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Papa Leone XIV a Rimini: 26mila persone alla Messa, oltre 650 volontari, 500 giornalisti accreditati

Ventiseimila persone hanno ricevuto la Santa Comunione in poco più di dodici minuti, distribuita da 220 ministri straordinari accompagnati ciascuno da un volontario con ombrello biancorosso, per essere facilmente riconoscibili. È una delle immagini che resteranno della visita di Papa Leone XIV a Rimini.

Il Successore di Pietro è venuto a Rimini per confermare nella fede, incoraggiare e sollecitare la Chiesa e il popolo riminese. Lo ha fatto attraversando luoghi e realtà diverse: dal Meeting all’arrivo festoso all’Arco d’Augusto, dal bagno di folla lungo corso d’Augusto al commovente incontro in Duomo con le persone fragili, fino al festoso passaggio al Parco del Mare. Al centro della giornata, la celebrazione eucaristica a piazzale Boscovich, momento culminante della visita.

I numeri restituiscono solo in parte la dimensione dell’evento: 26mila pass per l’area del Porto esauriti, circa 300 tra sacerdoti e diaconi concelebranti, di cui 40

tra cardinali e vescovi, 650 coristi, 115 orchestrali e sette direttori d’orchestra. Sono stati accreditati complessivamente 500 giornalisti. Quarantamila bottigliette d’acqua, offerte dalle Acli nazionali, sono state distribuite ai partecipanti, insieme a 20 quintali di frutta messi a disposizione da Coldiretti Rimini.

A rendere possibile la giornata sono stati oltre 650 volontari, insieme alle forze dell’ordine, ai servizi coinvolti e alla decisiva collaborazione dell’Amministrazione comunale. Il deflusso dall’area della celebrazione si è concluso in circa un’ora e l’area è stata rapidamente ripulita.

“È stata una bellissima giornata, ricca di tanti stimoli, di natura civile, politica e culturale, tra San Marino, il Meeting e la Cattedrale. – commenta il Vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi – L’immagine di Papa Leone chino in Duomo sulle persone sofferenti resterà indelebile nell’album dei ricordi di questa terra. La celebrazione dell’Eucaristia, centro della vita della Chiesa, è stata il compimento della visita del Santo Padre: è Dio stesso che nutre il suo popolo con la sua Parola e il suo Corpo e suscita sempre stupore. Al termine di questa visita non posso che elevare al Signore un grande Magnificat, un inno di grazie”.

“Grazie alle migliaia di persone che hanno contribuito alla riuscita di questa giornata indimenticabile, che resterà nella storia della nostra comunità. – aggiunge il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad – Rimini, siamo orgogliosi di te”.

La visita di Papa Leone XIV non si conclude, però, con la sua partenza. Le parole consegnate nell’omelia di piazzale Boscovich chiedono ora di essere vissute nella quotidianità: nella fede personale e comunitaria, nell’attenzione alle persone fragili, nell’accoglienza, nella responsabilità verso la città e nella costruzione della pace.

Anche per questo la Diocesi ha scelto di tradurre la visita in alcuni impegni concreti. Il primo riguarda la Casa Circondariale di Rimini, con il finanziamento per la sistemazione in erba sintetica del campo da calcio destinato alle persone detenute. Il secondo è la partecipazione al progetto della Conferenza Episcopale Italiana per la realizzazione di un ospedale o di un importante presidio sanitario a Gaza. Un terzo impegno riguarderà l’accoglienza delle persone straniere presenti sul territorio, che contribuiscono con il loro lavoro alla vita delle diverse realtà romagnole.

“Abbiamo vissuto la fatica dell’organizzazione, ma anche il piacere e il divertimento di preparare una giornata così – sottolinea mons. Anselmi –. Ora siamo chiamati a raccogliere ciò che il Papa ci ha detto e a trasformarlo in vita”.

Il primo appuntamento sarà già a Roma: il prossimo 23 settembre la Diocesi di Rimini accompagnerà una rappresentanza di fedeli all’udienza del mercoledì con Papa Leone XIV, per ringraziarlo della visita.

La festa vissuta a Rimini, dunque, non è soltanto un ricordo. Come ha sottolineato più volte il Vescovo nei giorni che hanno preceduto la visita, l’incontro con Papa Leone XIV è uno spunto per continuare a camminare, facendo tesoro delle sue parole e traducendole in scelte concrete nella vita della Chiesa e della città. La visita si conclude, ma il suo invito alla fede, alla cura delle persone più fragili, alla costruzione di ponti e alla pace continua a interpellare ciascuno.

“Grazie a tutti – conclude il Vescovo – è stato un onore che Dio ci ha fatto: poter scrivere insieme una pagina della storia della Chiesa riminese. Dio ci conceda la grazia di seguire solo e soltanto la sua volontà”.