Politica

Consiglio, giornata delle Istanze: sì al cambio di genere e agli atti esteri, bocciata la doppia genitorialità

Una giornata segnata soprattutto dalle Istanze d’Arengo e dai diritti civili, con votazioni destinate ad aprire nuovi cantieri legislativi ma anche con una bocciatura netta. Il Consiglio Grande e Generale ha detto sì alla disciplina per la rettifica del genere nei documenti, ha approvato la richiesta di regolamentare la registrazione degli atti di nascita e adozione formati all’estero per le famiglie omogenitoriali, ma ha respinto l’Istanza sulla responsabilità genitoriale e sulla registrazione di entrambi i genitori. Sullo sfondo anche il via libera alle nuove modalità di allestimento dei seggi elettorali nelle scuole.
La prima richiesta affrontata dall’Aula è stata l’Istanza 53, nata da un problema molto pratico: l’abitudine di togliere o coprire cartelloni, disegni e altro materiale didattico nelle aule trasformate in seggi elettorali. Il governo ha chiarito che la normativa vieta la presenza di materiale riconducibile alla propaganda politica, ma non impone di svuotare completamente le pareti delle scuole. Dalle prossime consultazioni dovranno quindi essere rimossi o oscurati soltanto simboli, messaggi o materiali in grado di influenzare il voto. Tutto il resto potrà rimanere al proprio posto. L’Istanza è stata approvata a maggioranza.

Il clima è cambiato con l’Istanza 47, dedicata alla rettifica del genere nei registri e nei documenti dello Stato Civile. Il governo ha espresso un parere “ampiamente favorevole”, riconoscendo l’esistenza di un vuoto normativo: oggi San Marino non dispone di una disciplina organica e i casi vengono affrontati attraverso il ricorso al Tribunale o, quando possibile, facendo leva su provvedimenti ottenuti in altri ordinamenti.

Sul principio si è registrata un’apertura piuttosto larga, ma il confronto politico si è acceso sui paletti e sul percorso da seguire. Libera ha chiesto regole rapide e trasparenti; Repubblica Futura si è detta favorevole chiedendo criteri precisi; dal Pdcs è arrivato l’invito a evitare “tifosismi ed estremismi di parte”. Più prudente Domani – Motus Liberi, con Gaetano Troina contrario a titolo personale e Fabio Righi concentrato sulle conseguenze giuridiche, sulla privacy, sugli archivi e sulla gestione sanitaria.

A dividere maggioranza e parte dell’opposizione è stato soprattutto l’ordine del giorno collegato all’Istanza 47. Il documento impegna il governo ad approfondire criteri medici e giuridici, procedura e copertura sanitaria attraverso un tavolo tra Interni, Giustizia e Sanità, con l’obiettivo di predisporre gli interventi normativi entro febbraio 2027. Per la maggioranza è il modo per trasformare il sì all’Istanza in un percorso concreto; per Rete rischia invece di diventare un “percorso ad ostacoli”. Gian Matteo Zeppa lo ha definito una “appropriazione indebita”, mentre Michela Pelliccioni ha parlato di “un autentico valore aggiunto”. Alla fine sono passati sia l’Istanza 47 sia l’Odg.

Ancora più acceso il confronto sulle Istanze 48 e 49, discusse insieme e dedicate alle famiglie omogenitoriali. La 48 chiede di disciplinare la registrazione a San Marino degli atti di nascita e di adozione formati all’estero; la 49 punta invece a regolamentare la responsabilità genitoriale e la registrazione di entrambi i genitori. Il governo ha espresso parere favorevole su entrambe, mettendo al centro la necessità di garantire uno status giuridico ai minori già esistenti.

È qui che le distanze politiche sono diventate più evidenti. Nel dibattito sono entrati il riconoscimento della seconda figura genitoriale, l’adozione del figlio del partner, la filiazione biologica, l’adozione semiplena, il recepimento degli atti stranieri e anche il tema della gestazione per altri. Libera e Rete hanno sostenuto entrambe le Istanze contestando l’Odg, mentre nel Pdcs Manuel Ciavatta ha chiarito la linea del partito: sì alla 48, no alla 49 e sì al documento di mediazione. Anche dentro Repubblica Futura sono emerse sensibilità differenti.

Proprio l’ordine del giorno presentato da Pdcs, Psd, Alleanza Riformista e dalle indipendenti Giovanna Cecchetti e Michela Pelliccioni è diventato il punto di caduta della maggioranza. Il documento separa le valutazioni sulle modalità attraverso cui si è originata la filiazione dalla necessità di garantire comunque tutela ai bambini già nati. Il governo dovrà verificare le regole per la registrazione degli atti formati all’estero, approfondire l’istituto dell’adozione semiplena e valutare se siano necessarie altre modifiche legislative per garantire status del minore, responsabilità genitoriale, successione e cittadinanza. Entro febbraio 2027 dovrà riferire alla Commissione competente.

Il verdetto dell’Aula ha così tracciato una linea precisa. L’Istanza 48 è stata approvata a maggioranza. La 49 è stata invece bocciata con 14 voti favorevoli, 23 contrari e 14 astensioni. Via libera anche all’ordine del giorno della maggioranza. Il dossier sulla tutela dei minori nelle famiglie omogenitoriali, dunque, non si chiude con il no alla 49: una parte delle questioni sollevate rientrerà nel lavoro di approfondimento affidato al governo.

Prima del lungo confronto sulle Istanze, il Consiglio aveva affrontato anche alcuni passaggi istituzionali. Sono state approvate le sostituzioni negli organismi consiliari legate all’imminente semestre reggenziale ed è arrivato all’unanimità il gradimento alla nomina di Paolo Pascucci a nuovo Rettore dell’Università di San Marino per il triennio 2026-2029, accompagnato dai ringraziamenti trasversali al Rettore uscente Corrado Petrocelli.

I lavori si sono fermati intorno alle 20.30 e riprenderanno venerdì 18 settembre alle 9.