Politica

San Marino. Guerrino Zanotti (Libera): “Case a prezzi accessibili, lo Stato torni a costruire”

Chi ricorda la poesia di Calzinazz in Amarcord di Fellini?

“Mio nonno fava i matoni, mio babbo fava i matoni, a faz i matoni anca me, ma la casa mia ‘ndov’è?”

Quella di Calzinazz era la condizione del proletariato nell’Italia degli anni ‘30/’40 del secolo scorso e alla quale, di certo, non sfuggivano i sammarinesi.

Oggi quella domanda, purtroppo, è tornata. Chi ha un lavoro, e magari due stipendi, fatica a pagare un affitto o a mettere insieme l’anticipo per un mutuo. Lo vivono i giovani che non riescono a lasciare la casa dei genitori, le coppie che rimandano un figlio perché una stanza in più non è sostenibile (oltre, ovviamente, ad altre motivazioni), chi ogni anno teme il rinnovo del contratto. Purtroppo, non è un problema dei più deboli: riguarda più che mai anche il ceto medio.

Non succede solo a San Marino. In Spagna, Francia, Italia e Portogallo affitti e prezzi d’acquisto sono fuori portata anche per chi un lavoro ce l’ha.

Le proteste di piazza di questi ultimi giorni nascono proprio da questo disagio , che vede milioni di famiglie vivere in situazioni di indigenza a causa della perdita drastica di potere d’acquisto. L’inflazione, le guerre e la forte instabilità geopolitica rendono ancora più incerto il futuro.

Ovunque i tentativi di risposta della politica, rispetto al problema casa, si somigliano: mutui più accessibili per la prima casa, contributi pubblici più generosi, regole sugli affitti brevi, tentativi di calmierare i canoni.

La Legge 64/2025 si è mossa su questi binari: rimborso statale degli interessi dal 65% all’80%, garanzia dello Stato sul mutuo per chi non ha sufficienti risorse per ottenerlo, canone calmierato, censimento degli alloggi sfitti, innalzamento dei requisiti per la concessione delle residenze atipiche per pensionati. Provvedimenti che vanno nella direzione giusta, ma i contributi aiutano a pagare la casa, non a trovarla. Se sul mercato le case restano poche, i prezzi restano alti, l’aiuto rischia di finire nei prezzi stessi. Anche co-housing e studentati, previsti dal Piano Strategico Territoriale, sono un passo giusto che, puntando a liberare gli alloggi dagli affitti brevi, vanno nella direzione di ampliare l’offerta del mercato immobiliare, ma richiedono tempo.

Dagli anni ’50 agli anni ’80, la risposta concreta dello Stato alle difficoltà della cittadinanza fu l’edilizia sociale-popolare: più alloggi sul mercato, a costi accessibili. A San Marino, da troppi anni, costruire è lasciato solo ai privati. Oggi come allora allo Stato si chiede di fare la propria parte in tempi brevissimi: realizzare case a prezzi calmierati per chi oggi non ha alternative.  Considerato che un intervento di questo tipo richiede tempi non brevissimi, è indispensabile che il Congresso di Stato avvii da subito l’elaborazione e il sostegno economico di un piano di intervento pubblico per la realizzazione di alloggi di edilizia popolare.

Calzinazz si chiedeva dove fosse la sua casa. Rispondere a quella domanda, oggi, vuol dire costruire case che chi lavora possa permettersi. Libera chiede che il Governo dia un segnale in questa direzione già con la prossima legge di Bilancio.

 GUERRINO ZANOTTI