San Marino, Attiva-Mente incalza il Governo: «Che fine hanno fatto le tutele contro le discriminazioni?»
Tre istanze d’Arengo approvate all’unanimità dal Consiglio Grande e Generale, ma ancora diversi interrogativi sulla loro concreta attuazione. Attiva-Mente torna a sollecitare il Governo di San Marino sul rafforzamento delle tutele dei diritti fondamentali, chiedendo tempi certi e aggiornamenti sui provvedimenti annunciati.
Al centro della questione c’è soprattutto l’istituzione del Garante nazionale dei diritti umani, figura indipendente che dovrebbe offrire ai cittadini un ulteriore strumento di tutela. Il progetto, ricorda l’associazione, avrebbe dovuto completare il proprio iter nei primi mesi del 2026, secondo quanto indicato nel programma economico.
«A che punto è quel progetto? Esiste un testo definito? Quando sarà presentato?», domanda Attiva-Mente, chiedendo anche quali competenze saranno attribuite al nuovo organismo.
La questione riguarda tre iniziative promosse dall’associazione. La prima, approvata nel 2021, puntava a rafforzare il contrasto all’odio e all’intolleranza. Nel 2024 è arrivato il via libera alla richiesta di istituire il Garante dei diritti umani, mentre nel febbraio 2026 il Consiglio ha accolto l’istanza per introdurre una normativa contro le discriminazioni basate sulla disabilità.
Su quest’ultimo fronte il Governo ha riferito che il Dipartimento Affari Europei sta lavorando a una legge quadro sulla non discriminazione, nell’ambito dell’adeguamento normativo legato all’accordo di associazione con l’Unione europea.
A riaccendere il dibattito sono anche le recenti conclusioni della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) del Consiglio d’Europa, che ha giudicato ancora parzialmente attuata la raccomandazione relativa alla creazione di un organismo indipendente per l’uguaglianza.
Attiva-Mente chiede quindi maggiore trasparenza sull’avanzamento dei lavori e un coinvolgimento concreto della società civile, in particolare delle organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità.
«Tra una risposta formale e la sua effettiva attuazione c’è un percorso del quale i cittadini dovrebbero poter conoscere gli sviluppi, le eventuali difficoltà e i tempi previsti», sottolinea l’associazione, ricordando che ogni ritardo rischia di lasciare senza adeguate tutele chi subisce discriminazioni.


