Eualive torna ad occuparsi delle faccende del Titano: “Scandalo di gioco d’azzardo a San Marino. Nomi ricorrenti e una domanda che la stampa locale non si è posta”
Dai documenti depositati in tribunale emerge che gli stessi avvocati rappresentano la società di gioco d’azzardo statale contro l’agenzia antiriciclaggio, un nome finora omesso dalla copertura mediatica locale dell’inchiesta da 7,5 milioni di euro
Un’inchiesta congiunta della Procura di Ravenna e dei tribunali di San Marino ha inserito Giochi del Titano, società interamente statale, in un presunto sistema fraudolento di riciclaggio di denaro proveniente da fatture false, convertendolo in assegni presentati come vincite alle slot machine. Tra il 2019 e il 2026, banche e l’Agenzia di Informazione Finanziaria hanno ricostruito circa 7,5 milioni di euro riconducibili a due clienti. Sette persone sono indagate. Anche la società è indagata come persona giuridica.
Operazione Mani d’Oro
Il caso di San Marino rientra nell’ambito dell’Operazione Mani d’Oro, un’inchiesta della Guardia di Finanza di Ravenna resa pubblica il 6 ottobre. Non si tratta di un caso di narcotraffico. Gli inquirenti descrivono società di comodo utilizzate per fornire illegalmente manodopera nei settori dell’ingegneria meccanica, dell’edilizia, della cantieristica navale e delle attività offshore, circa 130 milioni di euro in fatture false e denaro contante restituito ai clienti dopo una commissione del 14-22%. L’operazione ha portato a sequestri preventivi per circa 37 milioni di euro e a oltre 40 perquisizioni in nove province italiane.
Secondo quanto riportato da RTV San Marino e Libertas, il fascicolo comprende circa 7,5 milioni di euro attribuiti a Elio Marino e Aizada Chokoeva e giustificati come vincite da gioco d’azzardo. Il 3 ottobre Libertas ha reso noti i nomi dei sette sospettati: Salvatore Caronia, direttore generale e amministratore delegato di Giochi del Titano; il vicedirettore Angelo Muraccini; Marino e Chokoeva; e i dipendenti Alessandro Calzolari, Monica Valenti e Dominga Venerucci.
Il presunto percorso fraudolento prevedeva l’emissione di false fatture tramite società di comodo italiane, il trasferimento di denaro contante in Lombardia, il trasporto a San Marino, l’utilizzo nelle slot machine e, infine, l’uscita di oltre mille assegni o ricariche di carte prepagate, contabilizzati come vincite e versati su banche sammarinesi. La somma ricostruita ammonta a 7.493.421,67 euro. Tale cifra esclude le vincite in contanti, che la casa da gioco poteva erogare fino a 12.500 euro alla volta. Negli stessi anni, il reddito dichiarato da Marino si aggirava tra i 5.000 e i 38.000 euro.
Le banche citate nella segnalazione sono Banca Agricola Commerciale e Banca di San Marino. Libertas cita anche BSI tra gli istituti presso cui sono stati depositati gli assegni. BAC e Banca di San Marino hanno presentato segnalazioni di operazioni sospette. Secondo quanto riportato dalle fonti, Caronia avrebbe fatto pressioni sui funzionari di BAC affinché non chiedessero a Marino la sua dichiarazione dei redditi, e avrebbe paventato la possibilità che la casa da gioco rivedesse i suoi rapporti commerciali con la banca. Si parla anche di una commissione del 20% sulla conversione. Libertas osserva che la casa da gioco stessa non sembra aver presentato segnalazioni analoghe.
I commissari giudiziari Roberto Battaglino ed Elisa Beccari hanno ordinato perquisizioni presso la sede di Rovereta, nelle abitazioni e sui dispositivi, nonché il sequestro di dieci slot machine, comprese le schede elettroniche, per verificare l’eventuale alterazione dei tassi di vincita. In tal caso, l’inchiesta potrebbe aggiungere l’accusa di frode. Caronia è stato posto agli arresti domiciliari e rilasciato il 5 ottobre dopo l’interrogatorio. Tramite il suo avvocato, Tania Ercolani, ha dichiarato di aver esposto le ragioni della correttezza della sua condotta e di essersi autosospeso. Giochi del Titano afferma di essere estranea ai reati contestati, di aver sospeso i soggetti coinvolti e di collaborare con le autorità. Il Congresso di Stato ha dichiarato che, in questa fase, il caso non può essere imputato alla società o al suo personale nel suo complesso.
Libertas e Il Resto del Carlino stimano per il 2025 un fatturato di circa 31,5 milioni di euro e un utile netto di circa 8,5 milioni di euro, con oltre 220.000 visitatori. La politica dell’opposizione Antonella Mularoni – che non ha alcun legame di parentela con l’avvocato citato in precedenza – ha affermato che la risposta del governo è inadeguata e che il caso rischia di compromettere la reputazione della Repubblica alla vigilia dell’accordo di associazione con l’UE.
Il brief contro l’agenzia
Un fatto presente negli atti processuali non è stato riportato dalla Sammarinese.
In due procedimenti amministrativi, il Commissario Legale Isabella Pasini riporta che Giochi del Titano SpA, in persona del suo presidente, è stata rappresentata da Ermanno Cappa, avvocato di Milano, e da Matteo Mularoni e Marco Valli, avvocati di San Marino, dello stesso studio. La controparte era l’Agenzia di Informazione Finanziaria. Il Ricorso 12/2023 impugnava una sanzione del 9 maggio 2023 ai sensi dell’articolo 74 della Legge 92/2008, normativa antiriciclaggio. Il Ricorso 5/2024 impugnava un provvedimento amministrativo del 17 novembre 2023, notificato in data odierna. Le pagine a disposizione sono i titoli. L’esito di entrambi i procedimenti non è qui riportato.
Il lavoro di Valli per l’azienda non si limita all’attività forense. Svolge anche la funzione di notaio, redigendo atti e verbali delle assemblee degli azionisti.
Mularoni è l’avvocato di cui EUalive ha già parlato nella controversia tra Banca di San Marino e Starcom, relativa al fallito tentativo di un investitore bulgaro di acquisire la banca. Ha negato qualsiasi coinvolgimento in tale fallimento, affermando di aver lasciato il comitato consultivo della banca circa dieci anni prima. Nulla nelle indiscrezioni di Giochi del Titano lo rende un sospettato nel caso Ravenna, né dimostra che abbia fornito consulenza sugli assegni di Marino. Ciò che emerge è che la società di gioco d’azzardo ora sotto inchiesta per riciclaggio di denaro lo aveva già incaricato, insieme a Valli, di agire contro l’agenzia che in seguito ricevette i report bancari su questi flussi.
Dove il nome è apparso prima
La stessa distinzione vale anche per i file precedenti.
Nel caso Re Nero, l’inchiesta di Forlì sui trasferimenti di denaro tra Italia e San Marino tramite Asset Banca, Mularoni era un avvocato della banca. Fu posto sotto inchiesta. La sua posizione fu chiusa senza accuse e non fu imputato. Le trascrizioni delle sue conversazioni con alti dirigenti di Asset rimasero agli atti e furono discusse in tribunale. Da esse emerge che si era consultato in merito ai trasferimenti e al sequestro di denaro contante oltre confine. Altri furono condannati. Nell’aprile 2018 il tribunale di Forlì condannò l’ex presidente Stefano Ercolani e l’ex direttrice generale Barbara Tabarrini a otto anni e dieci mesi ciascuno. Nel settembre 2020 la Corte d’Appello di Bologna ridusse le pene a sei anni, cinque mesi e dieci giorni per Ercolani e a cinque anni per Tabarrini. Nel dicembre 2021 la Corte di Cassazione rese definitiva la condanna di Ercolani. L’accusa di riciclaggio a carico di Tabarrini fu annullata e rinviata al tribunale di primo grado.
Dal novembre 2009 è stato curatore della moratoria presso Punto Shop SpA e avvocato nella sua costituzione. In seguito ha testimoniato nel procedimento penale, affermando che, a suo giudizio, le passività della società non erano aumentate durante la moratoria.
Nel procedimento Banca Tercas a Roma, le trascrizioni lo menzionano in relazione a un’operazione che coinvolgeva una banca sammarinese e la Banca Centrale di San Marino. Era indicato come testimone. La difesa ha ritirato la richiesta di chiamarlo a deporre.
Il suo curriculum vitae afferma che ha fornito consulenza alla Banca Centrale nel periodo 2004-2005 e che ha fatto parte del suo consiglio direttivo dal 2005 al 2007. I documenti ufficiali di quel periodo confermano la sua presenza nel consiglio. Gli elenchi dei mandati esterni della Banca stessa mostrano incarichi di consulenza legale successivi, inclusi incarichi resi noti nel 2024. Il suo curriculum vitae lo indica anche come presidente di S3 – Special Servicer Sammarinese Srl, veicolo coinvolto nella cartolarizzazione su scala sistemica dei crediti deteriorati delle banche. I verbali parlamentari del 2024 lo mostrano mentre parla a nome di enti coinvolti in tale operazione, tra cui IGRC, S3 e Veicolo di Sistema.
Lui e Valli sono comparsi insieme anche per la Cartiera Ciacci SpA in una causa civile contro l’Eccellentissima Camera e l’azienda statale di servizi pubblici, quantificata in oltre 1 milione di euro. Il nome della Cartiera Ciacci ricorre nel procedimento penale contro l’ex politico Gabriele Gatti, in cui l’accusa di riciclaggio di denaro è stata successivamente dichiarata prescritta. I due procedimenti sono distinti.
Il fenomeno non si limita a un solo studio legale. Tania Ercolani, che rappresenta Caronia nella presente inchiesta, rappresenta anche la Banca Centrale, anche come parte civile nel caso contro l’ex magistrato Alberto Buriani e l’ex segretario di Stato Simone Celli. I documenti della Banca Centrale elencano i mandati giudiziari a lei affidati. Nel 2021 il Congresso di Stato le ha conferito l’incarico nel Caso Titoli. Nel gennaio 2026 la Banca Centrale l’ha nominata nel comitato di sorveglianza di The 3Rooks Money SpA.
Ciò che chiede la ricorrenza
Nessuno dei sette è stato condannato. L’azienda nega qualsiasi responsabilità istituzionale. Nessuno dei mandati di cui sopra configura un reato penale commesso dagli avvocati citati, né un conflitto di interessi ai sensi di legge.
La questione è la portata del problema. In una repubblica in cui le banche rappresentano una parte consistente dell’economia, gli stessi nomi ricorrono come consulenti di una banca poi condannata in Italia per riciclaggio transfrontaliero, come ex membro del consiglio di amministrazione della Banca Centrale che continua a ricevere incarichi dalla Banca, come presidente della società di gestione dei crediti in sofferenza e come consulenti della casa da gioco statale contro l’agenzia antiriciclaggio. Un secondo avvocato, coinvolto nello stesso fascicolo penale, detiene anch’egli incarichi presso la Banca Centrale. La verifica utile non consiste nell’ulteriore garanzia della legittimità di un incarico, bensì nel verificare se, prima di accettare l’incarico, qualcuno chieda quale sia stato l’ultimo incarico conferito e per chi.
I media sammarinesi hanno reso noti i nomi dei sospettati, delle banche e dei 7,5 milioni di euro. Non hanno però nominato gli avvocati che, stando ai documenti depositati dalla stessa società, si erano già attivati contro l’agenzia che aveva ricostruito quei flussi. Alla vigilia dell’accordo di associazione, questa è la parte del dossier che è rimasta segreta. Ed è proprio questa la parte che viene pubblicata qui.
Eualive del 9 ottobre 2026


