Economia e Lavoro

San Marino. CSdL sui lavori OIL: celebrato lo storico parere della Corte Internazionale di Giustizia sulla tutela del diritto di sciopero

Nell’ambito dei lavori della Conferenza dell’OIL in corso a Ginevra, durante la riunione dei rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali, è stato celebrato il parere emesso poche settimane fa dalla Corte Internazionale di Giustizia, organo giudiziario dell’ONU, sulla tutela del diritto di sciopero.

La Segretaria Confederale CSdL Simona Zonzini, che ha partecipato alla prima settimana di lavori nell’ambito della delegazione sammarinese, compresa la riunione prima ricordata, riferisce a tal proposito di un gesto particolarmente significativo da parte di un sindacalista del Ghana, che ha mostrato una targa dedicata all’avvocato che ha portato avanti questa causa di valore epocale. Ciò, a testimonianza di quanto il problema sia sentito in molti paesi del mondo, dove tale diritto è impedito o fortemente contrastato.

Si tratta di un pronunciamento sollecitato proprio dal Consiglio di Amministrazione dell’OIL che – facendo propria la richiesta di un gruppo di lavoratori sostenuta da 36 governi – nel corso della seduta del 10 novembre 2023 aveva deciso di sottoporre la questione alla stessa Corte.

Il nodo centrale riguardava la Convenzione OIL n. 87 del 1948, sulla libertà sindacale e la protezione dei diritti sindacali. Il gruppo dei datori di lavoro all’interno della stessa OIL per anni ha sostenuto che tale Convenzione proteggesse la libertà di associazione, ma che non includesse l’esercizio del diritto di sciopero. Tale diritto, secondo il gruppo dei datori di lavoro, doveva essere regolato unicamente dalle leggi nazionali e non dal diritto internazionale, contrariamento a quanto sempre sostenuto dalle organizzazioni sindacali all’interno dell’OIL.

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La Corte Internazionale di Giustizia con questo parere ha fissato principi di portata storica: il diritto di sciopero è intrinsecamente legato alla libertà sindacale sancita dalla Convenzione n. 87. Limitando tale diritto, la libertà di associazione dei lavoratori verrebbe privato del suo strumento di pressione fondamentale per sostenere le negoziazioni; lo sciopero non è una concessione dei singoli Stati, ma è parte integrante del diritto internazionale. Per il movimento sindacale mondiale è una delle vittorie politico-giuridiche più importanti degli ultimi decenni

Leggi nazionali volte impedire o ridurre l’esercizio dello sciopero, che viene dunque blindato al pari dei diritti civili fondamentali, potranno così essere impugnate davanti ai tribunali internazionali e nazionali.

La CSdL ribadisce la propria profonda soddisfazione per questo parere, che segna un passo avanti nella tutela del diritto di sciopero, in un’epoca in cui – anche nei paesi più evoluti – tale diritto è spesso messo sotto attacco dal potere economico-finanziario.

Nei giorni scorsi la Confederazione Europea dei Sindacati aveva denunciato come in Europa le violazioni dei diritti dei lavoratori abbiano raggiunto il livello più basso dall’avvio della prima Commissione Von Der Leyen nel 2019: il 73% dei Paesi ha violato il diritto di sciopero, rispetto al 68% del 2019, mentre il 56% dei Paesi ha violato il diritto alla contrattazione collettiva, rispetto al 50% del 2019.” Questo è uno stralcio del comunicato, il cui testo integrale è scaricabile sul sito della CES

CSdL