Giochi del Titano, il polo di Rovereta che richiama giocatori da tutta la Riviera
Il Resto del Carlino ricostruisce quelli che definisce i “retroscena” dell’attività della Giochi del Titano, come noto al centro della bufera per un’indagine di riciclaggio. Ricostruisce Il Carlino che a Rovereta, a pochi chilometri dal confine con l’Italia e dal casello autostradale di Rimini, la Giochi del Titano continua ad attirare giocatori provenienti soprattutto dall’Emilia-Romagna e dalle Marche. Bologna e Ancona sono tra le città da cui arrivano i frequentatori della struttura, che prosegue l’attività fino alle prime ore del mattino.
Secondo quanto ricostruito da Il Resto del Carlino, la struttura dispone di oltre 240 slot machine nelle Sale Romeo e Diamond, operative dalle 14 alle 6, sette giorni su sette. Nelle ore serali sono attive anche la Keno Hall e le aree dedicate ai giochi americani, tra cui Black Jack e Fair Roulette. Un ruolo rilevante è svolto inoltre dalla Gt Poker room, che ospita tornei di Texas Hold’em.
La struttura non può essere definita formalmente un “casinò”. La ragione risale agli accordi tra San Marino e Italia sottoscritti dopo l’apertura del Kursaal nel 1949. Nel 1953, con il patto di buon vicinato, la Repubblica si impegnò a non aprire nuove case da gioco sul proprio territorio. Per questo la Giochi del Titano opera attraverso apparecchi elettronici e giochi di tipo americano, riferisce sempre Il Carlino, senza roulette francese tradizionale, né Chemin de Fer con croupier.
Fondata nel 2007, la società è diventata nel tempo una realtà strategica per le finanze pubbliche sammarinesi. Lo Stato ha acquisito progressivamente il 100% delle quote, rilevando anche il 24% ancora detenuto dalla Camera di Commercio per circa 8 milioni di euro, con un piano di pagamento destinato a concludersi nel 2027.
A confermare il peso economico della società sono i dati del bilancio 2025: oltre 31,5 milioni di euro di ricavi, più di 220.000 presenze e un utile netto di circa 8,5 milioni di euro.


