San Marino. DML sull’Ospedale di Stato: non crollano solo i controsoffitti, crollano le scuse di questo governo
La situazione dell’Ospedale di Stato ha ormai superato il livello di guardia. Quello che fino a ieri poteva essere liquidato come una serie di episodi isolati appare sempre più come il sintomo di un progressivo deterioramento della struttura, frutto di anni di interventi rinviati e di un’assenza di programmazione che oggi presenta il conto. Nelle ultime ore si sono verificati fatti estremamente preoccupanti. Ieri entrambi gli ascensori della scala F sono rimasti contemporaneamente fuori servizio. Anche gli ascensori della scala D presenterebbero criticità, con inevitabili disagi per pazienti, operatori e visitatori.
Questa mattina il controsoffitto dell’area TAC è crollato a causa di una perdita d’acqua. Un episodio analogo ha interessato anche la Day Surgery, dove infiltrazioni provenienti dai lavori in corso nel reparto di Chirurgia hanno provocato il cedimento del controsoffitto. Secondo le informazioni in nostro possesso, la perdita avrebbe inoltre compromesso l’erogazione dell’acqua nell’area del Pronto Soccorso, mentre l’attività diagnostica della TAC starebbe subendo ritardi anche per gli esami urgenti, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione dell’emergenza-urgenza.
Non stiamo parlando di semplici disservizi. Stiamo parlando dell’unico ospedale della Repubblica di San Marino, del presidio sanitario al quale ogni cittadino affida la propria salute e nel quale medici, infermieri, tecnici e operatori continuano ogni giorno a garantire cure e assistenza con professionalità nonostante condizioni strutturali sempre più difficili. Le segnalazioni provenienti dai pazienti e da chi lavora quotidianamente all’interno dell’ospedale sono ormai costanti. E proprio chi si occupa della manutenzione conosce meglio di chiunque altro i limiti di una struttura che richiede interventi continui. Non è una questione di impegno o di professionalità di chi opera ogni giorno per mantenerla funzionante: è il segno evidente di un edificio arrivato al limite delle proprie possibilità. La manutenzione deve continuare e deve essere rafforzata. Nessuno può pensare che, nell’attesa di una soluzione definitiva, si possa abbassare la guardia sulla sicurezza di pazienti e lavoratori.
Ma sarebbe altrettanto irresponsabile continuare a credere che bastino interventi tampone per risolvere problemi che sono ormai strutturali. Ogni anno vengono impiegate risorse sempre maggiori per rattoppare un edificio concepito per una sanità profondamente diversa da quella di oggi. Ed è qui che emerge il vero problema politico. Che fine ha fatto il nuovo Ospedale di Stato? Per anni è stato indicato come un’infrastruttura strategica per il futuro del Paese, ma oggi sembra completamente scomparso dal dibattito pubblico. Qual è lo stato del progetto? Esiste ancora una pianificazione? Quali sono i tempi? Oppure il Governo ha deciso, senza dirlo ai cittadini, di rinunciarvi? La questione non riguarda soltanto un nuovo edificio. Riguarda il modello di sanità che vogliamo costruire per i prossimi decenni. Una sanità moderna richiede spazi adeguati, percorsi assistenziali efficienti, una migliore organizzazione della lunga degenza, tecnologie integrate e ambienti sicuri per pazienti e operatori.
Continuare a riorganizzare reparti, spostare servizi e investire continuamente su una struttura ormai inadeguata significa spendere risorse senza affrontare il problema alla radice. La nomina di un nuovo Segretario di Stato non cancella le responsabilità delle forze politiche che da anni – nei fatti – dirigono la sanità. Oggi non servono nuovi slogan, ma una scelta politica chiara: investire seriamente nella manutenzione dell’attuale struttura per garantire la sicurezza nell’immediato e, parallelamente, avviare con decisione il percorso per la realizzazione di un nuovo ospedale.
Per DOMANI – Motus Liberi è arrivato il momento della verità. Il Governo riferisca pubblicamente sulle reali condizioni dell’edificio, renda note le verifiche tecniche effettuate, illustri lo stato del progetto del nuovo ospedale e presenti una visione complessiva della sanità sammarinese per i prossimi venti o trent’anni. Perché il tema non è soltanto il controsoffitto che crolla oggi. Il vero problema è una politica che da troppo tempo rinvia le scelte strategiche. Senza una visione, continueremo a spendere sempre di più per inseguire le emergenze, invece di costruire una sanità moderna, sicura e all’altezza delle aspettative dei cittadini sammarinesi.


