Attualità

 San Marino. Caso bulgaro, ma questo riciclaggio internazionale, c’è o non c’è?

di Angela Venturini.

Il recente rinvio a giudizio di nove dei dieci personaggi presumibilmente coinvolti nel cosiddetto caso bulgaro e annesso piano parallelo, ovviamente ha destato molto scalpore dentro San Marino, e sicuramente anche fuori. A volte però, la cronaca pura e semplice dei fatti, non considera fattori ritenuti secondari nel contesto di una vicenda complessa come questa, con conseguenze sul piano internazionale.

Ad esempio, dopo aver parlato tanto di Coreper (fino a un mese fa, organismo del tutto sconosciuto), nessuno ha fatto attenzione alla presenza dell’Ambasciatore bulgaro Ivan Kondov, che l’11 giugno scorso ha presentato le lettere credenziali alla Reggenza insieme ad altri 4 Ambasciatori. Le chiacchiere del backstage riferiscono di rapporti assolutamente cordiali e reciproca stima, che servono sempre per maggiore conoscenza delle situazioni. A conferma di rapporti internazionali di alto livello, il 17 giugno arriva anche il Ministro degli Esteri di Cipro, Constantinos Kombos, per la sua primavisita ufficiale sul Titano. Vuole il caso che Cipro detiene la presidenza del Consiglio d’Europa fino a fine giugno e ha confermato il suo pieno supporto al percorso di integrazione europea di San Marino.

Ma vuole il caso (oppure no?) che mentre lui fa una lectio magistralis (per altro apprezzatissima da tutti gli uditori) arriva il rinvio a giudizio per gli indagati del caso bulgaro.

Rivediamo sinteticamente questo provvedimento giudiziario articolato in diverse decisioni chiave e filoni d’indagine.

La parte dell’indagine che riguarda il riciclaggio internazionale (legata al blocco e congelamento di circa 15 milioni di euro) è stata stralciata dal filone principale. vuol dire che per questa specifica accusa non c’è ancora una decisione definitiva. Il tribunale è in attesa dei riscontri completi alle rogatorie internazionali inviate a Germania, Bulgaria e Romania per verificare l’origine dei fondi. Evidentemente, a motivare questa decisione, potrebbero essere alcune risposte già arrivate (che hanno depotenziato l’accusa) e altre che sono ancora per strada. Insomma, non è una vera e propria archiviazione, ma una sorta di congelamento.

Le altre accuse sono note, ma di livello inferiore (riguardo alla portata della vicenda). Quindi andranno a processo per corruzione e amministrazione infedele: Andrea Del Vecchio, Marina Manduchi, Assen Milkov Christov, le società IBC Srl e San Marino Group Spa. [

Per riciclaggio interno sul filone sammarinese: Andrea Del Vecchio, Marina Manduchi e Alessandro Manduchi Del Vecchio, i quali devono rispondere di un’ulteriore accusa di riciclaggio interna al filone sammarinese. Tradotto in parole semplici, sono accusati di avere usato denaro proveniente da corruzione.

Per l’ipotesi di reato legata alle minacce alla libertà delle istituzioni, il cosiddetto Piano Parallelo, vanno a processo Andrea Del Vecchio, Marina Manduchi, Assen Milkov Christov, Federico Cerbella e Silvia Rometti.

Infine, il professionista Franco Norri è stato rinviato a giudizio per falsa testimonianza.

Scarsa attenzione da parte dei media per l’archiviazione della posizione di Natale Arcuri, accusato di favoreggiamento. Ovvero, avrebbe favorito qualcun altro. Ma chi, visto che il reato è stato archiviato?

Sic rebus stantibus, le presunte collusioni con la politica nella tentata vendita di BSM, avrebbero la consistenza delle chiacchiere da bar. Come si dice in gergo legale, prove circostanziali non documentate da fatti.

Appare chiaro invece che l’inceppamento dell’ingranaggio sia avvenuto con modalità di cui ancora non è chiaro il funzionamento, che si possono supporre, ma di cui chissà mai si verrà a saper qualcosa. Rimane invece chiarissimo il fatto che l’Accordo UE è nel freezer insieme all’accusa di riciclaggio internazionale. Ma coloro che hanno brindato al fermo dell’Accordo (non sono tanti, ma hanno dimostrato di essere potenti) e che sperano addirittura di ubriacarsi di felicità fra qualche tempo, forse dovranno accontentarsi di un bicchiere d’acqua.

Ragionando per ipotesi, infatti, è probabile che le informazioni ancora mancanti sull’origine dei fondi siano in linea con quelle già ricevute dal nostro tribunale (Starcom è un gruppo internazionale, soggetto a controlli molto puntuali e giustamente molto severi).  A quel punto, lo stralcio dell’accusa di riciclaggio internazionale potrebbe diventare archiviazione. Se così fosse, andrebbero a decadere le ragioni del sequestro, andrebbe a spianarsi la strada della firma dell’Accordo e anche la risoluzione dell’arbitrato da 150 milioni.

Un sogno? Speriamo di no. Perché la nostra piccola Repubblica avrebbe davvero bisogno di un brindisi al suo futuro. Gli altri processi sono sicuramente importanti per le nostre beghe interne, ma senza conseguenze devastanti per il nostro sistema Paese.