono 17.480 unità abitative a fronte di 15.008 famiglie, il che significa che ci sono potenzialmente 2.472 appartamenti sfitti. Io mi chiedo, Segretario: queste case dove sono? Hanno una metratura adeguata o sono sottoscala? Sono occupate in nero? Sono domande lecite perché oggi trovare un affitto a meno di 1.000 euro al mese è impossibile e l’acquisto è diventato improponibile, con prezzi che vanno dai 3.000 ai 4.000 euro al metro quadro. Nel 2020, quando si fecero i provvedimenti per le residenze atipiche per pensionati e sportivi, si diceva che a San Marino non si sapeva a chi dare gli immobili perché ce n’erano troppi. Oggi quel provvedimento, che ha portato circa 300 nuove famiglie, viene indicato come l’origine di tutti i mali e del caro affitti, ma i conti non tornano: se ci sono 2.400 sfitti, con 300 nuove residenze dovrebbero essercene ancora 2.000 sul mercato. La verità è che a San Marino ci sono grosse concentrazioni immobiliari in mano a pochi soggetti, banche e immobiliari, che fanno cartello e mettono gli appartamenti sul mercato col contagocce per alimentare la speculazione e tenere i prezzi altissimi. L’osservatorio immobiliare dovrebbe dire chiaramente quanti sono questi appartamenti e chi li detiene. L’applicazione della legge del 1995 servirebbe proprio come disincentivo per chi tiene pance di immobili sfitti, generando un’entrata per lo Stato. La legge sulla casa che lei, Segretario, ha portato avanti un anno fa si è rivelata completamente inadeguata: gli affitti sono aumentati ancora. Bisogna cambiare pagina e colpire le grandi concentrazioni di sfitti; questa non è una patrimoniale indiscriminata, ma una misura mirata contro la speculazione, ma per farlo servono coraggio e volontà politica. Se il saldo degli sfitti è di 2.400 unità, non è possibile che 300 nuovi residenti abbiano saturato tutto; bisogna capire chi ha in mano queste case e perché non sono sul mercato.
Matteo Ciacci Segretario di Stato: Io penso che il tema della casa vada affrontato in maniera sistematica e non utilizzando una sola leva, e certamente non dipende solo dalla Segreteria al Territorio. I prezzi degli affitti seguono il caro vita, ma ci troviamo di fronte a un raddoppio generale delle spese di costruzione e di gestione, è una dinamica di mercato molto complessa. Riguardo alla domanda se sia colpa dei residenti atipici, io rispondo di no, anche se capisco il sentimento comune; infatti siamo intervenuti sulle residenze per i pensionati alzando il tetto del reddito richiesto da 50.000 a 100.000 euro e imponendo un deposito bancario di 300.000 euro. Questi correttivi hanno già prodotto una riduzione del 50% delle richieste rispetto all’anno scorso, mettendo un freno a quella che io ritenevo un’operazione troppo leggera fatta in passato. Sui dati degli sfitti, io voglio sottolineare che proprio per avere certezza abbiamo adottato lo strumento “Immobile web”, che ci permetterà dal 2025 di monitorare lo stato di occupazione di ogni unità abitativa attraverso la dichiarazione dei redditi. Così sapremo finalmente se un immobile è davvero sfitto o se è utilizzato in altri modi, superando la fase in cui si “sparava nel mucchio” senza dati certi. Nonostante i prezzi alti, la propensione all’acquisto dei giovani è aumentata, con un 15% in più di mutui prima casa elargiti in un anno. È un dato importante che dimostra come le persone preferiscano pagare una rata di mutuo piuttosto che un affitto da 1.000 euro al mese. Sulla politica degli affitti, la legge sull’emergenza casa prevedeva una delega per la revisione delle locazioni che deve essere portata avanti, affrontando anche il tema della morosità e degli allontanamenti, che hanno un impatto sociale forte. Io rivendico il lavoro fatto sul canone calmierato: quando eravamo all’opposizione proponemmo l’equocanone per disincentivare chi non affittava a prezzi controllati, ma poi al governo abbiamo dovuto mediare con le altre forze politiche e non c’è stata la volontà unanime di essere troppo punitivi. Tuttavia, abbiamo stabilito delle tabelle precise, ad esempio che un appartamento di 100 metri quadri non debba costare più di 700 euro di affitto. Se i dati di “Immobile web” confermeranno i 2.000 sfitti, allora potremo irrobustire il canone calmierato o fare un ragionamento sulla tassazione; io non sono contrario per principio, ma penso che prima si debbano utilizzare altre leve. Stiamo anche lavorando per ampliare l’offerta attraverso i decreti sul cohousing e sullo studentato previsti dalla legge sulla pianificazione strategica, oltre al piano di tutela. Non si risolve tutto solo tassando, ma anche costruendo in maniera adeguata per dare risposte, ad esempio, agli studenti.
Gaetano Troina (D-ML): Secondo me il tema della casa è tra i più delicati e pressanti per la nostra cittadinanza in questo momento storico. Penso sia sotto gli occhi di tutti il grave disagio che molte famiglie sammarinesi stanno attraversando, come dimostrano i numeri delle richieste di aiuto alla Caritas o alla SUMS, che sono in netto aumento. Riguardo all’interpellanza di Rete, io penso che la normativa sulle locazioni del 1991 e del 1995 abbia fatto il suo dovere, ma oggi alcune parti vadano aggiornate, specialmente per tutelare chi mette l’immobile sul mercato. Molti proprietari non affittano perché hanno paura di non rientrare in possesso del bene, di subire danni o di non essere risarciti dagli inquilini morosi; sono casi che riscontro spesso anche professionalmente e che spingono a tenere le case sfitte. Se esistono già norme che prevedono imposte o sanzioni, queste devono essere applicate; non è accettabile che dal 1991 a oggi alcune disposizioni siano rimaste inapplicate. Sulle residenze atipiche, io credo che non si possa sottovalutare il loro impatto: oggi molti proprietari preferiscono affittare a pensionati atipici o sportivi perché queste persone pagano meglio, pagano subito, hanno più disponibilità economica e soprattutto rovinano meno l’appartamento perché lo usano poco. Questo sposta inevitabilmente l’offerta lontano dalle famiglie comuni. Anche l’aumento degli acquisti immobiliari è un segnale: se un affitto costa 900 euro e la rata del mutuo ne costa 1.000, chi può permetterselo preferisce comprare, ma chi non ha i requisiti resta schiacciato. La Reggenza riceve sempre più richieste di aiuto perché le persone non riescono a pagare le bollette o il canone mensile e non si riesce a stare dietro a tutte le domande. Infine, dobbiamo considerare che negli ultimi anni c’è stata una forte speculazione da parte di società immobiliari che hanno acquistato lotti e appartamenti a prezzi vantaggiosi e che oggi ne stanno approfittando; questo è un nodo che la politica deve sviscerare e approfondire seriamente.
Nicola Renzi (Rf): Penso che l’emergenza casa sia un tema “carsico”, un problema di lunga durata che merita un approccio olistico e molto meditato. Non basta depositare una legge e votarla per dire che la questione è risolta, perché siamo ancora molto lontani da una soluzione. È un tema complesso, difficilissimo, ma dobbiamo almeno correggere le storture che sono emerse con l’ultima legge. Ad esempio, sono stati previsti sgravi fiscali per chi affitta a canone calmierato, ma per chi era già sotto quella soglia questo si è rivelato un regalo gratuito dello Stato che non è servito ad abbassare ulteriormente i prezzi o ad aiutare chi è in affitto. Noi avevamo proposto di agire sull’offerta partendo da un’equazione semplice: se aumenta l’offerta, diminuisce il costo. Per convincere le persone ad affittare bisogna rendere più facile e veloce la risoluzione del contratto e la liberazione dell’immobile, garantendo però al contempo tutele a chi va in affitto affinché non si trovi per strada in tempi troppo brevi. Lo Stato non interviene con l’edilizia pubblica da tantissimo tempo; dovremmo chiederci se sia il caso di superare i preconcetti e tornare a parlarne seriamente, senza etichettarla subito come una manovra massimalista. Guardando alla composizione sociale, oggi le famiglie si disuniscono molto più che in passato e questo crea la necessità di un numero maggiore di alloggi, impattando sulla sostenibilità economica dei soggetti più deboli. Sulle residenze atipiche, io credo che il gioco non valga la candela se le teniamo solo per avere dei depositi da 500.000 euro in banca per poi dire che la raccolta è aumentata. Non sappiamo ancora se e come queste persone paghino l’assicurazione sanitaria e questo è un problema per il Paese. Dovremmo invece puntare su residenze per attrarre giovani professionisti o manager di alto livello che vogliano stabilire qui i loro interessi principali. Mi fa piacere che il Segretario Ciacci abbia messo da parte i trionfalismi di un tempo per un approccio più razionale, perché nessuno ha la bacchetta magica per risolvere un problema così radicato.
Iro Belluzzi (Libera): Io considero estremamente giusto l’approccio del collega che mi ha preceduto, perché non possiamo ragionare come se vivessimo in un microcosmo isolato; dobbiamo guardare cosa succede all’esterno. In Italia il costo dell’affitto incide mediamente per il 50% sul reddito, arrivando a punte del 75% in città come Milano; è una sfida che riguarda la vita dignitosa di ogni cittadino. Per questo sono stati messi in campo diversi strumenti: dai mutui garantiti dallo Stato all’aumento della capienza per l’edilizia sovvenzionata, fino alle nuove politiche per il cohousing e lo studentato ricordate dal Segretario Ciacci. Io penso che all’interno della maggioranza si debba valutare seriamente anche la possibilità di costruire case popolari, perché in certe situazioni il reddito proprio non permette di accedere a un tetto. Se è vero che ci sono 2.200 appartamenti sfitti, bisogna però verificare quanti di questi abbiano la conformità edilizia e siano effettivamente abitabili; molti sono vecchi e richiedono investimenti massicci negli impianti che non tutti hanno voglia o capacità di fare. C’è poi il tema fondamentale dell’adeguamento dei redditi: è inutile aumentare l’offerta se poi non c’è una politica salariale che permetta la sostenibilità della spesa per le giovani coppie o per le famiglie mononucleari. Quello che viviamo oggi è anche l’effetto di scelte non fatte in passato per diversificare l’economia e aprire il settore bancario finanziario; il tema della casa è collegato a tutto il resto, dall’inflazione alla capacità dello Stato di intervenire. Per Libera, e spero per tutta la maggioranza, la necessità di dare un tetto a tutti i sammarinesi, possibilmente di proprietà o comunque tutelato, è una missione di buon senso e di rispetto verso le fasce più deboli. Nessuno deve essere abbandonato e questa è la filosofia che deve guidare il nostro agire politico.
Emanuele Santi (Rete): Cercherò di non sottrarre assolutamente troppo tempo. Voglio innanzitutto ringraziare il Segretario Ciacci e tutti i colleghi che sono intervenuti su questo tema. È del tutto evidente che questo sia il tema dei temi in questo preciso momento storico: la questione della casa rappresenta una priorità assoluta per tutte le forze politiche e io credo che, spogliandoci delle varie casacche di maggioranza o opposizione, dobbiamo ammettere onestamente che tutti quanti dobbiamo fare molto di più. Non è affatto un problema semplice, nessuno possiede la bacchetta magica o ricette miracolose, anche perché le possibili soluzioni possono andare a toccare molti aspetti differenti. Il dato di fatto è che oggi ci troviamo di fronte a una realtà durissima per quanto riguarda gli acquisti: per l’usato siamo su una media di 3.000 euro al metro quadro, mentre per il nuovo si arriva tranquillamente ai 4.000 euro. Per quanto riguarda gli affitti, la situazione è altrettanto critica: per appartamenti di pochi metri quadri non si trova nulla a meno di 850 o 900 euro al mese.
Siamo di fronte a un altro dato allarmante: negli ultimi dieci anni gli stipendi hanno perso un potere d’acquisto di almeno il 20 o 25%, e questo è il problema principale. Abbiamo una popolazione, specialmente quella più giovane, che si inserisce nel mondo del lavoro sempre più tardi a causa dell’aumento della scolarizzazione, affacciandosi al mercato verso i trent’anni. È diventato sempre più difficile trovare un contratto a tempo indeterminato o una stabilità economica nel breve periodo, e così, dopo i trent’anni, anche l’età biologica finisce per pesare sulla scelta di fare figli o mettere su famiglia, senza contare gli altri interessi personali. I veri temi sono questi e sulla questione della casa noi abbiamo avanzato delle proposte perché i provvedimenti che arrivano in quest’aula possono andare tutti bene.
Quando si danno più tutele alle famiglie, come nel caso dei permessi parentali, si tratta di soluzioni che noi abbiamo sempre caldeggiato, ma in questo momento storico abbiamo estremo bisogno di ricette di forte impatto. Riguardo alla legge sulla casa, la mia non è affatto una critica volta a buttare la croce addosso a qualcuno, ma una semplice constatazione oggettiva. È vero che il superbonus per le ristrutturazioni funziona, ma bisogna anche dire che spesso è appannaggio di persone che possiedono già appartamenti di metrature elevate o di chi sta già bene di suo; se uno ha un appartamento di 150 metri da ristrutturare è già in una posizione di vantaggio rispetto a chi non ha nemmeno 10.000 euro da parte per l’acquisto della prima casa. Il punto è che noi dobbiamo cercare di rendere l’accesso alla casa il più aperto possibile per il maggior numero di persone. Oggi l’accesso alla casa è purtroppo precluso ai giovani e alle categorie meno abbienti. Per questo abbiamo chiesto di fare uno studio vero per capire quanti siano effettivamente gli appartamenti sfitti o non occupati, andando oltre i semplici numeri. Dobbiamo fare uno stato dell’arte e capire se le residenze atipiche funzionino o meno: facciamo chiarezza su quanti siano questi appartamenti, se siano 1.500 o 2.000. Da lì potremo capire anche di chi siano, perché se appartengono a singole famiglie non è questo il problema principale, ma come ha giustamente ricordato prima di me il collega Gaetano Troina, abbiamo il sospetto che esistano grosse concentrazioni immobiliari con decine e decine di appartamenti in mano a pochi soggetti. Questo significa che è stato creato un vero e proprio cartello, con una concentrazione di immobili in capo a poche persone che di fatto controllano il mercato in questo momento; se queste persone decidono di immettere gli immobili sul mercato goccia a goccia, è chiaro che i prezzi lievitano e il prezzo lo decidono loro. Segretario, noi non abbiamo ricette miracolose, ma chiediamo innanzitutto chiarezza sul numero di appartamenti sfitti e soprattutto su chi li detenga. Se questi appartamenti sono in mano alla speculazione, e noi riteniamo che sia così, allora bisogna avere il coraggio di intervenire e, se lei avrà questo coraggio, noi saremo al suo fianco. Quando il governo porta provvedimenti seri, anche se non popolari, noi siamo pronti a sostenerli.
Partendo da un’analisi seria e guardando in faccia la realtà, si possono adottare dei provvedimenti capaci di diminuire l’effetto negativo della speculazione sul mercato immobiliare. Il nostro dubbio è proprio che questi appartamenti siano in mano alla speculazione e non possiamo poi lamentarci se i prezzi aumentano; cerchiamo quindi di sgombrare il campo da questo dubbio e troviamo soluzioni pragmatiche affinché i giovani possano finalmente accedere al mercato della casa. Noi continueremo a spingere su queste possibili soluzioni, con la consapevolezza e l’umiltà di non avere tutte le risposte in mano. Dobbiamo però prendere atto che, purtroppo, le misure presenti nell’attuale legge non stanno funzionando per quanto riguarda la diminuzione dei prezzi; è un dato oggettivo che dopo un anno gli affitti e i costi delle case non siano diminuiti e non ne facciamo una colpa a nessuno, ma bisogna capire come correre ai ripari. Proprio l’altro giorno un amico mi ha mostrato un annuncio per un attico a Pontemellini, vicino a casa mia: chiedevano 750.000 euro per l’acquisto e tra i 1.000 e i 1.200 euro per l’affitto. Capite bene che siamo arrivati a una situazione fuori controllo che preclude l’accesso al mercato soprattutto alle coppie più giovani. Non lamentiamoci poi se non nascono più figli o se non c’è più una generazione che pensi a fare famiglia; non è che non ci pensino, è che gli è precluso economicamente.
Matteo Ciacci Segretario di Stato: Sarò molto veloce nel mio intervento. Il trionfalismo è qualcosa che si può avere solo se si ottengono dei risultati concreti e, riguardo alla legge sull’emergenza casa, nessuno aveva detto che fosse la soluzione definitiva, anche se capisco che qualcuno possa voler strumentalizzare alzando molto l’asticella. In realtà quel provvedimento conteneva diverse leve che ritengo non solo assolutamente valide, ma in alcuni casi persino risolutive. Lo strumento “Immobile web” è finalmente partito e questo ci permetterà di avere i dati effettivi sugli sfitti, senza andare a casaccio. Abbiamo registrato un incremento dei mutui prima casa del 15% e ci sono state ristrutturazioni importanti. Non è affatto vero che le ristrutturazioni le fa solo chi ha i soldi, perché abbiamo cambiato il meccanismo della precedente legislatura che si basava esclusivamente sulla detrazione fiscale a vantaggio di chi aveva redditi alti. Noi abbiamo ribaltato questo principio e oggi il bonus è accessibile a tutti, anche a chi ha una busta paga più bassa. Sulle residenze atipiche per pensionati e sportivi, come ricordato anche dal commissario Troina, c’è stato un abbattimento delle richieste del 50%, quindi credo che gli strumenti della legge sull’emergenza casa siano stati appropriati. Sul tema degli affitti calmierati, la mia proposta originale in prima lettura era quella di penalizzare chi non affittava a canone calmierato, ma la quarta commissione ha valutato diversamente e credo si debba prenderne atto. Penso però che sugli affitti calmierati si debba fare un ragionamento sicuramente più profondo, in linea con quanto espresso dal collega Emanuele Santi, fino ad arrivare a un’ipotesi di maggiore incisività; il problema esiste e va affrontato con interventi urgenti. Sull’edilizia popolare, prima di sostenere che debba essere lo Stato a fare tutto, noi abbiamo proposto di creare le condizioni affinché sia il privato a costruire, lasciando poi una parte degli appartamenti allo Stato per il canone calmierato; si tratta di pianificazioni territoriali differenti che io credo possano certamente funzionare. In ultima istanza, ritengo che tutto il governo debba essere impegnato nella revisione della norma sulle locazioni e concordo con il commissario Troina: non serve rivoluzionare il mondo, ma fare alcuni interventi mirati che però vadano a beneficio anche di altre deleghe, in particolare per quanto riguarda la contrattazione tra privati e l’aspetto fiscale. Sul tema dell’edilizia popolare abbiamo introdotto il principio della cooperativa di abitazione, un meccanismo che considero sicuramente funzionale, che faremo partire nelle prossime settimane e che sono convinto darà risultanze positive. Come ha ricordato il commissario Iro Belluzzi, oltre alla questione degli affitti che incidono sulla quotidianità di una famiglia o di una giovane coppia, c’è il grande tema dei salari che va affrontato con molta forza. Penso che su questo si debba fare molto di più, perché se aumentano i salari e gli stipendi, pagare un affitto, anche se alto a causa dei molti fattori evidenziati, diventa più sostenibile. Ho apprezzato molto l’approccio costruttivo di oggi, sia da parte della maggioranza che dell’opposizione, e credo che con questo spirito si potranno produrre risultati ancora più importanti.
Silvia Cecchetti – Presidente: Riguardo al Comma Comunicazioni, devo riferirvi che la richiesta dei commissari è quella di trattare questo argomento nella prossima sessione della Commissione Finanze, ovvero dopo lo svolgimento del Consiglio Grande e Generale. Questo serve per valutare insieme la situazione, dato che per decidere di rendere pubblico un ordine del giorno è necessaria l’unanimità dei commissari. Se non tutti sono d’accordo e mi viene chiesto del tempo per riflettere, penso che sia una richiesta assolutamente plausibile e corretta. Se siete d’accordo, rinvieremo questa decisione mettendola all’ordine del giorno della prossima seduta. A proposito delle prossime convocazioni, volevo già anticiparvi quella del 30 luglio e, siccome arriveranno diversi progetti di legge, pensavo di calendarizzarne altre due per il mese di agosto, precisamente per giovedì 6 e giovedì 27. Ovviamente faremo una valutazione insieme per assicurarci che ci sia il numero legale, ma se c’è la disponibilità da parte vostra potremmo lavorare anche in agosto. Secondo me questa sarà un’estate in cui la Commissione dovrà restare in allerta, anche perché dovremo seguire con attenzione l’evolversi della vicenda legata alla Banca di San Marino. Vi confermo inoltre che il Segretario Gatti è attualmente in trasferta istituzionale ed è questo il motivo della sua assenza oggi. Me lo aveva già anticipato al momento della convocazione, dicendomi che mi avrebbe inviato i riferimenti relativi alle sue istanze d’Arengo proprio perché si trovava fuori territorio. Sarà comunque presente il 30 luglio, dopo il Consiglio, e in quella sede potremo riprendere tutti i temi sospesi, dalla pubblicazione dell’ordine del giorno alle questioni connesse al sistema bancario e finanziario, con particolare riferimento alla posizione della Banca di San Marino.
Comma 3: Riferimento, ai sensi dell’articolo 7, secondo comma della Legge 24 maggio 1995 n.72, sui provvedimenti adottati a seguito dell’approvazione delle seguenti istanze d’Arengo
Istanza d’Arengo n.8 del 7 ottobre 2018 – Per il controllo ed il sanzionamento della prestazione di servizi di guida turistica da parte di soggetti non abilitati
Riferimento della Segreteria di Stato per il Turismo: L’Ufficio del Turismo, incaricato del coordinamento di questa attività, rappresenta che la legge e i relativi decreti vengono sostanzialmente rispettati, pur con alcune difficoltà. È bene specificare che l’attività di vigilanza e controllo è demandata alla Polizia Civile, quindi potrebbe essere necessario coinvolgere la Segreteria di Stato competente per una risposta più strutturata. L’Ufficio del Turismo è comunque a conoscenza della problematica e dal 2022 ha inoltrato segnalazioni e organizzato incontri con la Polizia Civile per cercare una soluzione. Rispetto alle richieste specifiche degli istanti, che chiedono un agente presente in centro storico ogni giorno negli orari di maggior flusso, la Polizia Civile ha comunicato di non disporre di sufficienti risorse umane per garantire tale servizio. Riguardo invece all’applicazione delle sanzioni per disincentivare le guide irregolari, l’Ufficio del Turismo riceve i verbali dalla Polizia Civile ed eleva le sanzioni tramite raccomandata, ma spesso queste non vengono riscosse per mancanza di strumenti coercitivi. Inoltre, secondo il decreto delegato numero 129 del 2013, parrebbe che la competenza per elevare le contravvenzioni spetti direttamente al corpo di polizia e non all’Ufficio del Turismo. Anche questo punto andrebbe discusso con la Segreteria competente e con la Polizia Civile.
Nicola Renzi (Rf): Questo può sembrare un tema di nicchia che riguarda poche persone, ma in realtà io lo considero di una certa importanza, specialmente per quello che le guide turistiche preparate e professionalizzate rappresentano per la Repubblica di San Marino. Non dimentichiamoci che queste figure hanno investito tempo e risorse in corsi di formazione e aggiornamento, perché il nostro Paese ha scelto di dotarsi di una legislazione che garantisce professionalità da un lato e diritti dall’altro. Spesso la guida turistica è la prima interfaccia con cui i visitatori, siano essi gruppi o singole coppie, entrano in contatto; è il vero biglietto da visita del Paese, un “Cicerone” che accompagna alla scoperta della nostra realtà. Da questo ruolo passa la conoscenza specifica della nostra storia. Se un tempo la guida era vista solo come chi indicava dove fare acquisti o dove mangiare, oggi abbiamo fatto passi avanti: la guida deve essere soprattutto un operatore culturale capace di far conoscere le nostre istituzioni e il nostro valore, specialmente ora che siamo sito UNESCO. Il riferimento del Segretario di Stato è vero, i controlli sono complicati e richiedono ispezioni sul campo, ma dietro l’abusivismo si nasconde spesso molta improvvisazione; a volte, ascoltando certi racconti, vengono seri dubbi che stiano descrivendo San Marino. Dobbiamo impegnarci affinché le regole che lo Stato impone agli operatori seri non diventino un ostacolo, ma un incentivo e una garanzia per chi ha investito nella propria professionalità, diventando al contempo un monito severo per chi agisce abusivamente. Questa istanza del 2018 è molto risalente, ma la domanda di legalità che pone resta fondamentale. Io non sono affatto convinto della risposta del Segretario di Stato; di fronte a una situazione complessa mi sarei aspettato delle proposte concrete. Non basta dire che manca il personale o che è difficile individuare gli abusivi; è necessario risolvere la questione e dare un riconoscimento agli operatori seri che pagano le tasse e hanno tutte le carte in regola.
Istanza d’Arengo n.3 (04-04-2021) – Per l’adozione di accordi con le Autorità italiane competenti affinché sia posto rimedio al mancato recapito a San Marino di spedizioni provenienti dall’Italia e da Paesi terzi
Riferimento della Segreteria di Stato per il Turismo. È stata interpellata Poste San Marino che ha spiegato che la questione non riguarda il servizio fornito dall’azienda sammarinese, quanto piuttosto le iniziative indipendenti delle singole aziende di logistica, o in altri casi si tratta di problematiche di tipo tributario. La Segreteria informa comunque che il confronto con le autorità italiane è sempre aperto e ha portato nel tempo alla risoluzione di molte problematiche del settore.
Gaetano Troina (D-ML): Io concordo sul fatto che il riferimento su questa istanza non dovesse arrivare dal Segretario Pedini Amati, ma dal Segretario Gatti. La questione delle spedizioni è annosa e non è stata risolta in alcun modo; il problema del famoso “T2” persiste, nonostante qualcuno avesse promesso che con l’Accordo di Associazione tutto si sarebbe sistemato. Ad oggi, su questo fronte, non è stato fatto nulla. Approfitto inoltre per segnalare una notizia di questi giorni che vorrei fosse riferita al Segretario Pedini: pare ci siano problemi rilevanti con le spedizioni verso gli Stati Uniti. Mi dicono che da San Marino non sia più possibile spedire pacchi, ma solo corrispondenza. Io penso che se continuiamo così il nostro Paese avrà sempre meno considerazione internazionale e i nostri cittadini avranno sempre meno possibilità di interfacciarsi con l’estero. Vorrei capire perché non si possano più spedire pacchi in America, dato che si è sempre detto che i rapporti tra i nostri due Paesi sono positivi. Vorrei capire cosa stia succedendo al nostro sistema e alle nostre relazioni diplomatiche, perché ho l’impressione che siamo sempre più emarginati. Bisogna dare delle risposte chiare alla cittadinanza, non si può cadere ogni volta dalle nuvole su notizie così importanti. Spero che il Segretario ne sia a conoscenza e che possa darci presto dei chiarimenti.
Istanza d’Arengo n.6 02-04-2023 – Per l’introduzione di maggiori controlli sugli annunci riguardanti offerte di lavoro rimuovendo quelli che non rispettano il principio di non discriminazione di genere
Riferimento della Segreteria di Stato per il Lavoro: L’ordinamento sammarinese già tutela la parità di trattamento. Dopo l’accoglimento dell’istanza nel maggio 2023, sono stati implementati strumenti digitali per garantire trasparenza; l’Ufficio per il Lavoro svolge una verifica costante sulle richieste delle imprese per assicurare che il matching tra domanda e offerta avvenga senza discriminazioni. Un elemento chiave è il portale “Digitale Labor”: dal dicembre 2025 i lavoratori possono consultare le offerte, inviare il curriculum e prenotare colloqui in modo trasparente. Si ritiene quindi che le finalità dell’istanza siano state sostanzialmente raggiunte.
Istanza d’Arengo n.4 del 05-04-2015 – per l’estensione della SMAC ad effettivo borsellino elettronico
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: Il governo ha recepito l’indirizzo del Consiglio, trasformando la SMAC da semplice strumento di sconto e certificazione fiscale a strumento di pagamento a pieno titolo. È stata completata l’evoluzione tecnologica dei terminali POS, che ora abilitano la funzione di pagamento. Il circuito SMAC riconosce legalmente il credito caricato sulla carta come equivalente al contante o ad altre forme elettroniche nel territorio della Repubblica. La funzione di pagamento è stata estesa di default a tutti gli operatori economici, anche quelli senza accordi di sconto, e progressivamente anche agli uffici della Pubblica Amministrazione. Grazie al “POS virtuale SMAC”, è possibile pagare online i servizi pubblici sul portale dello Stato. Dal 2022, con la nuova App SMAC, è possibile gestire i pagamenti e i trasferimenti di credito direttamente dallo smartphone. Dal 2019 i rimborsi IGR vengono accreditati su SMAC e, dal 2026, la carta viene utilizzata anche dai datori di lavoro per i Fringe Benefit dei dipendenti e per i compensi dei collaboratori sportivi. La sicurezza è garantita da protocolli standard: per le carte fisiche serve il PIN sopra i 25 euro, mentre per i pagamenti online e tramite App è prevista l’autenticazione a due fattori con codice OTP inviato sul telefono. È stato inoltre definito un protocollo rigido per gli storni, gestibili dagli operatori economici il giorno successivo all’operazione. I dati confermano che questa evoluzione ha incentivato i consumi interni, consolidando la SMAC come strumento per gli acquisti quotidiani, specialmente tra i giovani e gli anziani che non hanno altri mezzi elettronici. Il governo considera gli obiettivi dell’istanza ampiamente soddisfatti; i prossimi sviluppi prevedono l’integrazione totale tra transazione finanziaria e certificazione fiscale per tutti i pagamenti registrati tramite i terminali SMAC, indipendentemente dallo strumento utilizzato.
Istanza d’Arengo n.44 del 2 aprile 2017 – per una adeguata comparazione dei prodotti ad imposta speciale agevolata – come elencati nel D.D. n.195/2011 – al reale fabbisogno della Repubblica e delle aziende che ne usufruiscono in base al contingente concordato annualmente con l’Italia
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: Il governo ha operato con l’obiettivo prioritario di conciliare lo sviluppo del nostro sistema produttivo e commerciale con il rispetto rigoroso degli accordi bilaterali italo-sammarinesi; per questo motivo sono stati introdotti monitoraggi molto severi per prevenire distorsioni di mercato e fenomeni elusivi. In primo luogo, abbiamo puntato sul monitoraggio dei fabbisogni reali per contrastare le distorsioni e garantire l’allineamento al consumo effettivo: l’Ufficio Tributario e i dipartimenti competenti hanno implementato un sistema di tracciamento analitico delle importazioni e dei consumi interni di tutti i prodotti soggetti a imposta speciale agevolata. Secondo me, l’obiettivo fondamentale è quantificare il reale fabbisogno della popolazione e dei settori industriali legittimi, azzerando i rischi di eccedenze strutturali. Questo serve anche per la prevenzione delle frodi bilaterali: la comparazione costante tra le quote assegnate e l’utilizzo effettivo ci ha permesso di scongiurare flussi anomali di merci agevolate verso il territorio italiano, anomalie che avrebbero potuto compromettere la stabilità degli accordi fiscali e doganali e incrinare pericolosamente i rapporti con i nostri partner oltre confine. Per quanto riguarda la gestione dei contingenti con l’Italia, vi leggo che la Segreteria di Stato per le Finanze e le autorità tecniche mantengono un tavolo di confronto permanente con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano. I contingenti annuali vengono rideterminati sulla base dei dati storici d’uso e delle proiezioni di sviluppo delle imprese sammarinesi autorizzate. Abbiamo anche introdotto una necessaria flessibilità delle quote per evitare che l’assegnazione rigida dei contingenti penalizzi le aziende virtuose o favorisca rendite di posizione; grazie a procedure amministrative snelle, è oggi possibile rimuovere i sottocontingenti aziendali non utilizzati e riallocarli verso le realtà economiche che sono effettivamente in crescita. Sul piano dell’evoluzione normativa, abbiamo superato il decreto delegato 195 del 201: il quadro normativo dell’imposta speciale sulle importazioni, con particolare riferimento ai prodotti ad alta sensibilità fiscale come lubrificanti e carburanti, è stato oggetto di revisioni legislative costanti per garantire l’armonizzazione fiscale. I provvedimenti adottati hanno introdotto il principio di flessibilità delle aliquote dell’imposta speciale, permettendo al Congresso di Stato di intervenire con decretazione d’urgenza per allineare i regimi interni alle repentine variazioni dei mercati internazionali e della normativa italiana. In questo modo preserviamo il nostro differenziale competitivo senza creare asimmetrie sanzionabili. In conclusione, l’indirizzo espresso dai cittadini istanti è stato pienamente integrato nelle linee di politica economica della Segreteria: la gestione dei prodotti a imposta speciale non è più intesa come una concessione statica di quote, ma come uno strumento di politica industriale strategico, dinamico e rigorosamente vigilato. L’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria ha ulteriormente consolidato la trasparenza, rendendo la comparazione dei dati immediata e digitale.
Istanza d’Arengo n.48 del 2 aprile 2017 – per far conoscere quante leggi, decreti e regolamenti riguardano il settore carburanti e prodotti energetici a San Marino; per mettere in evidenza le statistiche inerenti i volumi dei singoli prodotti importati e commercializzati; per far conoscere quali e quante aziende operano con i prodotti energetici elencati nel Decreto n.195/2011
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: I cittadini istanti hanno richiesto in pratica la massima trasparenza sul quadro normativo, sui dati statistici e sul censimento delle aziende del settore. Il quadro regolatorio sammarinese si fonda sulla necessità di conciliare la certezza delle entrate fiscali con il costante allineamento alle variazioni delle accise nella vicina Italia, sempre nel rispetto degli accordi bilaterali. Il pilastro normativo è rappresentato dalla Convenzione di Amicizia e Buon Vicinato con l’Italia del 1939, oltre al decreto delegato 195 del 2011 che elenca le merci e fissa le aliquote. Il settore è poi regolato da decreti delegati periodici emessi dal Congresso di Stato che intervengono con urgenza per modificare le aliquote, come abbiamo fatto di recente per benzina, gasolio e GPL, o per inserire nuove categorie energetiche come il biodiesel o i carburanti di nuova generazione HVO. C’è poi tutto il tema della tracciabilità fiscale garantito dalla fatturazione elettronica obbligatoria e dal coordinamento informatico tra il nostro Ufficio Tributario e l’Agenzia delle Dogane italiana. Per quanto riguarda le statistiche, il sistema informativo traccia i flussi fisici espressi in litri o chilogrammi per tutti i prodotti immessi in consumo, dai carburanti agli oli lubrificanti. Analizzare queste statistiche ci permette di verificare che il transito dei carburanti resti strettamente aderente al contingente globale annuo concordato con l’Italia, garantendo che non vi siano eccedenze che potrebbero distorcere il mercato. Sul censimento delle aziende, vorrei chiarire che il settore è rigidamente regolamentato e soggetto a licenze speciali del Congresso di Stato. Le aziende si dividono in tre categorie: ci sono gli importatori e i grossisti, che possono essere vincolati a fideiussioni bancarie a garanzia dell’imposta speciale; poi ci sono le reti di distribuzione al dettaglio, ovvero le stazioni di servizio sul territorio che sono monitorate informaticamente sia per la certificazione fiscale che per gli sconti legati alla SMAC; infine ci sono gli utilizzatori industriali a contingente, cioè quelle aziende manifatturiere o chimiche che importano i prodotti energetici non per rivenderli ma come materie prime per i propri cicli produttivi, soggetti a sottocontingenti aziendali specifici. Possiamo quindi considerare questo indirizzo come pienamente recepito, dato che oggi i dati normativi e societari non sono più ad uso interno degli uffici ma costituiscono la base per la trasparenza amministrativa del settore.
Istanza d’Arengo n.6 dell’8 ottobre 2017 – per l’implementazione dell’utilizzo della Smac. In particolare: per il suo uso in quei settori dell’Amministrazione che già richiedono l’utilizzo di una tessera; per l’accredito di una parte dello stipendio; per l’accesso a documenti e certificazioni personali e relativo pagamento; per il pagamento del bollo virtuale
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: Con questa istanza i cittadini hanno richiesto una decisa implementazione della SMAC, chiedendo di estenderne l’uso a pilastri operativi della Pubblica Amministrazione, come l’accredito di una parte dello stipendio, l’accesso ai documenti e certificazioni personali con il relativo pagamento, e il pagamento del bollo virtuale. L’istanza è stata approvata nel 2018 e, sebbene durante il dibattito fossero emersi forti dubbi tecnici sulla fattibilità dell’obbligatorietà per alcuni punti, specialmente per gli stipendi, l’indirizzo politico venne accolto. Il Congresso di Stato, insieme alla Funzione Pubblica e agli uffici tecnici, ha esaminato la fattibilità dei quattro pilastri proposti. In primo luogo, abbiamo operato uno sdoppiamento tra monetica e identità digitale; le verifiche hanno mostrato che non era opportuno far convergere sulla SMAC le funzioni di carta dei servizi o di controllo accessi fisici, quindi il governo ha preferito separare lo strumento finanziario da quello identitario. L’accesso ai documenti sul portale PA avviene oggi tramite il sistema di riconoscimento online SMRDO, mentre l’APP SMAC è stata aggiornata per consentire l’utilizzo del saldo per i pagamenti telematici dei diritti di segreteria. Per quanto riguarda l’accredito degli stipendi sulla SMAC, gli uffici tecnici hanno rilevato dei vincoli normativi legati alla tracciabilità dei flussi retributivi, che devono tassativamente transitare sul circuito bancario ordinario. Il circuito SMAC è stato però consolidato come canale per i rimborsi fiscali IGR a favore dei contribuenti proprio per incentivare i consumi interni. Infine, sul bollo virtuale, non è stato ritenuto tecnicamente sostenibile lo scomputo diretto dal saldo SMAC per le istanze online, ma la dematerializzazione dell’imposta di bollo è stata comunque attuata tramite l’ammodernamento dei terminali dei tabacchi e l’integrazione sui portali della Pubblica Amministrazione. Il cittadino può usare la SMAC come strumento di pagamento per le imposte, ma l’operazione passa attraverso le tradizionali reti di sdoganamento telematico. In sintesi, l’istanza è stata parzialmente recepita dove compatibile con la sicurezza informatica, privilegiando l’autonomia della SMAC come strumento economico e fiscale rispetto ai sistemi di e-government.
Istanza d’Arengo n.11 dell’8 ottobre 2017 – per l’allineamento agli standard internazionali in materia di “planimetrie dei flussi” dei carburanti affinché sia indicato il percorso effettivo di ogni singolo prodotto energetico dalle cisterne agli erogatori
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: Qui i cittadini chiedevano l’allineamento della Repubblica agli standard internazionali per quanto riguarda le planimetrie dei flussi dei carburanti. L’esigenza era quella di avere per ogni impianto una mappatura chiara e verificabile del percorso fisico del prodotto, dalle cisterne sotterranee fino all’erogazione finale alla pompa. Il governo ha recepito questo indirizzo superando la vecchia concezione dei soli controlli metrici sugli erogatori e ha implementato degli interventi strutturali di vigilanza. L’Ufficio Tributario, insieme alla Protezione Civile e alla prevenzione ambientale, ha imposto a tutti gli operatori l’obbligo di depositare planimetrie analitiche dei flussi. Voglio chiarire che questi schemi non sono semplici disegni edilizi, ma devono evidenziare geometricamente e idraulicamente i condotti di collegamento, le valvole, i pozzetti di ispezione e i sistemi di sfiato, certificando il legame reale tra ogni cisterna e la sua colonnina di erogazione. Questa standardizzazione delle planimetrie è uno strumento fondamentale contro le frodi fiscali, perché la corrispondenza perfetta tra il tracciato dichiarato e quello reale impedisce l’esistenza di bypass o innesti abusivi che permetterebbero l’immissione in consumo di carburante extra-contingente o di contrabbando. Ci siamo così allineati alle migliori pratiche europee e alle prescrizioni dell’Agenzia delle Dogane in Italia. Le verifiche sul campo vengono fatte dal personale dell’Ufficio Tributario che opera come ufficiale metrico, garantendo la conformità delle attrezzature sia nelle stazioni di servizio che nei siti di autoconsumo aziendale. Questo monitoraggio assicura anche che non vi siano contaminazioni fisiche o miscelazioni illecite tra prodotti a diversa fiscalità, come tra il gasolio per autotrazione e quello agricolo o da riscaldamento, tutelando così sia la qualità del prodotto che i diritti dei consumatori. L’obiettivo dell’istanza è quindi da considerarsi pienamente integrato nelle procedure ordinarie di rilascio e rinnovo delle licenze.
Istanza d’Arengo n.12 dell’8 ottobre 2017 – per la ricezione in via telematica dei documenti emessi al momento dell’approvvigionamento di prodotti energetici presso i depositi italiani autorizzati al fine della certezza delle importazioni e degli approvvigionamenti medesimi
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: Con questa richiesta i cittadini hanno sollecitato l’attivazione di procedure per la ricezione via telematica dei documenti emessi al momento dell’approvvigionamento di prodotti energetici presso i depositi fiscali italiani autorizzati. L’obiettivo è quello di garantire l’assoluta certezza, la tracciabilità e la legalità delle importazioni e di tutti gli approvvigionamenti della nostra Repubblica. Voglio sottolineare che il governo ha attuato pienamente questo indirizzo politico-economico inserendolo in un quadro di riforme strutturali e digitali concordate direttamente con le autorità finanziarie italiane. Per quanto riguarda l’interconnessione informatica e la ricezione dei dati, l’Ufficio Tributario è stato accreditato come nodo ufficiale presso il sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate italiana. Questo canale telematico permette la ricezione immediata, attiva e strutturata dei documenti fiscali emessi dai depositi autorizzati italiani al momento del carico dei prodotti destinati a San Marino. In questo modo l’Ufficio Tributario riceve digitalmente i file XML e le relative notifiche, eliminando finalmente i ritardi legati alla vecchia trasmissione dei documenti cartacei. I documenti fiscali vengono poi scansionati e caricati sul portale Carburanti e inviati all’Agenzia delle Dogane di Rimini. Sul fronte della tracciabilità logistica, abbiamo puntato sulla digitalizzazione dei documenti di trasporto in conformità agli standard europei, lavorando in sinergia con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il monitoraggio si basa proprio sulla digitalizzazione dei documenti di accompagnamento e i dati sui quantitativi caricati, sulle specifiche tecniche e sull’identificazione del vettore vengono trasmessi all’Ufficio Tributario tramite il portale. L’infrastruttura informatica incrocia istantaneamente i dati di carico dei depositi italiani con le dichiarazioni di sdoganamento sammarinesi e con le letture delle sonde nei depositi interni, garantendo la certezza matematica della corrispondenza tra il prodotto uscito dall’Italia e quello effettivamente immesso nei nostri serbatoi. Alla fine di ogni mese l’Ufficio Tributario effettua il controllo delle giacenze verificando lo scostamento tra la giacenza effettiva e quella contabile. Questo serve anche per il contrasto all’elusione e per la gestione dei contingenti attraverso un rigido controllo antifrode. La ricezione telematica in tempo reale impedisce infatti fenomeni distorsivi come la falsificazione o la duplicazione dei documenti cartacei, azzerando il rischio che i carburanti o gli oli lubrificanti vengano dirottati illecitamente sul mercato nero. Questo sistema permette di monitorare mensilmente l’erosione del contingente globale annuo concordato con l’Italia, offrendo al Congresso di Stato dati certi per la pianificazione degli approvvigionamenti. Possiamo concludere dicendo che l’obiettivo dell’istanza è stato interamente perseguito attraverso una profonda innovazione tecnologica e normativa culminata con i decreti attuativi sull’interscambio e sulla fatturazione elettronica.
Istanza d’Arengo n.27 dell’8 ottobre 2017 – per la revisione del regime fiscale del procacciatore fiscale
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: I cittadini hanno sollevato una criticità reale, poiché l’ordinamento di San Marino non prevede alcuna distinzione tra il procacciatore d’affari occasionale e quello continuativo. Di conseguenza chiunque desideri svolgere questa attività, anche solo come collaborazione minima o accessoria, è costretto a dotarsi di una licenza d’esercizio ordinaria e a versare una quota fissa di contributi previdenziali ISS, rendendo di fatto impossibile esercitare l’attività in modo saltuario ed economicamente sostenibile. La Segreteria di Stato per le Finanze, insieme all’Ufficio Tributario e all’Ufficio Licenze, deve però rappresentare alla Commissione l’impossibilità tecnica di applicare una riforma isolata. Il fulcro del problema risiede nel fatto che la nostra normativa fiscale IGR concepisce il procacciamento solo come attività d’impresa o di lavoro autonomo strutturato; non esiste una ritenuta d’acconto per prestazioni occasionali analoga a quella italiana che esoneri dall’apertura della licenza sotto determinate soglie. Chi percepisce provvigioni da un operatore sammarinese è soggetto all’obbligo di fatturazione e alla successiva dichiarazione dei redditi, quindi introdurre una franchigia per l’occasionalità richiederebbe una modifica strutturale dei testi unici per evitare la creazione di zone d’ombra fiscali. C’è poi il nodo dei contributi previdenziali ISS, che rappresenta la principale lamentela: anche per una singola e modesta promozione annuale, l’attuale sistema richiede l’iscrizione obbligatoria con pagamenti minimi che superano il guadagno stesso. Gli uffici evidenziano però il rischio di elusione e dei cosiddetti finti autonomi; deregolamentare questa figura introducendo un’esenzione totale comporterebbe un alto rischio di abuso, poiché molte aziende potrebbero utilizzare questo strumento per mascherare collaborazioni stabili aggirando i contratti collettivi. Il Congresso di Stato riconosce la necessità di tutelare le piccole collaborazioni dei giovani o di chi integra il proprio reddito, tuttavia dopo il voto del 2018 si è riscontrata l’impossibilità di emettere un decreto ad hoc solo per i procacciatori. La revisione di questa figura deve essere inserita all’interno di un progetto organico di riforma del lavoro autonomo e dello Statuto delle libere professioni. L’introduzione della fattura elettronica offre oggi una tracciabilità totale e questa base tecnologica permetterà in futuro di valutare tetti di esenzione e franchigie sotto le quali applicare una tassazione sostitutiva fissa e una contribuzione proporzionale senza l’obbligo di tenuta delle scritture contabili. In sintesi, pur accogliendo il principio di equità espresso dall’istanza, l’attuazione operativa richiede un intervento legislativo complessivo che ridisegni il concetto di lavoro occasionale bilanciando la flessibilità con la tenuta dei conti previdenziali e la lotta al lavoro nero.
Istanza d’Arengo n.10 dell’8 aprile 2018 – perché vengano resi pubblici gli atti (anche scritture private non registrate) che definiscono le modalità di fusione, l’accorpamento delle attività e l’assorbimento dei debiti di Banca del Titano, Credito Sammarinese, Banca Commerciale Sammarinese, Euro Commercial Bank, Asset Banca
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: Il Congresso di Stato ha esaminato approfonditamente la fattibilità tecnica di tali deliberazioni insieme alle autorità di vigilanza e, in ossequio alla massima trasparenza, è necessario delineare con estrema chiarezza i limiti giuridici invalicabili comunicati dalla Banca Centrale. Il primo punto riguarda l’invalicabilità del segreto d’ufficio previsto dall’articolo 36 della LISF: l’approvazione di un’istanza d’arengo da parte del Consiglio Grande e Generale non possiede la forza giuridica per derogare o far decadere le norme primarie dello Stato. Ai sensi della legge, i documenti e gli atti in possesso di Banca Centrale relativi a procedure di risoluzione o vigilanza rimangono tassativamente coperti dal segreto d’ufficio per la tutela del risparmio e la stabilità del sistema economico; la diffusione non autorizzata comporterebbe gravi responsabilità civili e penali a carico dell’ente. C’è poi la natura delle scritture private non registrate: si tratta di atti tra parti private, come i contratti intervenuti tra i commissari liquidatori e le banche cessionarie, e Banca Centrale ha evidenziato l’impossibilità di pubblicarli in assenza di un provvedimento espresso dell’autorità giudiziaria o di una specifica deroga legislativa. Ricordo però che per tutti gli atti formali di fusione e incorporazione esiste già un canale di trasparenza presso l’Ufficio Attività Economiche; qualsiasi cittadino può richiedere una normale visura nel registro delle società per consultare i documenti depositati. Eventuali scritture non registrate rimangono accessibili esclusivamente alla magistratura e agli organi dotati di poteri ispettivi speciali istituiti dal Consiglio. L’indirizzo espresso dall’istanza ha comunque prodotto un effetto politico decisivo, poiché l’aula ha successivamente istituito le commissioni consiliari d’inchiesta che, avendo gli stessi poteri di indagine della magistratura, hanno potuto acquisire in via riservata anche la documentazione coperta dal segreto d’ufficio per accertare le responsabilità dei dissesti.
Nicola Renzi (Rf): Devo dire che la risposta data a questa istanza per una certa parte non è accettabile e non è utile. È chiaro che chi ha prodotto questa istanza sapeva benissimo quali sono i vincoli normativi attuali, per cui non è possibile semplicemente procedere alla pubblicazione e rendere noti i dati così come stanno le cose. Però noi facciamo politica e io credo che anche il Segretario capisca che i cittadini sammarinesi, quando presentano istanze come quelle sull’aborto o sull’abolizione dell’obbligo di rinuncia alla cittadinanza, non sono certo convinti che in virtù dell’approvazione tutto diventi subito fattibile il giorno dopo. Non è che se si approva un’istanza sull’aborto, dal giorno successivo questo non è più un reato penale; è chiaro che ci vuole un intervento normativo e purtroppo questo intervento non è arrivato in questo campo, quello dell’ostensione dei dati. Chi ha fatto l’istanza non la faceva perché venissero istituite delle commissioni d’inchiesta, dove poi ci si guarda i dati tra pochi e lì finisce tutto. Gli istanti sostengono che questo sia stato un tema talmente rilevante da segnare per i decenni successivi la storia della nostra Repubblica. Ormai dovremmo averlo capito tutti che il buco del bilancio dello Stato non si è creato magicamente in soli tre anni di Adessosm; si è creato da quando si è iniziato a concedere licenze bancarie a raffica e con le società anonime. Io ci sto se vogliamo fare un’analisi seria per dividere le responsabilità, ma quelle responsabilità sono ancora tutte da chiarire, mentre le sentenze che arrivano dal tribunale fanno molta chiarezza sulla non responsabilità della politica su certi fatti. Gli istanti ci dicono che, vista la rilevanza di certi atti dove lo Stato è dovuto intervenire pesantemente indebitandosi, è necessario fare un provvedimento normativo straordinario che permetta di rendere noti quei dati. Non hanno mai chiesto che i dati fossero pubblici automaticamente con l’approvazione dell’istanza; dicono che se l’istanza viene approvata, allora il Parlamento deve legiferare per renderli pubblici. La risposta non può essere che se li rendiamo pubblici oggi andiamo nei guai; è certo che andremmo nei guai perché la normativa lo prevede, ma gli istanti ci chiedono di cambiare la normativa per questi casi specifici perché c’è un interesse pubblico prevalente che merita la conoscibilità di quei dati. Per questo trovo che la risposta data sia un po’ elusiva.
Istanza d’Arengo n.18 del 7 ottobre 2018 – Per l’introduzione della possibilità di richiedere una terza targa (cosiddetta targa ripetitrice) per carrelli appendice
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: Il quadro giuridico attuale prevede che ogni autoveicolo rechi una targa anteriore e una posteriore, mentre rimorchi e motoveicoli devono essere muniti della targa solo nella parte posteriore. La legge stabilisce già che ogni carrello appendice debba essere munito di una targa ripetitrice del numero di immatricolazione del veicolo trainante, quindi questa è già l’unica targa ripetitrice prevista dalle norme vigenti. Gli accessori e i portabiciclette, per loro stessa definizione, non sono veicoli, non sono immatricolati e sono facilmente asportabili, pertanto non possono essere dotati di targa di immatricolazione che individua unicamente ogni autoveicolo iscritto nel pubblico registro. Inoltre non corrisponde propriamente al vero quanto asserito nell’istanza riguardo all’Italia: lì i duplicati delle targhe su portabiciclette non vengono rilasciati dagli uffici della motorizzazione e non sono ufficiali, ma sono semplici prodotti commerciali apposti dai privati. Ricordo infine che il Consiglio Grande e Generale nel marzo 2019 aveva già deliberato l’approvazione di questa istanza limitandola ai soli carrelli appendice e impegnando il governo nei provvedimenti conseguenti; pertanto l’attuale normativa risulta già in linea con quanto deliberato dall’aula.
Istanza d’Arengo n.4 del 6 ottobre 2019 – per la previsione di incentivi per l’apertura di distributori di metano per autotrazione
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: I richiedenti auspicavano l’introduzione di agevolazioni specifiche per colmare l’assenza di impianti di erogazione di metano per le autovetture sul territorio della Repubblica e questi provvedimenti si inseriscono all’interno delle politiche di transizione ecologica e dei regimi di incentivazione già strutturati dalla legge di sostegno allo sviluppo. Le attività economiche che intendono investire nell’installazione di infrastrutture di rifornimento carburante a basso impatto, inclusi il metano e i carburanti ecologici, possono già accedere ai benefici previsti dalle normative sull’imprenditoria; tali norme prevedono agevolazioni sull’imposta IGR e regimi di ammortamento accelerato per gli investimenti in beni strumentali legati alla green economy. È inoltre prevista l’esenzione monofase per l’importazione di macchinari, compressori e componenti tecnologici necessari alla realizzazione e alla messa in sicurezza di un impianto di distribuzione di metano, dato che sono applicabili le aliquote agevolate e i regimi di rimborso dell’imposta sulle importazioni monofase, assimilando tali interventi agli investimenti ad alta tecnologia e sostenibilità ambientale. Riguardo alla valutazione di sostenibilità economica ed infrastrutturale, la Segreteria di Stato, in coordinamento con la Direzione Generale della Funzione Pubblica e con l’AASS, ha svolto verifiche mirate sulla fattibilità tecnica e sull’allacciamento alla rete del gas; l’erogazione di metano richiede cabine di decompressione e linee ad alta pressione specifiche e l’infrastruttura di rete gestita dall’AASS è stata mappata e analizzata per individuare i nodi di confine idonei, riducendo al minimo l’impatto economico di un eventuale bando o di una partnership pubblico-privata. Dobbiamo però considerare l’evoluzione del mercato automobilistico: dal 2020 ad oggi il quadro economico ha registrato un netto rallentamento globale della produzione di veicoli nuovi alimentati a metano fossile a favore di una massiccia elettrificazione del parco circolante e dello sviluppo dell’idrogeno. Di conseguenza gli incentivi dello Stato sono stati rimodulati per dare priorità assoluta alle infrastrutture di ricarica elettrica, alle colonnine ultra-rapide e all’efficientamento energetico, proprio per evitare di stanziare fondi pubblici su tecnologie che vedono un progressivo disinvestimento da parte delle case automobilistiche. In conclusione il Congresso di Stato ha pienamente assolto il mandato dell’istanza garantendo che gli strumenti fiscali e societari vigenti tutelino e incentivino qualsiasi operatore privato intenzionato a insediare stazioni di rifornimento alternative sul nostro territorio, tuttavia l’erogazione di incentivi finanziari diretti a fondo perduto viene costantemente parametrata all’effettiva evoluzione tecnologica internazionale per garantire l’efficacia della spesa pubblica e la massima protezione del bilancio dello Stato.
Istanza d’Arengo n.1 del 05 aprile 2020 – perché vengano resi pubblici gli atti (anche scritture private non registrate) che definiscono le modalità di fusione, l’accorpamento delle attività e l’assorbimento dei debiti di Banca del Titano, Credito Sammarinese, Banca Commerciale Sammarinese, Euro Commercial Bank, Asset Banca
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: Il riferimento è praticamente identico a quello precedente, ma lo sintetizzo brevemente: i provvedimenti di natura pubblica sono stati integralmente riordinati e lo spirito di trasparenza è stato realizzato attraverso la commissione d’inchiesta sul sistema bancario, fatte salve naturalmente le pubblicazioni delle risultanze ispettive e i limiti inderogabili delle scritture private non registrate. Questo riferimento non è altro che un testo molto simile a quello già discusso, salvo il fatto che nel frattempo c’è stata almeno una, se non due commissioni d’inchiesta che vengono citate.
Istanza d’Arengo n.19 (04-04-2021) – Per l’eliminazione della monofase sui prodotti di protezione per l’igiene femminile
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: L’istanza è stata accolta dal Consiglio Grande e Generale che ha espresso un indirizzo favorevole verso la riduzione dell’impatto fiscale su tali beni, storicamente soggetti all’aliquota ordinaria. Ciò nonostante l’aliquota non è mai stata ridotta legalmente e pertanto l’aliquota monofase è rimasta invariata. La motivazione risiede nel particolare periodo storico in cui l’istanza è stata approvata, che registrava un impegno costante del governo sul versante del contenimento pandemico e sulle prime criticità legate all’aumento dei costi dell’energia. Tale impegno chiesto dal Consiglio purtroppo è rimasto finora inevaso dall’Esecutivo, ma questa Istanza d’Arengo rientra tra i provvedimenti a cui l’Esecutivo deve dare risposta. Pertanto il governo assume l’impegno di provvedere con tempestività all’adozione di un intervento normativo che possa finalmente accogliere quanto richiesto dagli istanti.
Istanza d’Arengo n.2 del 6-10-2024 – per rendere maggiormente visibile sul maggiore applicativo online il servizio di trasporto via autobus Rimini – Città di San Marino
Riferimento della Segreteria di Stato per le Finanze: Con questa richiesta i cittadini hanno chiesto espressamente di risolvere il problema di Google Maps, dato che attualmente calcolando il percorso bus tra la stazione di Rimini e San Marino città l’algoritmo non mostra la linea diretta ma calcola tragitti alternativi con deviazioni e lunghezze del tutto sproporzionate. Occorre precisare che la linea Rimini-San Marino è una linea internazionale storica data in concessione sulla base di accordi tra l’Italia e San Marino; non è gestita direttamente ed esclusivamente dall’AASS, bensì storicamente dalle autolinee private convenzionate Fratelli Benedettini e Bonelli Bus. L’interlocuzione tecnica riguardo ai dati GTFS, che è il formato dati che serve a Google Maps per leggere gli orari dei bus, deve quindi coinvolgere gli uffici tecnici competenti e i concessionari privati del servizio. In tal senso l’esecutivo condivide la necessità di superare il deficit di indicizzazione digitale che attualmente penalizza l’itinerario transfrontaliero e ha avviato uno studio per un progetto di interconnessione dei sistemi di trasporto pubblico di San Marino con i principali sistemi di trasporto internazionali. Una prima proposta di mappatura è stata presentata su input dell’Azienda Autonoma di Stato tramite Ferit Plus, per poi essere oggetto di successivi approfondimenti anche con l’Ufficio del Registro Automezzi e con i vettori privati a cui sono assegnate le linee internazionali che collegano San Marino ai comuni limitrofi, inclusa appunto la linea internazionale Rimini-San Marino che costituisce il principale connettore pubblico del flusso turistico verso il centro storico di città. Il tema è dunque in corso di approfondimento.
La seduta si conclude verso le 18.30


