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San Marino. In Commissione Esteri il dibattito sulla vicenda bulgara. Beccari invita non fare speculazioni

 L’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, la riserva ancora mantenuta dalla Bulgaria, il ruolo di San Marino nelle istituzioni europee e la crisi in Medio Oriente hanno dominato i lavori della Commissione Affari Esteri riunitasi questa mattina.

Ad aprire la seduta è stato il presidente della Commissione Michele Muratori, che ha riferito sull’incontro avvenuto nei giorni scorsi con la Commissione Affari Europei della Camera dei Deputati italiana. Un confronto definito “estremamente proficuo”, durante il quale i parlamentari italiani avrebbero ribadito il proprio sostegno al percorso di integrazione europea della Repubblica. Muratori ha inoltre annunciato l’avvio dell’iter per la candidatura di San Marino come osservatore al COSAC, la Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell’Unione Europea, considerata un’importante opportunità di dialogo con i parlamenti dei Paesi membri.

Nel suo riferimento, il Segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari ha illustrato l’intensa attività diplomatica delle ultime settimane, soffermandosi sugli incontri della Comunità Politica Europea e del Consiglio d’Europa, sui temi della sicurezza, dell’intelligenza artificiale e del rafforzamento delle istituzioni democratiche. Tra i risultati richiamati anche la firma della Convenzione sulla protezione della professione dell’avvocato, l’entrata in vigore del sistema europeo Entry/Exit e i progressi per il riconoscimento dei passaporti sammarinesi nei principali aeroporti europei.

Ampio spazio è stato dedicato alla situazione in Palestina e alla vicenda delle imbarcazioni battenti bandiera sammarinese coinvolte nell’operazione israeliana contro il convoglio Global Sumud Flotilla diretto verso Gaza. Beccari ha riferito di aver convocato formalmente l’ambasciatore israeliano a Roma per contestare quella che ha definito una violazione dello Stato di bandiera e per esprimere la contrarietà al trattamento riservato alle persone fermate. Il Segretario ha ribadito la posizione sammarinese di riconoscimento dello Stato di Palestina e la denuncia della situazione nella Striscia di Gaza nelle sedi internazionali.

Sul tema si sono registrati numerosi interventi dai banchi della Commissione. Nicola Renzi (Repubblica Futura) ha parlato di una questione cruciale che investe sia il rispetto del diritto internazionale sia le prerogative dello Stato di bandiera. Antonella Mularoni (Rf) ha assunto una posizione fortemente critica nei confronti dell’operato israeliano, sostenendo che i diritti umani debbano essere tutelati senza eccezioni. Gian Matteo Zeppa (Rete) e Dalibor Riccardi (Libera) hanno chiesto una presa di posizione ancora più incisiva da parte della comunità internazionale nei confronti di quanto sta accadendo a Gaza.

Nel dibattito sono emerse anche valutazioni positive sull’incontro con la delegazione parlamentare italiana. Manuel Ciavatta (Pdcs), Matteo Rossi (Psd) e altri commissari hanno evidenziato il valore politico del sostegno espresso trasversalmente dalle forze parlamentari italiane all’Accordo di Associazione, mentre Fabio Righi (Domani Motus Liberi) ha lamentato una condivisione insufficiente della documentazione preparatoria all’incontro.

Il secondo comma della seduta, dedicato all’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, ha monopolizzato gran parte del confronto politico.

Beccari ha confermato che permane la riserva espressa dal governo bulgaro, precisando tuttavia che non esiste una posizione ufficiale di chiusura verso San Marino. Il dossier, ha spiegato, verrà ora esaminato dal Coreper sotto la presidenza cipriota dell’Unione Europea. Il Segretario ha inoltre respinto con fermezza alcune ricostruzioni circolate nel dibattito politico e mediatico che ipotizzavano collegamenti tra la controversia con alcuni investitori bulgari e presunte trattative economiche del governo sammarinese.

Parole che hanno acceso il confronto con Fabio Righi, autore dell’interpellanza che aveva sollevato il caso. Il consigliere di Domani Motus Liberi ha difeso il diritto dell’opposizione a chiedere chiarimenti, sostenendo che il Paese abbia il dovere di conoscere eventuali conseguenze economiche e diplomatiche della vicenda. “Continueremo a fare domande”, ha ribadito, respingendo le accuse di voler ostacolare il percorso europeo.

Nel corso del dibattito sono emerse posizioni differenziate ma accomunate dalla volontà di salvaguardare il negoziato con Bruxelles. Maria Luisa Berti (Alleanza Riformista) ha invitato tutte le forze politiche ad affrontare il dossier in modo corale e responsabile, mentre Lorenzo Bugli (Pdcs) ha definito dannose per l’immagine del Paese alcune accuse rivolte al governo. Nicola Renzi ha chiesto piena chiarezza sulle ragioni della riserva bulgara, avvertendo che un eventuale protrarsi dello stallo richiederebbe una riflessione politica approfondita.

Più volte nel corso della seduta è stato richiamato il tema della responsabilità nel dibattito pubblico. Gian Matteo Zeppa ha preso le distanze da ricostruzioni prive di riscontri documentali, invitando tutte le forze politiche a evitare forme di disinformazione che possano danneggiare gli interessi della Repubblica.

Nelle conclusioni Luca Beccari ha difeso il lavoro svolto dal corpo diplomatico e dai negoziatori sammarinesi, sottolineando come San Marino continui a godere del sostegno delle istituzioni europee. La riserva bulgara, ha affermato, rappresenta una battuta d’arresto all’interno di un negoziato complesso, ma sarà affrontata esclusivamente attraverso il dialogo istituzionale con Sofia e con gli organismi dell’Unione Europea.

La Commissione ha infine preso atto del rinvio alla prossima convocazione dei punti rimasti inevasi, quando torneranno all’ordine del giorno sia gli sviluppi del dossier europeo sia le altre questioni internazionali aperte.