Politica

San Marino. DML sulla politica estera: neutralità e interesse nazionale, questa è la strada da seguire

In un mondo attraversato da guerre, tensioni geopolitiche e profonde fratture tra popoli e istituzioni, San Marino è chiamata a riaffermare con forza la propria vocazione storica: quella di uno Stato piccolo nelle dimensioni, ma grande nei principi e compatto negli obiettivi. La nostra Repubblica, pur priva del peso militare ed economico delle grandi potenze, ha saputo nel tempo costruirsi una credibilità internazionale fondata sul dialogo, sulla pace, sulla tutela del diritto internazionale e sul rispetto delle regole condivise. Una formula che non dovremmo soltanto conservare, ma rafforzare attraverso un impegno deciso e trasversale, in vista di un futuro da costruire con coerenza e intelligenza strategica.

Nei secoli, la Repubblica di San Marino ha saputo costruire e mantenere sempre una posizione di neutralità pura, improntata a prudenza, equilibrio e capacità di ascolto. Un patrimonio diplomatico e morale che non può essere disperso o messo in secondo piano da scelte affrettate, prive di un vero confronto parlamentare e sociale. Oggi, invece, abbiamo la netta sensazione che la politica estera sia spesso condotta in modo unilaterale, senza la necessaria condivisione con le forze politiche e senza un’adeguata riflessione sulle conseguenze economiche, sociali e diplomatiche per il nostro territorio. Decisioni storiche – come l’adesione a determinati organismi di sicurezza o l’assunzione di posizioni molto nette su scenari complessi – non possono essere frutto dell’iniziativa della sola maggioranza di turno: richiedono lungimiranza, prudenza e il più ampio consenso possibile, perché riguardano l’identità stessa del nostro Paese. Specie nel delicato e complesso scacchiere geopolitico che oggi ci troviamo di fronte.

La nostra tradizione ci insegna che la pace non si costruisce con posizioni ideologiche o con sanzioni decretate “seguendo l’onda”, senza valutare i reali effetti sul territorio. Si costruisce invece con il diritto, la diplomazia e la capacità di guardare oltre l’emergenza e le contingenze del momento. Per questo chiediamo che ogni scelta di politica estera e di sicurezza venga discussa in Consiglio Grande e Generale, coinvolgendo tutti i partiti e le componenti società civile. Solo così potremo difendere l’interesse nazionale senza tradire la nostra storia e il nostro ruolo nel mondo.

La nostra carta d’identità in politica estera è proprio questa: condivisione, lungimiranza, identità, coinvolgimento del popolo sovrano nelle scelte decisionali. Lo abbiamo ripetuto più volte negli ultimi mesi sul tema dell’Accordo di Associazione con l’UE, rispetto a cui l’esecutivo – così come avvenuto su molti altri dossier – ha mostrato tutta la sua incapacità gestionale. Più in generale, siamo convinti che nelle sedi internazionali, da Ginevra a New York, San Marino debba utilizzare il suo voto e il suo ruolo per promuovere diritti umani, lotta al terrorismo e cooperazione fiscale, senza mai delegare a terzi la sua sovranità. Perché il rapporto con gli attori esteri non è un accessorio, ma il primo motore della nostra economia e il baluardo della nostra libertà. Che resta non negoziabile.

DOMANI – Motus Liberi