Mimmo Franzinelli, alla Gambalunga, presenta: “L’Amnistia Togliatti. Un colpo di spugna sui crimini fascisti”
Il 22 giugno 1946 fu emanata l’Amnistia Togliatti così denominata perché prese il nome dal segretario del Partito comunista Palmiro Togliatti che la firmò quale ministro della Giustizia del primo Governo De Gasperi. Si intendeva in questo modo, spinti da un’esigenza di pacificazione, porre un confine netto tra la dittatura mussoliniana e la nascita della Repubblica italiana.
Non furono pochi però i fattori che minarono la piena realizzazione della democrazia nel nostro Paese, a partire dal fatto che il distacco degli italiani dal fascismo era stato determinato dal disastro della guerra e non si era tradotto in una coscienza politica antifascista, al punto che si creò una frattura fra la gente comune e la minoranza eroica che aveva dato vita alla Resistenza, fra i partiti e la grande maggioranza degli italiani. Ciò favorì la messa sotto accusa dell’antifascismo e il «Processo alla Resistenza», che venne celebrato nelle aule di giustizia dopo il 1945 dalla stessa magistratura che aveva operato per oltre venti anni sotto il fascismo. Gravide di conseguenze, come ebbe a osservare Piero Calamandrei, furono le modalità con cui venne applicata l’amnistia che, a causa dell’interpretazione estensiva assunta dalla magistratura, si trasformò in un generalizzato perdono, applicato anche a torturatori e ad assassini. E fu così che i superstiti del regime fascista, che erano riusciti a superare le ore del si salvi chi può, non furono quasi mai chiamati a rispondere per i loro crimini.
L’Amnistia Togliatti è considerata, ancora oggi, uno dei punti più controversi della storia politica dell’epoca. Togliatti ne era pienamente convinto o gli fu in qualche misura imposta dalla Democrazia Cristiana, dalla Chiesa, dall’opinione pubblica? Meglio sarebbe stata una Norimberga nazionale? Sentiremo nella conferenza di mercoledì 3 giugno a quali considerazioni è giunto lo storico Mimmo Franzinelli che, sulla base di non facili indagini d’archivio, ha realizzato una approfondita ricostruzione di quella Italia lacerata dalla lotta politica.
Mimmo Franzinelli, storico del fascismo e dell’Italia repubblicana, membro della Fondazione Ernesto Rossi – Gaetano Salvemini di Firenze, è autore di numerosi volumi, fra cui ricordiamo L’Amnistia Togliatti, Mondadori, 2006; Storia della Resistenza (con Marcello Flores), Laterza, 2019; Storia della Repubblica Sociale Italiana, Laterza, 2020, Il filosofo in camicia nera , Mondadori, 2021, L’insurrezione fascista, Mondadori, 2022, Il fascismo è finito il 25 aprile 1945, Laterza, 2022, Schiavi di Hitler, Mondadori, 2023, Matteotti e Mussolini, Mondadori, 2024. Per Einaudi ha pubblicato, con M. Cardozo, Gli artigli del Condor. Dittature militari latino-americane, Cia e neofascismo italiano, 2025.


