Caso Zeppa, pressioni dopo il voto sulle residenze: “Il mio numero dato a persone interessate, non mi faccio prendere per la collottola”
Nel pomeriggio di giovedì 10 settembre, Prima del passaggio della Commissione Esteri alla seduta segreta, il confronto si accende su un episodio denunciato pubblicamente da Matteo Zeppa (Rete), che riferisce di essere stato contattato privatamente in seguito alle posizioni assunte su alcune pratiche di residenza discusse in regime di riservatezza. Zeppa spiega di basare le proprie valutazioni soprattutto su due elementi, eventuali precedenti penali e debiti nei confronti dello Stato, e contesta duramente il fatto che il proprio numero di cellulare possa essere stato fornito a persone direttamente interessate dalle pratiche esaminate. “Non accetto di sentirmi prendere per la collottola da chi ha precedenti penali o debiti verso lo Stato”, afferma, precisando inoltre che il suo numero sarebbe stato girato dal segretario particolare di un Segretario di Stato, escludendo però quelli presenti in Commissione. Da qui la richiesta di Zeppa di valutare, per il futuro, il ritorno alla seduta pubblica per questo tipo di pratiche: “Perché io a questi giochi non ci sto”. Il presidente della Commissione Michele Muratori definisce l’accaduto “un fatto deplorevole” e ricorda che la scelta della seduta segreta nasce dall’esigenza di tutelare dati sensibili come redditi, patrimoni, informazioni bancarie e situazioni riguardanti anche minorenni. Sottolinea però che quanto discusso in regime di segretezza dovrebbe rimanere all’interno della Commissione e assicura che si cercherà di evitare il ripetersi di episodi simili. Solidarietà nei confronti di Zeppa viene manifestata anche dai colleghi Mularoni, Renzi e Righi.


