San Marino. La maggioranza replica a DML: “Le domande sono sempre legittime. Un po’ meno le insinuazioni”
Prendiamo atto dell’ennesimo comunicato di DOMANI – Motus Liberi, un testo che, più che fornire elementi utili al Paese, sembra confermare una crescente difficoltà nel distinguere tra il legittimo ruolo dell’opposizione e la ricerca sistematica della polemica ad ogni costo.
Nessuno ha mai messo in discussione il diritto di presentare interpellanze o formulare domande. Al contrario, il confronto politico e il controllo dell’operato del Governo sono strumenti fondamentali della vita democratica. Ciò che è stato contestato, dentro e fuori dalla Commissione, è il modo con cui determinate questioni vengono affrontate quando sono in gioco interessi nazionali estremamente delicati e procedure internazionali ancora aperte.
Colpisce, tuttavia, che gli estensori del comunicato abbiano omesso un dettaglio non secondario: le critiche al loro comportamento non sono arrivate soltanto dai commissari di maggioranza. Anche autorevoli esponenti dell’opposizione hanno infatti preso le distanze da un approccio ritenuto inopportuno e potenzialmente dannoso. Un fatto che meriterebbe forse qualche riflessione in più e qualche slogan in meno.
Sostenere che chi invita alla prudenza voglia “imporre il silenzio” è una rappresentazione tanto suggestiva quanto lontana dalla realtà. Nessuno teme le domande. Ciò che preoccupa è l’utilizzo di insinuazioni, cifre non verificate e ricostruzioni parziali in una vicenda che coinvolge interessi rilevantissimi per la Repubblica. Chi ha davvero a cuore il bene del Paese dovrebbe essere il primo a comprendere la differenza.
Fa sorridere leggere lezioni sul prestigio delle istituzioni da chi, nel tentativo di costruire una narrazione politica, sembra talvolta dimenticare che ogni dichiarazione pubblica produce effetti ben oltre il perimetro dei comunicati stampa. In certe circostanze, la responsabilità consiste anche nel sapere quando una battaglia politica rischia di trasformarsi in un danno collettivo.
Particolarmente curiosa appare poi la rappresentazione di una maggioranza nervosa e di una presunta “fine di un sistema”. Quando un partito arriva a descrivere sé stesso come unico custode della verità e tutti gli altri come un indistinto blocco di potere, il rischio è quello di scivolare dalla politica alla caricatura della politica.
La realtà è molto più semplice: da una parte c’è chi lavora quotidianamente per tutelare gli interessi della Repubblica in una fase complessa; dall’altra c’è chi sembra preferire la ricerca dell’effetto mediatico immediato, anche a costo di indebolire la posizione del Paese.
Le domande sono sempre legittime. Lo sono meno le insinuazioni. La trasparenza è un valore. Lo è altrettanto la responsabilità. E chi oggi pretende di impartire lezioni a tutti dovrebbe forse interrogarsi sul perché, questa volta, persino parte dell’opposizione abbia ritenuto opportuno prendere le distanze.
Noi continueremo a fare ciò che i cittadini ci hanno chiesto di fare: difendere gli interessi della Repubblica, lavorare con serietà nelle sedi istituzionali e affrontare questioni tanto delicate con il senso di responsabilità che meritano. Anche quando qualcuno preferisce trasformarle in materiale da campagna elettorale permanente.
Maggioranza Commissione Esteri
PDCS – LIBERA – PSD – AR


