Attualità

San Marino. L’Associazione Treno Bianco Azzurro risponde a Rete

Ci permettiamo, di esprimere il nostro pensiero sul comunicato di Rete, apparso in queste ultime ore su RTV e stampa on line, inerente sulla parte ferroviaria. Nel dicembre scorso, nell’interpellanza di Rete, seppur non citava direttamente ATBA, eravamo presenti in buona parte della stessa, ci sta; oggi vengono citati nel comunicato “gli scudieri”, (che solitamente erano gli assistenti dei cavalieri) ma siamo certi che non intendessero noi di ATBA, – sarebbe una caduta di stile in questo caso – e non conoscendo il gergo politico e le dinamiche in quel mondo non ci esprimiamo. Binario morto: per essere corretti tutti i binari senza sbocco sono binari morti, ma quello in stazione non è un binario morto o di servizio, o tronchino quelli c’erano decenni fa nella ferrovia San Marino – Rimini nelle stazioni e fermate, servivano per “parcheggiare” i carri merci, o in stazione centrale (per la già ferrovia San Marino) per girare la motrice o per manutenzioni. Ad oggi l’unico binario morto in stazione è adiacente alla scalinata e sotto al palo ferroviario storico, dove vi è adagiato il carrello porta motori, restaurato e recuperato da ATBA quello si che si può definire binario morto, il secondo è a Ca’ Vagnetto con il carrellino monumentato, giusto per correttezza e per non dare informazioni errate.

In stazione il binario è vivo, la motrice si muove, (certo al pubblico aprirà a breve) la gente si informa, i professori si interessano per il futuro (cito una telefonata di ieri di un professore italiano che cogliendo l’occasione per venire a San Marino, vuol viaggiare con l’AB03, e portare informazioni al Preside di una scuola di Cosenza e portare i ragazzi che già strano ma vero, conoscono questa linea… ) i turisti ci chiedono informazioni, italiani, stranieri (vedasi non ultimi gli svizzeri pubblicati sui nostri social) la stampa ferroviaria e non solo; quindi, il binario vive e tornerà a vivere la località della stazione, dopo anni di menefreghismo ed abbandono è stata sistemata, ripulita, valorizzata.

Non entriamo sul punto stazione-bagni, perché non è nostro compito, seppur se si demoliva ricostruiva si sentivano lamentele peggiori, ma la Stazione, non sono solo i bagni. Bè chi arrivava fino a pochi mesi fa, con il bus prima della Porta del Paese aveva come biglietto da visita e porta d’ingresso il mitico monumento il “cesso” fatiscente – già citati nell’interpellanza, se non erro; almeno ora sono stati sistemati, ma la Stazione anche restauri ferroviari, recuperi, la piccola Stazione è un piccolo gioiello. Sui progetti, sappiamo che ci sono idee, proposte progetti, ma non sta a noi commentare. Seppur verrà poi detto, che noi non c’entriamo nulla e che le nostre sono parole al vento, quando si parla di ferrovia in bene o male, essendo ATBA l’unica Associazione inerente questo argomento, riteniamo opportuno, con la nostra massima educazione e rispetto, in particolare delle autorità esprimere il nostro pensiero.

Alessandro Rattini – Presidente ATBA