Cultura ed Eventi

San Marino – Verucchio: Testimonianze dell’arte 1963 – 1968. In una mostra documentaria, le immagini di una straordinaria stagione culturale

di Angela Venturini.

Tre territori: San Marino, Verucchio, Rimini, che solo geograficamente possono essere considerati piccoli e periferici, ma che possono avere un respiro internazionale. È difficile immaginare, soprattutto per i giovani, che questi piccoli territori (Rimini si gonfia solo d’estate) possano avere avuto un grande ruolo nell’organizzazione culturale e nel dibattito estetico progettuale dell’arte contemporanea negli anni ’60. I Convegni di Verucchio, le Biennali di San Marino, le mostre di Rimini sono stati il fulcro attrattivo di quello che è diventato un unicum nel panorama mondiale, grazie al peso delle intelligenze della critica, dell’estetica, della pittura, della filosofia, dell’urbanistica, del design che qui convergevano.

Il patrimonio rimasto è tantissimo e di valore assoluto, ma a grande rischio di dimenticanza e abbandono, vista la frequenza di stimoli con cui siamo continuamente bombardati.

Da una serie di contingenze positive nasce quindi una avant-propos, una mostra che precede una mostra per l’esposizione di materiali mai visti e mai sondati. I due affluenti di materiale sono un fondo privato e, soprattutto, gli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino, che hanno recentemente acquisito un lotto dell’archivio di Gerardo Filiberto Dasi relativo alle Biennali e altro materiale. Solo un breve cenno alla grandezza di questo uomo che, su piani diversi e a seconda delle epoche, ha messo la sua firma sui Convegni di arte e critica a Verucchio, sulle Biennali sammarinesi e sul Centro Internazionale di Ricerche Pio Manzù.

Il titolo scelto per il progetto non poteva essere altrimenti: “Testimonianze dell’arte 1963 -1968. I convegni di Verucchio-Rimini e le Biennali di San Marino” perché offre immediatamente lo spettro di un periodo in cui su questo comparto si incentravano le attenzioni del mondo dell’arte, della critica, dello studio. Si comincia a piccoli passi, con l’ambizione di un percorso sempre più importante.

Nasce così questa piccola mostra di materiali storici, contingente, istantanea, composta di grandi fogli di giornale che traducono il documento storico in realtà visiva, e che è stata allestita lungo il portico del Palazzo Comunale di Verucchio. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta sabato 4 luglio.

Si è trattato di un evento di grandissima portata culturale, tenuto a battesimo dalle autorità locali e da un folto, interessato, e alquanto partecipativo pubblico proveniente dall’intero comprensorio. Al tavolo dei relatori: il vicesindaco di Verucchio, l’assessore alla cultura Maria Antonietta Pazzini, la Consigliera provinciale Ottavia Borghesi, il direttore degli Istituti Culturali di San Marino Vito Testaj, il direttore dei Musei di Rimini e della Pinacoteca di Verucchio Alessandro Giovanardi, il curatore della mostra Luca Cesari e il co-curatore Francesco Chiari, che non solo è il direttore di questo giornale, ma è anche il presidente della Cooperativa 3 Arrows che lo edita.

Leitmotiv degli interventi: riprendere e rilanciare la sinergia tra questi tre territori per riaccendere, dopo decenni di silenzio, il motore di quella cultura internazionale, che aveva visto soffermarsi in questi luoghi personaggi del calibro di Giulio Carlo Argan, oltre che Filiberto Dasi. All’epoca, a Verucchio si teorizzava l’Avanguardia e a San Marino la si metteva in pratica, perché si era creato un contenitore culturale che in qualche maniera applicava i principi della gestaltica, il cui approccio olistico è basato sul principio che “il tutto è più della somma delle sue parti”.

E ora questa mostra che, nel suo piccolo, restituisce l’immagine di una stagione straordinaria, dove la cultura si era rivelata prezioso strumento di identità civile, ma anche motore economico, capace di un indotto oggi difficile da conquistare e mantenere, perché un territorio è più facile calpestarlo che non abitarlo. A questo punta la suggestione di riportare all’attenzione del grande pubblico, con le prossime iniziative, l’eccellenza del pensiero e dell’arte che qui si soffermarono e lasciarono il segno.

Quindi, la mostra sotto i portici del Comune di Verucchio è solo un assaggio di quanto è già nelle menti degli organizzatori e nei piani esecutivi, che si potranno vedere e ammirare, intrecciati a quel rigore e a quella passione che le fonti storiche richiedono.