San Marino. Dopo 80 anni di storia della Fratelli Benedettini Spa, il il passaggio alla terza generazione: Roberto Benedettini lascia la presidenza al nipote Michael
Ci sono giorni in cui un imprenditore non firma un bilancio, ma una pagina di storia. Ieri è stato uno di quei giorni. Dopo una vita intera dedicata all’azienda fondata dalla mia famiglia, rassegno le dimissioni da Presidente della Fratelli Benedettini S.p.A. e affido la guida della società a mio nipote Michael Benedettini, terza generazione della nostra famiglia.
Lo faccio con la serenità di chi sa di consegnare un’impresa solida a mani giovani, piene di energia e di entusiasmo, e con la commozione di chi, in ogni chilometro percorso dai nostri autobus, ha sempre rivisto il volto di mio padre. Era il 7 marzo 1946. La guerra era finita da pochi mesi, la ferrovia che collegava San Marino a Rimini era distrutta, il Paese aveva bisogno di ricominciare a muoversi. Mio padre Fortunato, che tutti sul Titano chiamavano Nando, e suo fratello Giuseppe, due dei quattordici fratelli Benedettini, presero due autobus, un Fiat 621 e un Fiat 626, e inaugurarono la prima corsa di linea tra San Marino e Rimini. La targa di quella prima corriera era SM 001: il numero uno.
Non per superbia, ma perché qualcuno doveva pur essere il primo a credere che la ricostruzione passasse anche dalla strada. Da quel giorno sono trascorsi ottant’anni. Ottant’anni di corse, di milioni di chilometri e di milioni di passeggeri; di collegamenti che hanno unito la Repubblica alla Riviera, a Bologna, all’Italia; di crisi attraversate a testa alta, l’ultima, la pandemia, la più dura della nostra storia, e di un principio mai negoziato: l’azienda è una famiglia, e la famiglia è un’azienda al servizio del proprio Paese.
Nulla di ciò che abbiamo costruito sarebbe stato possibile da solo. Il mio primo pensiero va a mio fratello Pierluigi, con cui da oltre trent’anni condivido ogni scelta aziendale: questa storia è nostra, scritta a quattro mani, giorno dopo giorno, senza che mai l’unità della famiglia venisse messa in discussione. Come fecero Giuseppe e Nando, così abbiamo fatto noi.
A Michael, e con lui a tutta la terza generazione, ho consegnato ieri non un’azienda, ma una responsabilità: quella verso i nostri dipendenti, verso i passeggeri che ogni giorno ci affidano i loro viaggi, verso la Repubblica di San Marino e verso la memoria di chi, nel 1946, partì con due autobus e una promessa. So che sapranno onorarla, perché l’hanno respirata fin da bambini. Quanto a me, non mi fermo: mi dedicherò con rinnovata energia al progetto del Rimini Calcio, alla crescita dei suoi giovani, e alle altre attività imprenditoriali in Italia. Cambia il ruolo, non cambia lo spirito: continuare a costruire, continuare a servire. Mio padre diceva che un autobus non è mai vuoto, perché porta sempre con sé la fiducia di chi lo aspetta alla fermata. Dopo ottant’anni, quella fiducia è intatta.
Ora tocca a Michael guidarla verso i prossimi ottanta. Buon viaggio, Fratelli Benedettini.
Roberto Benedettini
Presidente uscente, Fratelli Benedettini S.p.A.


