Consiglio: affidamenti diretti fino a 25mila euro e nuove regole per proteggere il nome della Repubblica nelle attività sportive
Il caso del San Marino Calcio entra in Consiglio e divide l’aula: fino a dove può spingersi lo Stato per proteggere il proprio nome nello sport? E quali conseguenze può avere un cambio di denominazione imposto a campionato già iniziato? Sono le domande che hanno aperto il pomeriggio di giovedì 29 ottobre, chiuso con la ratifica a maggioranza di sei decreti. Provvedimenti che toccano anche acquisti pubblici, recupero dei suoli, istruzione superiore privata, contenimento dei piccioni e fiscalità delle imprese internazionali.
Sul calcio il confronto è partito in salita. Gian Matteo Zeppa, di Rete, ha messo in discussione l’urgenza dell’intervento. A sollevare dubbi anche Luca Della Balda, di Libera, già presidente del San Marino Calcio, che ha contestato il percorso scelto dal governo e alcuni aspetti della liquidazione dell’associazione sportiva collegata alla squadra di Eccellenza.
La tutela del nome della Repubblica raccoglie consensi, le modalità molto meno. Oscar Mina, del Pdcs, ha chiesto di proteggere il prestigio dello Stato senza penalizzare le realtà dilettantistiche che lavorano correttamente. Paolo Crescentini, del Psd, ha sostenuto l’impostazione, chiedendo però spiegazioni sull’urgenza e ribadendo che «Non si debbano mai fare leggi contro le persone». Da Rf, Nicola Renzi ha contestato la «fiera del decreto legge», chiedendo regole complessive sul nome e sui simboli dello Stato.
A cambiare il passo della discussione sono state le spiegazioni del segretario di Stato Rossano Fabbri. L’urgenza, ha chiarito, nasce dalla liquidazione coatta dell’associazione che detiene la matricola per partecipare ai campionati italiani, confermata da una sentenza d’appello. Una posizione distinta da quella della società per azioni. Fabbri ha respinto l’accusa di voler colpire Montanari e riconosciuto la necessità di precisare meglio a chi si applicano le nuove regole.
«Il ragionamento cambia. Cambia completamente», ha riconosciuto Zeppa. Il governo ha quindi accolto la modifica che circoscrive la disciplina alle associazioni, federazioni e società sportive di diritto sammarinese. Il regolamento del Cons, ha aggiunto Fabbri, era già stato corretto nella parte che riguardava le società estere. Rete ha ritirato le proposte di soppressione, mantenendo le perplessità sul termine di trenta giorni per cambiare denominazione e sulle sanzioni. Il testo modificato ha ottenuto il via libera.
Il terreno dello scontro si è poi spostato su asfalto, parcheggi e aree verdi. Il decreto sul recupero dei suoli punta a sostituire superfici impermeabili con spazi capaci di assorbire l’acqua piovana, riducendo anche l’accumulo di calore. Sono previste aree pubbliche sulle quali intervenire in via prioritaria e una monofase ridotta al 5% per l’acquisto di piante e materiali vegetali destinati ai lavori.
Francesco Mussoni e Massimo Maiani, del Pdcs, hanno chiesto di dare precedenza ai luoghi dove si concentrano edifici, attività e residenti. Dogana, centri abitati e zone industriali, dove gli interventi possono incidere maggiormente. Matteo Casali, di Rf, ha invece contestato il metodo della segreteria al Territorio, giudicando troppo limitati i progetti richiamati per piazzale Menicucci e il parcheggio 6 rispetto alla riqualificazione complessiva dei parcheggi 6 e 7 e dei collegamenti con il centro storico.
«Continuiamo ad andare avanti per slogan», ha attaccato Casali. La risposta di Matteo Ciacci è stata altrettanto netta: «C’è chi fa e c’è chi va al microfono a decantare». Il segretario di Stato ha rivendicato gli interventi avviati e difeso il decreto come uno strumento utile, pur riconoscendo che da solo non basta. Per la riqualificazione più ampia sollecitata nel dibattito, ha precisato, la stima è di 40 milioni di euro e servono tempi adeguati.
Michela Pelliccioni, del gruppo misto, ha portato il confronto sui rischi climatici, chiedendo una strategia coordinata con Protezione civile e Università. Sara Conti, di Rf, ha sollecitato una programmazione più ampia e chiarimenti sull’accesso dei privati agli incentivi. Libera ha difeso l’attività della segreteria: Giuseppe Maria Morganti ha richiamato la crescita di una cultura ecologica, mentre Giulia Muratori e Dalibor Riccardi hanno rivendicato le opere e le manutenzioni realizzate. Anche questo provvedimento è passato a maggioranza.
Sugli acquisti della pubblica amministrazione la novità è immediata: la soglia per affidare direttamente beni e servizi sale da 2.600 a 25mila euro. Per il segretario di Stato Andrea Belluzzi significa accorciare i tempi e dare ai dirigenti un’autonomia coerente con le responsabilità che vengono loro richieste. Resta il divieto di spezzare artificiosamente un acquisto in più parti per aggirare le procedure.
Il punto discusso in aula è chi controlla le scelte e come. Carlotta Andruccioli, di D-ML, ha chiesto garanzie sui prezzi, sulla concorrenza e sulla selezione dei fornitori. Iro Belluzzi, di Libera, ha condiviso la semplificazione, ma avvertito che «tutto diventa discrezionale, forse troppo discrezionale», proponendo una relazione sulle valutazioni svolte prima di assegnare le forniture.
Dal Psd, Matteo Rossi ha richiamato le difficoltà delle scuole, dove l’attesa di una gara può costringere a ricorrere a soluzioni sostitutive con ulteriori spese. Per Marco Mularoni, del Pdcs, l’aumento della soglia risponde a un’esigenza operativa, mentre l’adeguamento alle procedure europee richiederà un intervento più esteso.
Proprio sulle regole europee hanno insistito Casali e Antonella Mularoni, di Rf. Andrea Belluzzi ha annunciato che il testo unico per recepire le direttive sugli appalti è in fase avanzata e che, dopo questa tornata consiliare, potranno iniziare i confronti con le forze politiche. Ha inoltre aperto alla possibilità di una circolare per indirizzare le amministrazioni nella scelta delle procedure. Casali ha accolto con favore l’aggiornamento, chiedendo di accompagnare le imprese sammarinesi, soprattutto le piccole e medie, verso il nuovo mercato.
Il passaggio sugli istituti di istruzione superiore privati ha avuto toni più distesi. Le spese delle valutazioni necessarie a confermare l’accreditamento saranno a carico degli istituti richiedenti, senza ulteriori oneri per il bilancio pubblico. Il segretario di Stato Teodoro Lonfernini ha riferito che sono attualmente operative UIPA e Regent European University, mentre altre tre iniziative attendono una valutazione.
Renzi ha chiesto attenzione alla qualità e un quadro aggiornato delle attività. Maria Donatella Merlini, del Psd, ha insistito sulla necessità di controlli sostanziali: «L’accreditamento non può ridursi a un adempimento amministrativo o a una verifica iniziale di documenti, deve essere una garanzia sostanziale». Lonfernini ha condiviso il richiamo, spiegando che l’offerta privata deve integrare quella pubblica e restare sottoposta a un monitoraggio rigoroso.
Spazio anche al problema dei piccioni, arrivato in aula dopo episodi che hanno reso necessaria la chiusura temporanea di alcuni uffici a Palazzo Giangi. Il decreto permette di introdurre ordinanze e sanzioni contro la somministrazione di cibo, all’interno di un piano di contenimento senza abbattimenti.
Aida Maria Adele Selva, del Pdcs, ha spiegato che l’impiego di sostanze ad azione antifecondativa richiede di impedire l’alimentazione incontrollata degli animali, che può compromettere il trattamento. Casali ha contestato il ricorso a un decreto per questo tipo di intervento. Zeppa ha chiesto che i risultati vengano verificati nel tempo e riportati nelle commissioni competenti.
L’ultimo via libera ha riguardato gli accordi preventivi per le imprese che operano in più Stati, attraverso stabili organizzazioni o società collegate. L’obiettivo è dare maggiore certezza sul trattamento fiscale. Marco Gatti ha spiegato che lo strumento è stato sviluppato anche nel confronto con il ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, ma potrà essere applicato nei rapporti con altre amministrazioni fiscali estere. A gestirlo sarà la segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio, attraverso l’ufficio tributario.
La seduta si è interrotta poco dopo le 19.30. I lavori riprenderanno mercoledì 4 novembre alle 9, a Palazzo pubblico.


