Politica

San Marino. Che la libertà continui a illuminare il cammino della Repubblica. Il discorso dei Capitani Reggenti eletti al Corpo Diplomatico

La Reggenza è particolarmente lieta di accogliere oggi, per la prima volta in questa Sala, Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico e Decano del Corpo Diplomatico accreditato presso la Repubblica di San Marino, al quale desidera rivolgere il più vivo e cordiale benvenuto e l’auspicio di un intenso e proficuo Mandato.

Grazie, Gentile Eccellenza, per le parole, i moniti e i messaggi che ha inteso indirizzare alla Repubblica e alle sue Istituzioni, e per il richiamo ai valori che appartengono alla storia e all’identità di San Marino: la libertà, la pace il rispetto della dignità umana e la solidarietà.

In questa solenne Cerimonia, ancor più avvalorati dalla Sua presenza sul Titano, con accorato pensiero sempre vivido e commosso, desideriamo rievocare la più recente Visita pastorale a San Marino di Sua Santità Papa Leone XIV, che ha rappresentato una delle più belle pagine recenti della storia politico-istituzionale, civile e spirituale della nostra Repubblica, di cui serberemo nel cuore un ricordo indelebile.

È ancora viva nelle Istituzioni e pulsante nella nostra comunità, la successione della straordinaria giornata del 22 agosto scorso che, attraverso le parole del Santo Padre, ha saputo parlare al mondo attraverso la storia e la tradizione di San Marino, la sua vocazione alla pace, alla libertà e al dialogo. Papa Leone XIV ha riconosciuto nella nostra esperienza istituzionale la capacità di essere luogo, nel quale la prossimità delle Istituzioni ai cittadini, il rispetto della dignità umana e la partecipazione democratica, possono tradursi in una forma concreta di buona politica.

La definizione che il Santo Padre ha riservato alla Repubblica, quale “laboratorio di buone pratiche”, ci invita a non considerare la nostra storia soltanto un patrimonio da custodire, ma un’esperienza vivente, dalla quale trarre strumenti per affrontare le sfide del nostro tempo, mai abdicando ad offrire un contributo concreto alla pace, alla libertà e alla pacifica convivenza fra i Popoli.

In questo spirito, salutiamo con sentimenti di alta stima e deferenza i Rappresentanti del Corpo diplomatico e consolare oggi convenuti, che ci offrono l’opportunità di rinnovare il valore che la Repubblica attribuisce al rapporto con la comunità diplomatica, quale espressione concreta di una rete di relazioni che, anche nei momenti più complessi, continua a rappresentare uno degli strumenti fondamentali della convivenza internazionale.

Per questa ragione, plaudiamo convintamente alla testimonianza che offrite, anche attraverso la Vostra odierna partecipazione, al senso pieno della cooperazione fra Stati e al valore del multilateralismo, nel rapporto con le Organizzazioni di cui siamo parte.

Con analoghi sentimenti di alta stima e amicizia, porgiamo un cordiale saluto al Rappresentante dell’Ambasciatore d’Italia, rinnovando il nostro vivo apprezzamento per la costante collaborazione politico-diplomatica che l’Ambasciata d’Italia assicura da sempre alle Istituzioni sammarinesi, in un rapporto che si fonda su una storia condivisa, su legami autentici, personali, storici, sociali e culturali e su una vicinanza e un confronto quotidiani, fra i nostri Paesi e i nostri Popoli.

In questa nuova stagione europea, che San Marino è prossima ad inaugurare, ancor più compiutamente, attraverso l’imminente firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione europea, è innegabile riconoscere all’Italia, lo status di nostro primo alleato nel percorso di maggiore integrazione europea; La nostra condizione di enclave geografica con una lunga tradizione di interazioni storiche e culturali, si traduce oggi anche in una rinnovata e concreta collaborazione, che reputiamo strategica, per affrontare insieme le trasformazioni e gli impegni che il nuovo rapporto con l’Unione europea comporterà.

Accogliamo oggi con sincera gratitudine e sentimenti di amicizia e vivace collaborazione, Sua Eccellenza Imma Tor Faus, Ministra per gli Affari Esteri del Principato di Andorra, alla quale rinnoviamo il benvenuto in Repubblica e la più sincera gratitudine per aver accolto l’invito ad essere Oratore Ufficiale della Cerimonia di Insediamento dei nuovi Capitani Reggenti.

La Sua presenza, Gentile Eccellenza, in questo particolare momento, assume un significato che va ben oltre le storiche e proficue relazioni bilaterali e che oggi si connota per la condivisione di un comune percorso che da anni ci ha avvicinato, in una collaborazione intensa e stringente, verso la maggiore integrazione europea; ed anche grazie a tale percorso, le nostre Istituzioni e i nostri popoli si sentono oggi ancora più amici e solidali.

Siamo certi che d’ora innanzi, San Marino e Andorra proseguiranno con rinnovato impegno nel cammino intrapreso, collaborando affinché l’Accordo di Associazione possa trovare piena e concreta attuazione, a beneficio dei nostri due Paesi e dei rispettivi cittadini.

Per queste ragioni, mossi dal più alto senso dello Stato, con fiducia ed emozione, ci accingiamo ad avviare un semestre di cui rimarrà traccia nella storia e nella memoria della Repubblica; il 19 ottobre prossimo, San Marino firmerà l’Accordo di Associazione con l’Unione europea, il cui lungo e articolato percorso affonda le proprie radici in oltre un decennio di negoziato e, più ampiamente, in una scelta, politica e istituzionale, maturata ponderatamente, attraverso tanti momenti di confronto, che hanno progressivamente coinvolto le Istituzioni, le parti sociali, le categorie economiche, i portatori di interesse e, più in generale, la società sammarinese. Sono state superate anche difficoltà sopraggiunte e diverse contingenze, tutte affrontate sempre nella convinzione che il rapporto con l’Europa rappresentasse una componente essenziale e dirimente della prospettiva futura della Repubblica.

Oggi quel cammino compie un passo che ne rinnova il significato: la firma dell’Accordo non chiude una pagina, ma ne apre una nuova, affidando alle nostre Istituzioni il compito di trasformare il percorso compiuto in nuove opportunità e in orizzonti ancora più ampi e strutturati.

L’Accordo di Associazione non rappresenterà soltanto un nuovo quadro di regole nei rapporti con l’Unione europea, ma richiederà alla Repubblica una capacità nuova di misurarsi con istituzioni, procedure e interlocutori esterni, rafforzando competenze e professionalità, in grado di accompagnare progressivamente San Marino verso un nuovo quadro di integrazione, per promuovere e garantire il suo ulteriore sviluppo economico, sociale e culturale.

Sarà un prossimo futuro altamente sfidante per la Repubblica, nel quale risulta imperativo – e la Reggenza intende celebrarne pubblicamente e degnamente l’avvio e conferma fin da ora il forte interesse a seguirne il percorso – che le nostre Istituzioni sappiano affrontare il cambiamento con visione aperta e lungimiranza, con responsabilità e capacità di indirizzo, affinché le opportunità derivanti dall’Accordo possano presto tradursi in benefici concreti per i cittadini, per le imprese e per i nostri giovani.

Guardiamo con fiducia alle nuove possibilità che potranno aprirsi negli ambiti della formazione, degli scambi economici e culturali e per una più ampia partecipazione della Repubblica alle dinamiche europee, rafforzandone la soggettività internazionale; e siamo altresì consapevoli che il percorso associativo non comporterà alcuna rinuncia alla nostra identità. Al contrario, sarà l’occasione per portare nella dimensione europea ciò che San Marino è, ciò che rappresenta e ciò che nei secoli ha saputo costruire.

Spostandoci verso la roccaforte del diritto, rappresentata in ambito multilaterale europeo, dal Consiglio d’Europa, ci preme richiamare in questo semestre il contestuale ventesimo anniversario della seconda Presidenza sammarinese del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, esercitata dal novembre 2006 a maggio 2007; una ricorrenza, questa, che ci invita a guardare alla nostra esperienza europea ed alla nostra postura internazionale votate da sempre all’affermazione della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto.

In questa prospettiva, vent’anni dopo, un modo concreto per contrastare oggi ciò che divide, radicalizza e alimenta totalitarismi esasperati e violenza, è quello di promuovere esempi positivi: esperienze nelle quali il dialogo, il rispetto, la cooperazione e la tutela dei diritti, dimostrino concretamente che esistono alternative alla contrapposizione. San Marino può e deve contribuire a questo percorso, dall’alto del suo esempio di “polis vivente”, nella quale riconoscere non un modello da imporre, bensì un’esperienza da condividere.

Il patrimonio di valori della Repubblica si declina anche nei suoi strumenti votati alla formazione, alla ricerca e alla diffusione del sapere; a tal riguardo, richiamiamo con soddisfazione il grande potenziale e la ricchezza rappresentata dalla nostra Università degli Studi.

Per la Repubblica di San Marino, l’Ateneo rappresenta un vero e proprio volano strategico: per la capacità di innovare, di promuovere conoscenza e di attrarre competenze. Una capacità che assume un valore ancora maggiore quando ricerca, formazione e competenze riescono a dialogare con le Istituzioni e con il tessuto economico e sociale del Paese, contribuendo a generare nuove professionalità e opportunità.

L’Università è dunque parte integrante di quella infrastruttura culturale e civile che permette a un Paese di guardare al futuro, rafforzando la propria identità. Sottolineiamo con soddisfazione il continuo e virtuoso investimento del nostro Ateneo, adottato anche nel corso del periodo più recente, che ha visto uno slancio e un progressivo impulso, attraverso progetti di respiro internazionale, indiscussi riconoscimenti e un’ampia affermazione nella comunità accademica.

Questo nuovo capitolo della storia sammarinese si apre, tuttavia, in un contesto internazionale segnato da profonde tensioni e da conflitti aperti, che stanno modificando gli assetti geopolitici, con violazioni, più o meno evidenti, del diritto internazionale e umanitario.

In questo scenario, San Marino intende continuare a riaffermare con coerenza la sua storica posizione, che parte dall’assunto che nessun conflitto può trovare una soluzione duratura attraverso la sola forza e nessuna pace può essere costruita attraverso la negazione dell’altro.

La tradizione di neutralità attiva, che ci rende altamente orgogliosi al cospetto della comunità internazionale, ci impone comunque di non essere indifferenti, ma di continuare a sostenere il dialogo, la mediazione e tutti gli strumenti diplomatici, capaci di condurre alla composizione pacifica delle controversie.

È in questa prospettiva che il multilateralismo conserva per San Marino un valore essenziale. Per la Repubblica, la dimensione multilaterale rappresenta uno spazio nel quale la voce di ciascun Paese può trovare ascolto, nel quale il confronto può prevalere sulla contrapposizione ed anche gli Stati più piccoli possono concorrere alla definizione delle risposte alle grandi questioni del nostro tempo.

Perché anche un piccolo Stato può fare la differenza; può farlo quando sceglie di non rimanere spettatore; quando porta nelle sedi internazionali la propria esperienza; quando sostiene principi nei quali crede; quando mette a disposizione la propria credibilità, per favorire il confronto e la ricerca di soluzioni condivise.

San Marino ne è testimonianza, attraverso una presenza internazionale che, nel corso della sua storia, ha saputo affermare la propria identità, proprio facendo della pace, del dialogo e della cooperazione, elementi qualificanti della propria azione.

Una presenza non disgiunta dal costante afflato umanitario, che caratterizza la Repubblica anche nelle azioni di solidarietà, da sempre realizzate in favore di fasce di popolazioni che vivono gli orrori dei conflitti e la povertà, morale e materiale. Plaudiamo al progetto di accoglienza in favore di cittadini palestinesi e allo sforzo del nostro Stato a farsi prossimo e a rinnovare lo spirito di accoglienza tradizionalmente più volte manifestato.

Questa consapevolezza deve accompagnarci anche nel guardare al futuro, fedeli alla nostra storia e senza timori nel cambiamento.

L’intelligenza artificiale, la trasformazione digitale e l’evoluzione tecnologica, stanno modificando profondamente il modo in cui viviamo, lavoriamo e amministriamo la cosa pubblica.

E ci impongono, soprattutto, una riflessione sul significato della libertà, per secoli difesa attraverso la tutela dello spazio fisico, delle istituzioni, delle leggi e dei diritti. Oggi la gran parte delle decisioni passa attraverso sistemi digitali, algoritmi e strumenti tecnologici che orientano, selezionano e organizzano una quantità sempre maggiore di informazioni.

Nel nostro alto ruolo di garanti delle Istituzioni, non possiamo e non vogliamo limitarci ad assistere a questa trasformazione, senza vigilare attentamente sull’adozione di corretti strumenti per governarla, accompagnarla e utilizzarla nell’interesse della collettività, pur mantenendo sempre la centralità della persona e la sua dignità.

In questo quadro si inscrive il dibattito internazionale sul governo dell’intelligenza artificiale. San Marino ha scelto di partecipare a questo percorso anche attraverso la firma, nel 2024, della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale, i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto.

All’assunzione del nostro Alto Mandato ci compete anche richiamare – e siamo certi che siano indirizzi condivisi dalla nostra popolazione – quanto governare la tecnologia significhi decidere ciò che vogliamo delegare e ciò che deve rimanere responsabilità dell’uomo.

Ed è in questo passaggio che si trova uno dei punti nevralgici fra il nostro passato e il nostro futuro. Ogni epoca ha chiesto alla Repubblica di utilizzare strumenti nuovi per proteggere valori antichi. Oggi gli strumenti cambiano, ma la responsabilità rimane la stessa.

La Repubblica può e deve aspirare a diventare un esempio di buone pratiche anche in questo campo: uno Stato capace di coniugare una tradizione istituzionale secolare con l’innovazione, la modernizzazione dei servizi e una gestione responsabile delle nuove tecnologie. La nostra dimensione può consentirci anche di sperimentare soluzioni innovative in contesti regolati, trasparenti e verificabili, nei quali Istituzioni, ricerca, competenze professionali e realtà economiche, possano concorrere a trasformare l’innovazione in opportunità concrete per il Paese.

Abbiamo particolarmente a cuore e volgiamo uno sguardo attento a coloro che avranno il testimone di questa sfida epocale in corso: i nostri giovani, affinché si offrano loro non soltanto competenze tecniche, ma cultura, capacità critica e gli strumenti necessari per comprendere e orientare consapevolmente le tecnologie che saranno chiamati a utilizzare. I giovani, tuttavia, non sono soltanto coloro ai quali consegnare la Repubblica di domani: sono già oggi protagonisti della sua trasformazione e devono poter contribuire, con le loro idee, le loro competenze e il loro coraggio, a costruirne il futuro.

Per San Marino, questa capacità di sperimentare può diventare una risorsa, solo se accompagnata da competenza, trasparenza e regole chiare.

Ma ogni progresso, per essere realmente tale, necessita di Istituzioni solide. È quindi alle Istituzioni della Repubblica che desideriamo rivolgere un richiamo particolare, affinché sappiano continuare ad esercitare il proprio ruolo di indirizzo, presidio e garanzia, accompagnando il cambiamento con lo sguardo rivolto ai principi profondi che tengono unita la nostra comunità.

In questo quadro, assume un valore fondamentale il corretto e autorevole funzionamento del Consiglio Grande e Generale, luogo nel quale la varietà delle espressioni politiche, deve potersi esprimere nel pieno rispetto delle regole, attraverso un sano confronto, plurale e non pregiudiziale e un’assunzione piena responsabilità.

La democrazia vive infatti non soltanto della possibilità di esprimere opinioni differenti, ma anche della capacità di ascoltare quelle degli altri, di riconoscere la legittimità del confronto e di ricercare, nel rispetto delle diverse sensibilità, le soluzioni migliori per la comunità.

Ma il richiamo alla responsabilità riguarda anche, e in modo particolare, chi è chiamato a esercitare le più alte funzioni istituzionali. La Reggenza non appartiene a chi temporaneamente la esercita, ma appartiene alla Repubblica. È nella consapevolezza di questa continuità che si compie il senso più alto del mandato: ricevere per un tempo limitato una funzione che appartiene alla storia della Repubblica e riconsegnarla, al termine del proprio incarico, a chi verrà dopo di noi, con la stessa fedeltà con cui ci è stata affidata.

La separazione e l’equilibrio dei poteri dello Stato, il rispetto del corpus normativo, la piena osservanza della Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini e dei principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese, costituiscono il perimetro entro il quale ogni Istituzione è chiamata ad agire.

È nel sapiente equilibrio dei poteri, nel primato della legge e nella responsabilità con cui ciascuna Istituzione è chiamata a esercitare la propria funzione che la libertà trova il suo presidio più autentico. È in questo delicato equilibrio, consegnatoci dalla storia e affidato alla nostra responsabilità, che la Repubblica rinnova ogni giorno la propria fedeltà ai principi sui quali ha edificato la propria esistenza.

E allora, nel volgere lo sguardo alla lunga storia di San Marino, tornano a noi le parole con cui Carducci volle celebrarne l’essenza più profonda: «la libertà perpetua». Non soltanto un’eredità da custodire, ma una promessa da rinnovare; non soltanto un patrimonio del passato, ma una libertà che chiede responsabilità, capacità di affrontare il cambiamento e fiducia nelle generazioni chiamate a costruire il futuro.

Che questa libertà continui dunque a illuminare il cammino della Repubblica; che sappia vivere nelle sue Istituzioni, nelle sue leggi e nella coscienza dei suoi cittadini; e che San Marino possa continuare a consegnarla, intatta e viva, alle generazioni che verranno.