San Marino. Rete sul caso bulgaro e la firma UE: “Siamo appesi a un filo. Qualcuno dovrebbe prendere atto del fallimento”
di Angela Venturini.
I problemi sul tappeto sono tanti, ma Rete convoca una conferenza stampa per fare il punto su alcune questioni ritenute preminenti. A cominciare dalla firma dell’Accordo di associazione con la UE, che è legata alla questione bulgara, a sua volta derivante dalla tentata scalata di BSM da parte di Starcom.
“Il negoziato con la UE era stato chiuso nel dicembre 2023. Adesso abbiamo un governo, in carica da ormai da due anni, che era nato per concludere l’Accordo. Oggi, siamo di fronte alla presa di posizione di un ex Ministro degli Esteri bulgaro che dice chiaramente che si arriverà a conclusione solo con la chiusura della controversia”. In tre passaggi, il capogruppo Emanuele Santi racconta una storia con così numerosi risvolti, che sembra infinita. “Questo è un fatto gravissimo – puntualizza – perché significa che un gruppo privato è in grado di influenzare la politica del suo Paese. Ma è anche la dimostrazione del fallimento della nostra politica estera”. Insomma, una situazione che si riverbera negativamente sia sullo scenario europeo, sia su quello interno, con un governo che probabilmente ha caldeggiato quella trattativa di vendita, che è diventata una controversia internazionale, con tanto di richiesta di arbitrato. “Siamo nella condizione – rincara – di non poter firmare l’Accordo perché qualcuno ha continuato a pasticciare”. Santi è molto pessimista sul prossimo futuro: “Siamo appesi a un filo e di fronte ad una questione morale enorme. Speriamo che qualcuno prenda atto del fallimento”.
Il segretario del partito, Giovanni Zonzini, ritorna sulla commissione di inchiesta, che la maggioranza ha voluto a scoppio differito. “È un’operazione politica certamente non voluta per fare chiarezza, ma per insabbiare” spiega ripercorrendo le tappe consiliari che hanno portato a questo risultato, cioè all’istituzione di un organismo non paritetico e con un’operatività procrastinata nel tempo. “Hanno creato una commissione dominata dalla DC. Questo vuol dire che i lavori saranno condizionati dalla DC, con una maggioranza piegata ai suoi voleri e al suo obiettivo di arrivare alle risultanze più comode”. La questione è molto complessa, piena di coni d’ombra, nonostante i tanti documenti resi visibili, gli intrecci familiari e di potere. “Le responsabilità sono piuttosto palesi – insiste Zonzini – ma noi vogliamo sapere chi sono i «fighters» con la s del plurale: chi sono i combattenti che avrebbero dovuto portare a casa il risultato e magari un’altra tangente?”
Durissimo e senza sconti per nessuno, Matteo Zeppa, che dopo 14 anni di Consiglio pensava di averne viste di tutti i colori. Ma forse non erano abbastanza. E arriva il primo strale: “Una politica di maggioranza e di persone non all’altezza del loro ruolo”. Il secondo è per il Segretario Canti, che aveva annunciato in Consiglio il rinvio a giudizio dei bulgari entro la fine di maggio. “Nessuno lo ha redarguito – puntualizza giocando sul calembour – una maggioranza bulgara dove tutti sono vassalli della politica dei due forni della DC, con tanto di debito di riconoscenza”. Il suo giudizio contro questa democratura alla Orbán (cita la definizione a suo tempo affibbiata a San Marino dal dirigente del tribunale Guzzetta) è impietoso: “Non ho mai digerito la spocchia e l’arroganza con cui è stato annullato il passaggio ai voti del PDL dell’opposizione. È stato un segno tangibile di una debolezza che i numeri non possono colmare”. Non basta e aggiunge: “Di fronte a tutto quello che sta succedendo, il problema riguarda i tempi del Consiglio?” La critica evidentemente va all’indirizzo della proposta di riforma del regolamento consiliare, tutta incentrata sulla riduzione dei tempi di intervento. Ma c’è anche un problema ideologico. “Noi viviamo di ideologia” incalza sottolineando le battaglie di Rete, tutte di sinistra. “Ma gli altri della sinistra, dove sono?”
L’ultima battuta se la prende il segretario Zonzini sull’endorsement che due Segretari di Stato hanno fatto ad un candidato di Morciano in occasione delle elezioni comunali. Rilegge parola per parola i comunicati del prima e del dopo, sottolineandone il significato assolutamente esplicito delle parole usate. Quindi, invita entrambi i Segretari a scavare nel suo passato, perché lui sarà pronto a rispondere ad ogni domanda.


