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Il ricordo di don Peppino alla Verna, nella colonia che lui ha fondato

In vista del compleanno di don Peppino Innocentini, che ricorre il 14 luglio, la Colonia Sammarinese di Chiusi della Verna ha ricordato la figura dello storico sacerdote che ha dedicato la propria vita all’educazione di generazioni di giovani sammarinesi.

La celebrazione, presieduta dal vescovo Domenico Beneventi durante il pellegrinaggio dell’Azione Cattolica Adulti della Diocesi di San Marino-Montefeltro, ha visto la partecipazione della comunità, degli educatori, dei volontari, della Congregazione di Serravalle, dei rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e dei ragazzi impegnati nelle attività estive della colonia.

Nel suo saluto il vescovo ha ringraziato don Pierluigi «per questa possibilità che ci dai di condividere un momento di famiglia» rivolgendo un pensiero di riconoscenza anche agli educatori, ai volontari e alla Congregazione di Serravalle, impegnata a custodire e far vivere la struttura. «Sappiamo quanta fatica occorre per mantenere delle strutture, soprattutto oggi. Quanta fatica ci vuole per raccogliere fondi e sostenere un’opera – ha osservato – ma quando c’è fatica, c’è impegno, c’è futuro».

Ad aprire la celebrazione era stato il parroco di Serravalle, don Pierluigi, che ha ricordato il significato particolare della ricorrenza del compleanno di don Peppino per la colonia, prossima a celebrare i settant’anni di attività. «La Colonia tra poco celebra 70 anni di presenza, di vita» ha detto. «Anche chi non è mai venuto a La Verna di San Marino sa che cos’è La Verna. È un’opera buona, è un’opera voluta dal Signore grazie all’intuizione di un sacerdote che ha speso la sua vita per la gioventù».

Il vescovo Domenico Beneventi ha invitato i ragazzi a riconoscere e valorizzare i talenti ricevuti, prendendo esempio da don Peppino. «Lui è stato un uomo grande – ha affermato rivolgendosi direttamente ai giovani- anche voi siete seme». Indicando la figura di don Peppino come modello educativo, il vescovo ha sottolineato la sua capacità di guardare oltre il presente. «La grandezza di un uomo è poter vedere quello che non c’è. Questa è l’educazione, vedere ciò che non c’è» ha detto, ricordando come il sacerdote avesse saputo immaginare un luogo dedicato ai giovani pensando alle generazioni future. «Oggi voi siete qua, perché lui già vi pensava».

Un altro passaggio della riflessione è stato dedicato al valore della fiducia e della condivisione. «Don Peppino non si è difeso, si è esposto. Esporsi all’altro significa affidarsi, aver fiducia» ha sottolineato, invitando a costruire comunità capaci di coinvolgere e accogliere.

In conclusione, il vescovo ha ricordato il significato del ricordo di don Peppino: «Quindi mantenere viva la memoria anche nel giorno del compleanno vuol dire per tutti guardare lontano, pensandoci in Dio». Poi l’augurio ai giovani presenti: «Volete vivere una vita grande o volete fare grandi cose? Io ve le auguro tutte e due».