San Marino. DML: la firma dell’Accordo non cancella le domande che poniamo da mesi
L’Accordo di Associazione con l’Unione Europea è stato firmato. Per DOMANI – Motus Liberi questo non modifica la posizione sostenuta con continuità durante tutto il percorso: non siamo mai stati contro l’Europa. Abbiamo contestato il metodo con cui il Governo ha gestito un passaggio destinato a incidere profondamente sul futuro della Repubblica.
Abbiamo sempre distinto due questioni che qualcuno ha cercato troppo spesso di confondere: da una parte il rapporto strategico di San Marino con l’Unione Europea, dall’altra la necessità di verificare con serietà come il Paese viene preparato alle conseguenze dell’Accordo.
Da almeno due anni chiediamo una vera valutazione degli impatti: costi per lo Stato, personale necessario, organizzazione della Pubblica Amministrazione, conseguenze per cittadini e imprese, adeguamenti normativi e amministrativi. Non rassicurazioni generiche, ma numeri, responsabilità e strumenti per comprendere concretamente cosa cambierà.
Allo stesso modo abbiamo sempre sostenuto che l’Accordo UE non possa essere considerato, da solo, una strategia di sviluppo economico. L’Europa può offrire opportunità importanti, ma quelle opportunità devono essere inserite in un progetto nazionale di sviluppo: competitività delle imprese, attrazione di investimenti, infrastrutture, energia, sistema finanziario, Pubblica Amministrazione efficiente e tutela delle specificità sammarinesi.
Per questo D-ML ha chiesto contemporaneamente uno studio sugli impatti dell’Accordo e la predisposizione di un Piano Strategico di Sviluppo Economico della Repubblica.
C’è poi una questione democratica che abbiamo posto con altrettanta chiarezza. Quando un accordo internazionale modifica stabilmente il rapporto fra la Repubblica e organismi sovranazionali, riteniamo che i cittadini debbano poter avere l’ultima parola. Non ci siamo limitati a dichiararlo: il 9 luglio 2026 D-ML ha depositato un Progetto di Legge Qualificata per introdurre il referendum confermativo obbligatorio per gli accordi internazionali che incidono stabilmente sulle competenze sovrane della Repubblica. Una decisione così importante, che cambia la vita della nostra Repubblica, deve essere avvallata dalla decisione dei Cittadini nell’esercizio dei poteri democratici.
Il 12 ottobre, nella Commissione congiunta dedicata al recepimento dell’acquis europeo, il nostro consigliere Carlotta Andruccioli ha chiesto l’esistenza di un cronoprogramma complessivo che indichi, per ogni settore, fasi, responsabili, scadenze, priorità e risorse disponibili, chiedendo inoltre chi dovrà intervenire in presenza di ritardi, sovrapposizioni o decisioni politiche ancora da assumere. Questo è esattamente il punto che poniamo oggi.
La firma non conclude il percorso: apre la fase più difficile.
Ora occorre trasformare l’Accordo in norme, procedure, strutture amministrative, competenze e strumenti realmente funzionanti. Per farlo serve una roadmap pubblica, completa e verificabile, accompagnata da un controllo politico costante del Consiglio Grande e Generale.
DOMANI – Motus Liberi continuerà quindi a chiedere ciò che ha chiesto fin dall’inizio: Europa sì, ma con strategia, preparazione, trasparenza e partecipazione democratica. Perché un Accordo di questa portata non si misura il giorno della firma. Si misura dalla capacità del Paese di governarne le conseguenze.
DOMANI – Motus Liberi


