San Marino sul mare: qualità, controlli e crescita del suo Registro Navale. Intervista a Gianluca Tucci Direttore Generale del San Marino Ship Register (prima puntata)
di Angela Venturini
San Marino sviluppa il Registro Navale come strumento di promozione internazionale, qualità, controlli rigorosi e crescita economica; garantisce responsabilità, conformità alle normative internazionali e controlli su unità e gestori affidabili. L’accordo con l’UE può favorire l’accesso al mercato e agli strumenti giuridici, rafforzando il posizionamento e creando occupazione qualificata e servizi specialistici.
Ma le informazioni a tal riguardo sono poche, e per saperne di più, abbiamo contattato il Direttore Generale del San Marino Ship Register, Gianluca Tucci
Quando una nave battente bandiera sammarinese incappa in qualche incidente, o in qualche evento particolare, ne parlano tutti i giornali. Cosa che non accade quando sono coinvolte altre bandiere. Perché?
Non è corretto affermare che gli eventi riguardanti navi battenti altre bandiere non ricevano attenzione da parte della stampa. A San Marino, tuttavia, queste notizie vengono riprese dai mezzi di informazione locali con un’enfasi particolare, anche perché l’attività della Repubblica nel settore marittimo è relativamente recente. La bandiera sammarinese è giovane e porta il nome di un piccolo Stato: per questo ogni episodio tende ad avere una visibilità superiore rispetto a quanto avviene per registri più grandi e consolidati, nei quali eventi analoghi possono più facilmente confondersi nei numeri complessivi. È comprensibile che vi sia attenzione, ma occorre evitare che il singolo caso venga trasformato in un giudizio sull’intero Registro. La qualità di una bandiera deve essere valutata sulla base di dati verificabili: ispezioni dello Stato di bandiera, controlli del Port State Control, verifiche svolte dagli organismi riconosciuti, detenzioni, carenze riscontrate, incidenti e capacità dell’Amministrazione di intervenire tempestivamente.
Può fornirci qualche numero?
I dati relativi al 2025 consentono di inquadrare correttamente il fenomeno. Non sono state registrate vittime, infortuni sul lavoro o avarie maggiori. Gli eventi rilevati hanno riguardato tre avarie minori, un caso di inquinamento minore e un incidente di navigazione, nessuno dei quali ha avuto conseguenze di particolare rilievo. Nei principali regimi internazionali di controllo, la performance della bandiera sammarinese si colloca nella media delle amministrazioni di consolidata affidabilità.
Cosa fate se riscontrate qualche criticità?
Quando emergono criticità, le analizziamo e adottiamo le necessarie misure correttive. È questo il criterio con cui deve essere valutata una bandiera. Recentemente, ad esempio, per le nuove registrazioni la certificazione statutaria è stata riservata agli organismi riconosciuti membri della International Association of Classification Societies, IACS, che riunisce le principali società di classificazione operanti a livello internazionale. Si tratta di una scelta adottata per rafforzare ulteriormente la qualità dei controlli, la sicurezza della flotta e la reputazione della bandiera.
Quando capitano certi episodi che hanno rilevanza mediatica, l’immagine della Repubblica ne risente? In qualche modo c’è una responsabilità dello Stato?
La responsabilità dello Stato non è automatica per il solo fatto che una nave batta la sua bandiera. Occorre distinguere le eventuali responsabilità dell’armatore, della società di gestione, del comandante e degli altri soggetti coinvolti dagli obblighi che il diritto internazionale attribuisce allo Stato di bandiera.
A quest’ultimo spetta applicare le convenzioni internazionali, verificare l’idoneità delle unità, vigilare sugli organismi ai quali sono delegate determinate funzioni tecniche, monitorare la flotta commerciale e intervenire quando emergono carenze, incidenti o possibili violazioni. Occorre però distinguere chiaramente il sistema di controllo applicabile alle navi commerciali da quello previsto per gli yacht privati. Le navi commerciali sono sottoposte a un sistema continuativo e strutturato di certificazione e vigilanza.
Una volta che la nave è stata registrata, cosa succede?
Oltre alle verifiche effettuate al momento della registrazione, sono soggette alle certificazioni statutarie, alle visite periodiche degli organismi riconosciuti, alle ispezioni di bandiera e ai controlli del Port State Control nei porti in cui fanno scalo. L’Amministrazione monitora le prestazioni della flotta, analizza le carenze e dispone controlli aggiuntivi o misure correttive quando emergono elementi di rischio. Per gli yacht privati il sistema è differente. Al momento dell’iscrizione, il Registro verifica la proprietà, i titolari effettivi, la documentazione dell’unità e il rispetto delle normative tecniche e amministrative applicabili, con particolare attenzione agli aspetti di compliance e ai regimi sanzionatori internazionali. Restano inoltre applicabili gli obblighi di sicurezza e le verifiche previste dalla normativa in relazione alle caratteristiche e all’impiego dell’unità. È importante chiarire, tuttavia, che né il Registro Navale né l’Autorità Marittima hanno il compito o il potere di controllare quotidianamente la navigazione delle imbarcazioni private.
I comandanti delle navi sono tenuti a comunicare con voi?
Dopo l’iscrizione, il proprietario e il comandante decidono autonomamente dove navigare, nel rispetto delle leggi, delle sanzioni internazionali e delle disposizioni vigenti nei Paesi e nei porti interessati. I diportisti non sono tenuti a comunicare preventivamente al Registro i propri itinerari o le proprie destinazioni. I Registri Navali non sono organismi di controllo del traffico marittimo internazionale. Svolgono funzioni di registrazione della proprietà navale, verifica amministrativa e, nei limiti previsti dalla normativa applicabile, vigilanza tecnica sulle unità iscritte. Per utilizzare un paragone semplice, dopo l’immatricolazione di un’automobile la motorizzazione civile non controlla quotidianamente dove il proprietario intenda recarsi né richiede di essere informata preventivamente sui suoi spostamenti. Un principio analogo vale per il Registro Navale e per l’Autorità Marittima rispetto alla navigazione privata. Si tratta del modello ordinariamente adottato dalle amministrazioni di bandiera a livello internazionale. Questo non significa che lo Stato di bandiera non possa intervenire. Qualora vengano segnalati incidenti, violazioni o comportamenti rilevanti per le sue competenze, l’Amministrazione acquisisce le informazioni necessarie, collabora con le autorità competenti e adotta, quando ne ricorrono i presupposti, le misure previste dall’ordinamento. Un episodio può comunque produrre un danno reputazionale, soprattutto quando la sua rappresentazione pubblica precede l’accertamento dei fatti o attribuisce automaticamente alla Repubblica responsabilità che devono ancora essere verificate.
C’è un modo per evitare il danno reputazionale?
È opportuno segnalare che è obbligo della bandiera la certificazione delle coperture assicurative che ogni nave deve avere in caso di sinistri di qualsivoglia natura. Sono queste coperture assicurative, unitamente alle convenzioni internazionali, che sanciscono la responsabilità dell’armatore e proteggono le parti, inclusa la bandiera. Il framework legislativo adottato dalla bandiera sammarinese è completamente conforme a quanto disposto dall’IMO e si attesta pertanto ai vertici qualitativi delle strutture disponibili. Per cui il modo più efficace per tutelare l’immagine di San Marino è quello di applicare correttamente le regole di competenza dello Stato di bandiera, esercitare controlli proporzionati alla tipologia e all’impiego delle unità, intervenire tempestivamente in presenza di elementi concreti e comunicare sulla base di fatti accertati.
(continua)


