Michele Dantini presenta “Sulla delicatezza” alla Gambalunga di Rimini
Ci sono incontri che nascono dai libri, e altri che nascono dai lettori.
Giovedì 28 maggio 2026, alle ore 17.30, alla Sala della Cineteca della Biblioteca Gambalunga, “Libri da queste parti 2026” prende forma proprio da questa seconda direzione: quella in cui la lettura condivisa diventa proposta, scelta, invito. Dentro l’edizione speciale del Maggio dei Libri, la rassegna si attiva infatti nella formula “i lettori invitano gli autori”, che ribalta il punto di partenza degli incontri: non è la programmazione a selezionare i temi, ma le comunità di lettura a portare al centro della scena autori e libri che hanno attraversato il loro lavoro collettivo.
Protagonista di questo appuntamento è il Gruppo di Lettura di Filosofia della Biblioteca civica Gambalunga, che ha scelto di invitare Michele Dantini e il suo volume Sulla delicatezza (Il Mulino, 2021) in dialogo con Isa Valbonesi. La selezione nasce dal percorso interno del gruppo e dalle discussioni sviluppate nel tempo, che vengono ora condivise pubblicamente in un confronto aperto con l’autore. L’incontro si inserisce così in un processo di apertura e restituzione: ciò che nasce nella dimensione più raccolta dei gruppi di lettura si traduce in dialogo pubblico. L’iniziativa valorizza il ruolo dei gruppi di lettura della Biblioteca civica Gambalunga come dispositivi culturali attivi e continuativi: non semplici occasioni di approfondimento, ma spazi in cui la lettura diventa pratica condivisa e generativa di confronto, capace di costruire comunità e discorso pubblico.
«Con il termine “delicatezza” non si intende qui niente di equiparabile alle buone maniere, ma una disciplina del pensiero». A partire da queste considerazioni, l’autore Michele Dantini costruisce il suo saggio, interrogandosi sulla sua utilità nel discorso pubblico contemporaneo, spesso segnato da incompetenza e prevaricazione. Afferma che oggi dovremmo considerare la delicatezza come un’arte del discorso pubblico, in opposizione a menzogna e sopraffazione. Alcune pagine della letteratura e della filosofia mostrano infatti un’accezione di delicatezza tutt’altro che remissiva: una qualità che ha margini taglienti, come la mano del chirurgo che incide con precisione, delicatezza e fermezza insieme. Precisione e fondatezza diventano così i tratti di una postura del discorso che rifiuta istrionismo e improvvisazione. In questa prospettiva, il vero dialogo nasce dall’ascolto di sé e degli altri, non dal desiderio di affermazione o dal bisogno di ottenere consenso a ogni costo.
Nell’introduzione, lo psichiatra Eugenio Borgna amplia il significato del termine, restituendone la dimensione emotiva e relazionale e la sua capacità di attraversare esperienze e linguaggi differenti.
Nei cinque capitoli del volume — “Il discorso che alletta o minaccia”, “Il discorso che separa”, “Il discorso che viola il silenzio”, “Delicatezza e resistenza” — Dantini attraversa filosofia, letteratura e storia del pensiero, da Socrate a Platone, da Simone Weil a Ernst Jünger, fino a Dostoevskij e Thomas Mann. Ne emerge una riflessione sul linguaggio come responsabilità, ascolto e possibilità di resistenza civile nel tempo delle semplificazioni.
Michele Dantini insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università per Stranieri di Perugia ed è Visiting Professor presso IMT School for Advanced Studies Lucca. Si è formato alla Scuola Normale Superiore di Pisa e si occupa di storia dell’arte dal moderno al contemporaneo, con particolare attenzione al rapporto tra immagini, cultura e sfera pubblica. Tra i suoi libri si segnalano Arte e sfera pubblica. Il ruolo critico delle discipline umanistiche (Donzelli, 2016), Arte e politica in Italia tra fascismo e Repubblica (Donzelli, 2018). Con Il Mulino ha pubblicato Sulla delicatezza (2021), Storia dell’arte e storia civile. Il Novecento in Italia (2022) e Le forme del divino. Problemi di arte sacra tra prima modernità e Novecento (2024). Tra le pubblicazioni più recenti figurano inoltre Beuys (Giunti, 2023) e Macchina e stella. L’eredità di Duchamp (Johan & Levi, 2023).


