La Conferenza delle Donne Democratiche dell’Emilia-Romagna e della Provincia di Rimini: “Contro i femminicidi servono prevenzione, educazione e autonomia per le donne”
La Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Rimini e la Conferenza delle Donne Democratiche dell’Emilia-Romagna esprimono profondo dolore e sgomento per la morte di Tania Sperindio, uccisa nella serata di ieri a Mulazzano di Coriano. Mentre la magistratura è impegnata nell’accertamento delle responsabilità e della dinamica dei fatti, il nostro primo pensiero e il nostro cordoglio va ai familiari, agli amici e a tutte le persone che hanno voluto bene a Tania. Ancora una volta una donna perde la vita in un contesto riconducibile alla violenza di genere. È una realtà che continua a ripetersi con una frequenza inaccettabile e che impone a tutte le istituzioni, alla politica e alla società una riflessione profonda. Il femminicidio non è un fatto privato né il frutto di un raptus: è l’esito più estremo di una cultura del possesso e della disparità tra donne e uomini che ancora attraversa il nostro Paese.
La Portavoce regionale della Conferenza delle Donne Democratiche dell’Emilia-Romagna, Marcella Zappaterra, dichiara: “Ogni donna uccisa rappresenta una sconfitta per l’intera comunità. Non possiamo limitarci all’indignazione ogni volta che una vita viene spezzata. È necessario investire con decisione sulla prevenzione, sull’educazione alle relazioni rispettose, sull’affettività e sul contrasto agli stereotipi di genere fin dalla scuola. Occorre rendere strutturali i finanziamenti ai centri antiviolenza e alle case rifugio, rafforzare la rete dei servizi territoriali e garantire strumenti concreti, come il Reddito di Libertà, affinché nessuna donna sia costretta a scegliere tra la propria sicurezza e la dipendenza economica. La violenza maschile contro le donne è un fenomeno strutturale e come tale va affrontato, con politiche pubbliche permanenti e non solo nell’emergenza.”
Barbara Di Natale, Portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Rimini, aggiunge: “Questa tragedia colpisce profondamente il nostro territorio e ci richiama tutti a una responsabilità collettiva. Le comunità locali devono diventare luoghi nei quali nessuna donna si senta sola. È fondamentale rafforzare la rete tra istituzioni, servizi sociali, scuole, centri antiviolenza, associazioni e forze dell’ordine, affinché ogni segnale venga riconosciuto e ogni richiesta di aiuto trovi una risposta tempestiva. La cultura del rispetto si costruisce ogni giorno e riguarda ciascuno di noi. Come Donne Democratiche continueremo a promuovere iniziative di sensibilizzazione e proposte concrete perché il contrasto alla violenza di genere sia una priorità permanente.”
L’ennesimo femminicidio conferma quanto sia urgente mettere pienamente al centro dell’agenda politica il contrasto alla violenza maschile sulle donne. Servono investimenti stabili, un coordinamento efficace tra tutti i livelli istituzionali e la piena attuazione del Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne. Ma serve anche una politica che continui a rimuovere le disuguaglianze che limitano la libertà femminile: il lavoro precario, il divario salariale, la scarsa autonomia economica e tutte le discriminazioni che ancora colpiscono le donne. Contrastare la violenza significa costruire una società più giusta, nella quale libertà, autodeterminazione e pari opportunità siano diritti realmente garantiti.
La Conferenza delle Donne Democratiche rinnova il proprio impegno affinché il contrasto alla violenza maschile contro le donne sia una priorità politica costante, sostenendo le proposte per l’introduzione dell’educazione alle relazioni, all’affettività e al rispetto delle differenze nei percorsi scolastici, il rafforzamento dei centri antiviolenza, delle case rifugio e di tutti gli strumenti che permettono alle donne di uscire da situazioni di abuso in sicurezza. Di fronte a tragedie come questa non bastano il cordoglio e l’indignazione: È il momento della responsabilità collettiva, delle scelte politiche e di un cambiamento culturale profondo che coinvolga istituzioni, famiglie, scuola, mezzi di informazione e società civile. Solo così sarà possibile interrompere la lunga scia di violenza che continua a colpire le donne nel nostro Paese.
Conferenza delle Donne Democratiche Provincia di Rimini


