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San Marino. Attiva-Mente. Accertamento della disabilità: un’Istanza d’Arengo per una riforma organica della CASI

Abbiamo preparato un’Istanza d’Arengo per chiedere la riforma organica del sistema di accertamento della disabilità e della Commissione per gli Accertamenti Sanitari Individuali, la CASI. L’attuale disciplina continua infatti a fondarsi sulla Legge 10 marzo 1988 n. 35, approvata in un contesto storico, culturale e normativo profondamente diverso da quello attuale. Nel frattempo, la Repubblica di San Marino ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e ha approvato la Legge-quadro 10 marzo 2015 n. 28, introducendo principi che richiedono un approccio più moderno e rispettoso dei diritti della persona.

L’accertamento della disabilità non può più limitarsi alla rilevazione di una diagnosi, di una menomazione o di una percentuale. Deve considerare anche la situazione concreta della persona, le barriere che incontra nei diversi contesti di vita e i sostegni, gli accomodamenti e gli interventi necessari affinché possa partecipare pienamente alla vita della comunità. Da tali accertamenti possono dipendere l’accesso a prestazioni economiche, servizi, ausili, agevolazioni, interventi sociali e sanitari, opportunità lavorative e altri diritti fondamentali. Per questa ragione è necessario che il sistema sia fondato su criteri attuali, trasparenti e coerenti con la Convenzione ONU. L’Istanza non intende mettere in discussione la professionalità delle persone che operano o hanno operato nella CASI. La questione riguarda la disciplina nella quale sono chiamate a lavorare, che necessita ormai di una revisione complessiva e non di semplici modifiche parziali. La richiesta rivolta alle istituzioni è quindi chiara: superare l’impianto normativo del 1988 e predisporre una riforma organica del sistema di accertamento, dando piena attuazione ai principi già riconosciuti dalla Repubblica. Non si tratta soltanto di aggiornare la composizione o il funzionamento di una Commissione.

Occorre ripensare il significato stesso dell’accertamento, superando una logica che si limita a misurare quanto una persona sia considerata “limitata” e orientandolo, invece, all’individuazione, con la partecipazione diretta della persona interessata, di ciò che deve essere rimosso, adattato, sostenuto o garantito affinché possa esercitare pienamente i propri diritti e costruire il proprio Progetto di Vita. Proprio in queste ore, il Consiglio Grande e Generale è chiamato a discutere un’Istanza dedicata a questo tema, rispetto al quale il ruolo e il contributo della CASI risultano assolutamente fondamentali. Qualsiasi ipotesi di regolamentazione del Progetto di Vita elaborata senza il coinvolgimento effettivo delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità costituirebbe l’ennesima decisione assunta in aperta violazione del principio “Nulla su di noi senza di noi”. La riforma della CASI, in definitiva, e dell’intero sistema di accertamento della disabilità non è più rinviabile. Una normativa risalente a quasi quarant’anni fa non può continuare a rappresentare il principale riferimento per decisioni che incidono così profondamente sulla vita delle persone. Il testo completo dell’Istanza e le modalità per sottoscriverla sono disponibili sul sito di Attiva-Mente.