San Marino. Comunità e Territorio su emergenza abitativa: servono dati certi, sostegni mirati e un nuovo piano di edilizia sociale
CTSM: la casa non può diventare un lusso nemmeno per chi lavora. Censimento del patrimonio pubblico e rilancio dell’edilizia sociale le prime risposte possibili. L’emergenza abitativa è ormai un fenomeno sociale di vaste proporzioni. Riguarda una parte della popolazione che non riesce a trovare un’abitazione adeguata sotto il profilo ambientale, economico e sociale.
La crisi sta assumendo dimensioni internazionali preoccupanti, come accaduto di recente in Spagna. Il problema non tocca più soltanto le fasce meno abbienti: coinvolge sempre più lavoratori che un tempo ne erano estranei. A causa dell’erosione inflattiva degli stipendi, e di un mercato dalle dinamiche ormai fuori controllo, per loro mantenere un alloggio sta diventando insostenibile. Spendere oltre un terzo dello stipendio per pagare l’affitto non è più accettabile: servono contromisure per arginare il disagio sociale. Affrontare l’emergenza è complesso, ma verso la parte della popolazione in sofferenza la cosa pubblica ha il dovere di rispondere, offrendo fiducia e sostegni concreti.
Prima i dati, poi le scelte. Occorrono innanzitutto dati statistici per misurare il fenomeno, individuando le diverse fasce sociali e la qualità e quantità della domanda. Va inoltre valutato il tessuto urbano esistente, con un censimento di tutte le unità abitative di proprietà dello Stato, comprese le aree a vocazione residenziale anch’esse pubbliche. Se la rilevazione non offrisse i risultati sperati, sarà necessario promuovere soluzioni diverse. Sostegni immediati. Prima di intraprendere scelte urbanistiche, complesse e non sempre opportune, la struttura pubblica può valutare strumenti alternativi: contributi per accedere alle locazioni e per il pagamento del canone, garanzie sui crediti contratti con le banche, tempi concordati per gli sfratti, sostegno agli inquilini in difficoltà. Misure utili, ma non sufficienti. Per questo è necessario analizzare anche i vantaggi offerti dagli strumenti urbanistici.
Il ruolo dell’urbanistica. Indipendentemente dagli esiti del censimento delle proprietà, sarebbe opportuno intervenire sull’edilizia secondo le logiche della legislazione urbanistica. La nostra comunità ha sempre dedicato attenzione all’edilizia pubblica residenziale, prevedendo interventi attraverso i due strumenti urbanistici generali e, prima ancora, con le norme transitorie del territorio. Tali strumenti attuativi hanno contribuito a realizzare, con notevole successo, numerose strutture residenziali a carattere sociale in tutti i castelli. L’esperienza passata ha individuato diverse tipologie: edilizia sociale in affitto con possibilità di riscatto, edilizia sovvenzionata, case in cooperativa, tutte assegnate tramite bando. Oggi, per dare risposte puntuali all’emergenza casa, si potrebbe tornare a quel modello di edilizia sociale. Basterebbe verificare le proprietà dello Stato nelle attuali zonizzazioni residenziali, oppure convertire un’area interclusa alla residenza con un’apposita variante. Il co-housing, un modello da valutare con prudenza.
Dall’analisi del recente Piano Territoriale di Settore (PTS) emerge un generico modello di “co-housing”. Nato nei paesi scandinavi negli anni Sessanta, in particolare in Danimarca, prevede gruppi di alloggi privati con spazi comuni condivisi (cucine, lavanderie, giardini, sale giochi), progettazione partecipata, gestione affidata ai residenti e parcheggi fuori dalle aree residenziali. In Italia, però, fatica a decollare per la burocrazia, i costi elevati e una gestione non sempre condivisa; non mancano i casi di abbandono, dovuti all’assenza di un amministratore e alla perdita di privacy. CTSM ritiene che la strada più concreta sia partire da una fotografia precisa del patrimonio pubblico e rilanciare, con gli strumenti già sperimentati, l’edilizia sociale. L’obiettivo è garantire a chi vive e lavora a San Marino il diritto a una casa dignitosa e sostenibile.
Comunità e Territorio San Marino – Gruppo Civico


