Dossier Iacono in Commissione Esteri, il Governo tira dritto: “Incarico confermato”
Giovedì 18 giugno 2026, mattina
Nella mattina di giovedì 18 giugno 2026, i lavori della Commissione affrontano i primi commi (dal numero 2 al numero 6) in seduta segreta.
Con il comma 7 i lavori proseguono in seduta pubblica. Il dibattito prende spunto dalla risoluzione conclusiva della 52ª Consulta dei Cittadini Sammarinesi residenti all’estero e si concentra soprattutto sul rapporto tra San Marino e le proprie comunità nel mondo, sul futuro del voto estero e sulle iniziative per mantenere vivo il legame con le nuove generazioni di sammarinesi emigrati. Il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari si sofferma sui temi ritenuti più rilevanti dalla Consulta. Tra questi emerge il forte interesse delle comunità per il percorso di associazione con l’Unione Europea, che secondo Beccari avrà effetti importanti anche per i cittadini non residenti, ampliando opportunità legate a mobilità, studio e lavoro. Ampio spazio viene dedicato anche alle questioni previdenziali, agli accordi internazionali sulla sicurezza sociale e alla necessità di rafforzare la rete consolare, in particolare in Argentina, dove il Governo intende riorganizzare le giurisdizioni per alleggerire il lavoro dei consolati esistenti. Beccari annuncia inoltre l’individuazione dell’ex Reptilarium come futura sede del Museo dell’Emigrante e della Consulta, una scelta che punta a dare finalmente una “casa” stabile alle comunità sammarinesi all’estero. Sul fronte delle riforme istituzionali, il Segretario evidenzia come tra i temi più sentiti vi siano il voto estero e la cittadinanza, affermando che il collegio estero rappresenta a suo giudizio una delle soluzioni più adatte per garantire una rappresentanza equilibrata dei cittadini non residenti.
Nicola Renzi (RF) esprime un giudizio positivo sulle iniziative illustrate dal Governo, in particolare sulla nuova sede della Consulta e sulla valorizzazione dei soggiorni culturali, sottolineando come sia fondamentale evitare che il senso di appartenenza si disperda nelle nuove generazioni. Renzi sostiene inoltre la necessità di regolamentare i rapporti tra forze politiche e comunità estere, affermando che “è giusto che le forze politiche dispongano di uno strumento chiaro, trasparente e regolamentato” per confrontarsi con i cittadini residenti all’estero senza limitarsi a cercarli soltanto in prossimità delle elezioni. Sul tema della rappresentanza politica si dichiara apertamente favorevole al collegio estero, ricordando che si tratta di una proposta storicamente sostenuta da Repubblica Futura. Secondo Renzi questa soluzione permetterebbe di garantire pienamente il diritto di voto dei non residenti e di avere in Consiglio Grande e Generale rappresentanti espressione diretta delle comunità all’estero. Critica invece l’attuale sistema delle preferenze, sostenendo che la differenza tra residenti e non residenti rappresenti una distorsione e definendo la norma che assegna tre preferenze ai residenti e una sola ai non residenti “palesemente incostituzionale”. Gerardo Giovagnoli (PSD) invita però a riflettere sulle difficoltà pratiche che un eventuale collegio estero potrebbe comportare. Pur non escludendo la validità dell’idea, osserva che occorre chiarire chi potrebbe candidarsi e come i futuri eletti potrebbero svolgere concretamente il proprio ruolo. Ricorda infatti che il mandato consiliare sammarinese non è un incarico a tempo pieno né retribuito e che un cittadino residente molto lontano da San Marino potrebbe trovarsi costretto a trasferirsi per esercitare il mandato. Giovagnoli concorda invece con le critiche sul sistema delle preferenze, ricordando che la loro riduzione era stata introdotta per contrastare il fenomeno delle cordate elettorali, un problema che oggi ritiene molto meno rilevante rispetto al passato.
Nel riferimento successivo, il Segretario Beccari si sofferma sull’avanzamento di tre funzionari della carriera diplomatica al grado di consigliere d’ambasciata, un passaggio previsto dal normale percorso professionale disciplinato dalla legge. In seguito, Beccari riferisce sulla cessazione dell’incarico di un console onorario a Buenos Aires. Il Segretario premette di affrontare la questione con dispiacere, ricordando il lungo servizio svolto negli anni e il contributo fornito alle comunità sammarinesi residenti nel Paese sudamericano. Spiega che da tempo era in corso un confronto sulla revisione del trattamento economico riconosciuto all’incarico, nell’ambito di una più ampia riflessione sulle differenze esistenti tra le varie sedi consolari. Secondo quanto riferito, nel corso delle interlocuzioni sarebbero però emerse richieste considerate incompatibili con il ruolo istituzionale ricoperto, oltre a una progressiva interruzione delle attività di supporto alle comunità locali e alla presentazione di comunicazioni assimilabili a dimissioni.
Con il comma 11 si sviluppa un dibattito attorno alla figura di Serafino Iacono, Console Onorario di San Marino a Bogotá, dopo le sollecitazioni arrivate da alcune forze di opposizione. Il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari ricostruisce dettagliatamente la vicenda, spiegando che Iacono è stato nominato nel 2022 su proposta dell’ambasciatore sammarinese in Colombia e che ha successivamente ottenuto l’exequatur delle autorità colombiane, passaggio che comporta verifiche e controlli da parte dello Stato ospitante. Beccari sottolinea come Iacono sia un imprenditore internazionale con una lunga esperienza nei settori minerario ed energetico e come, fin dall’inizio del proprio incarico, abbia manifestato la volontà di investire a San Marino. In questo contesto nacque l’interesse per l’area dell’ex Symbol, vista come un’opportunità di recupero immobiliare e turistico. Secondo il Segretario, però, il progetto si è sostanzialmente fermato dopo le vicende che hanno coinvolto Banca di San Marino e le polemiche che hanno associato il nome di Iacono a situazioni dalle quali, a suo giudizio, non emerge alcun collegamento concreto. Beccari riferisce inoltre che il Governo ha svolto verifiche sulle notizie apparse sulla stampa colombiana e che lo stesso Iacono ha contestato integralmente le accuse riportate dagli articoli, sostenendo che si tratti di ricostruzioni non corrispondenti alla realtà. Alla luce degli elementi raccolti, il Segretario afferma di non ravvisare motivi per rimettere in discussione l’incarico consolare, precisando che eventuali future valutazioni saranno effettuate solo nel caso emergano fatti nuovi e concreti.
Matteo Zeppa (Rete) riconosce la disponibilità del Segretario a portare il tema in Commissione ma conferma tutte le proprie perplessità. Zeppa ricorda il contesto nel quale nacquero i dubbi politici, legato alle vicende della Bulgaria, di Banca di San Marino e al progetto di acquisizione dell’ex Symbol. Secondo Zeppa, il punto non è stabilire una colpevolezza, ma interrogarsi sulla qualità degli investimenti e degli investitori che si avvicinano alla Repubblica. Il consigliere osserva che l’offerta per il Symbol era effettivamente arrivata all’esame della Commissione Politiche Territoriali e che in quel periodo si aveva la sensazione di trovarsi di fronte a un’operazione molto più ampia che coinvolgeva sia il settore immobiliare sia quello bancario. Pur prendendo atto delle spiegazioni del Governo, Zeppa ribadisce che la politica ha il dovere di mantenere alta l’attenzione e di non accettare automaticamente le ricostruzioni fornite dagli interessati, concludendo che continua a non condividere le conclusioni del Segretario.
Di segno opposto l’intervento di Dalibor Riccardi (Libera), che esprime fiducia nella valutazione compiuta dal Segretario di Stato e ritiene comprensibili le ragioni che hanno portato alla nomina di Iacono. Riccardi evidenzia il valore della rete internazionale di relazioni dell’imprenditore, la sua capacità di sviluppare interlocuzioni di alto livello e il potenziale contributo che una figura di questo profilo può offrire a San Marino. Sottolinea inoltre che il progetto relativo al Symbol non era mai arrivato a una fase definitiva, essendosi fermato a una fase preliminare di confronto. Per il consigliere di Libera occorre applicare il principio della presunzione d’innocenza e attendere l’esito di eventuali procedimenti in corso prima di formulare giudizi. “Criminalizzare gli investitori non è mai una buona idea”, sostiene Riccardi, invitando a basare le valutazioni su fatti accertati e non su ricostruzioni giornalistiche o collegamenti indiretti.
Nelle conclusioni Beccari ribadisce la serenità con cui il Governo affronta la questione e conferma che non esiste alcuna volontà di difendere qualcuno a prescindere. “Non abbiamo alcun motivo per mantenere un console o un ambasciatore nel momento in cui non possieda più i requisiti previsti dalla nostra normativa”, afferma il Segretario, aggiungendo però che le decisioni devono essere fondate su elementi concreti e non su supposizioni. Zeppa, nella replica finale, chiarisce di non voler aprire alcuna polemica personale con il Segretario, prende atto delle spiegazioni ricevute e conferma la propria posizione critica, riservandosi di approfondire ulteriormente la documentazione relativa alla vicenda.
Nel finale, spazio ad un breve dibattito che prende le mosse dalla recente interrogazione di RF sulla nomina di un agente del Governo presso la CEDU. Nicola Renzi (RF) precisa di non voler mettere in discussione le persone individuate né i loro curricula, ma solleva una questione di principio: secondo lui San Marino dovrebbe cercare prioritariamente tra cittadini sammarinesi e residenti quando si tratta di ricoprire incarichi pubblici di rilievo. Solo nel caso in cui non emergano candidature adeguate si dovrebbe aprire la selezione all’esterno. Renzi ritiene che la scelta di pubblicare da subito bandi internazionali, con requisiti molto elevati, finisca per penalizzare le professionalità locali e rappresenti un segnale contrario all’obiettivo di valorizzare e formare figure sammarinesi capaci di assumere ruoli istituzionali di alto livello.
Nella replica, il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari respinge l’idea che il Governo abbia una preferenza per candidati esterni e sottolinea che l’obiettivo rimane quello di promuovere professionalità sammarinesi ogni volta che sia possibile. Ricorda però che per alcuni incarichi, come quello di dirigente dell’Avvocatura dello Stato, in passato i bandi sono andati deserti e che esiste un problema concreto di attrattività economica per figure altamente qualificate. Beccari spiega inoltre che l’attuale assetto dell’Avvocatura e della funzione di agente del Governo è stato pensato come una soluzione temporanea, in attesa di individuare in futuro una figura dirigenziale stabile, possibilmente sammarinese.


