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San Marino fa sempre meno figli, la CDLS: «Sostenere le famiglie non basta»

Sempre meno nascite e una popolazione che continua a invecchiare. La CDLS torna sulla crisi demografica della Repubblica partendo dagli ultimi dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica: nel primo semestre del 2026 sono state registrate 66 nascite, 16 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, contro 149 decessi.

Il saldo naturale dei primi sei mesi dell’anno scende così a -83, peggiorando ulteriormente rispetto al -60 registrato nel primo semestre del 2025. “Il dato più recente si inserisce in una tendenza ormai strutturale. È infatti dal 2017 che il saldo naturale continua a collocarsi su valori negativi” – si legge nel comunicato della CDLS –.

A pesare sul quadro demografico è anche il progressivo invecchiamento della popolazione. Secondo i dati riportati dal sindacato, l’età media è passata dai 42,90 anni del 2016 ai 46,42 del 2025, aumentando di oltre tre anni e mezzo nell’arco di un decennio.

Di fronte a questo scenario, la CDLS giudica positivamente il percorso avviato con la nuova normativa dedicata alla famiglia, attualmente al centro del confronto politico e istituzionale, sostenendo che la sua approvazione nella sessione di settembre del Consiglio Grande e Generale “non sia più rinviabile”.

Tra le misure indicate figurano l’estensione a 20 giorni del congedo di paternità retribuito al 100%, il rafforzamento del sostegno durante il congedo parentale, nuove tutele per le donne non occupate durante la gravidanza e il puerperio e maggiori agevolazioni per le famiglie monogenitoriali.

Il provvedimento prevede inoltre la possibilità per un genitore lavoratore di usufruire dell’indennità di malattia per assistere un figlio malato fino a 14 anni, il rafforzamento e l’adeguamento all’inflazione degli assegni familiari e un bonus di mille euro per ogni nuovo nato o adottato. Tra gli interventi anche il riconoscimento del caregiver familiare, con specifiche tutele economiche e previdenziali.

“Si tratta di interventi che vanno nella direzione giusta. Rendere meno difficile avere figli, distribuire più equamente il lavoro di cura e garantire condizioni lavorative compatibili con la genitorialità sono condizioni indispensabili per affrontare la denatalità. Ma non sono, da sole, sufficienti” – sottolinea la CDLS nel comunicato –.

Per il sindacato, infatti, il problema non può essere affrontato soltanto attraverso gli incentivi alla genitorialità. Occorre capire anche quanti giovani scelgano di restare a San Marino e quanti, invece, decidano di costruire altrove il proprio futuro.

“Non basta domandarsi come aiutare chi decide di avere figli. Prima ancora occorre chiedersi quante persone, proprio nelle età in cui normalmente si costruiscono relazioni, autonomia e progetti familiari, scelgono di rimanere a San Marino e quante, invece, decidono di costruire altrove il proprio futuro” – prosegue la nota –.

La questione, secondo la CDLS, riguarda quindi anche la capacità della Repubblica di offrire alle nuove generazioni condizioni lavorative, sociali e personali che consentano di costruire il proprio progetto di vita sul Titano.

Su questo fronte il sindacato annuncia nuovi approfondimenti. “La questione demografica non riguarda quindi soltanto il sostegno alla genitorialità, ma anche la capacità del Paese di creare le condizioni perché le nuove generazioni possano immaginare a San Marino il proprio progetto di vita” – conclude il comunicato –. Nelle prossime settimane la CDLS presenterà una serie di analisi dedicate alla dinamica demografica della Repubblica e, in particolare, alla capacità del sistema sammarinese di trattenere le fasce più giovani della popolazione.