Accordo San Marino UE: le opinioni a caldo dei Consiglieri in Commissione Esteri (dal report di Askanews)
La Commissione Esteri riunita al Kursaal accoglie la comunicazione con soddisfazione del Segretario Beccari. È lui stesso a ricostruire gli ultimi passaggi di un percorso rimasto a lungo sospeso. Spiega che il Governo ha mantenuto il massimo riserbo fino all’ultimo per consentire alla procedura di seguire il proprio iter senza interferenze e ricorda che già il giorno precedente, in sede EFTA, gli Stati membri avevano espresso all’unanimità il consenso all’inserimento del dossier all’ordine del giorno del Coreper. Quella decisione si traduce quindi nell’adozione del testo come punto “senza discussione”, segnale che il consenso politico era ormai consolidato.
Il Segretario guarda già alla fase successiva, spiegando che nelle prossime ore sarà definito il calendario che porterà alla firma dell’accordo, prevista tra settembre e ottobre, se non emergeranno ostacoli tecnici. Da quel momento il dossier passerà a San Marino, con la ratifica affidata prima alla Commissione Affari Esteri e poi al Consiglio Grande e Generale. L’obiettivo del Governo è depositare gli strumenti di ratifica chiedendo contestualmente l’applicazione provvisoria dell’accordo, che Beccari ritiene possa partire dal 1° gennaio 2027. Chiude il suo intervento con parole che fotografano il valore politico del momento: “Questa è la notizia che tante volte avrei voluto comunicarvi nei mesi scorsi e che finalmente oggi posso dare“. Sottolinea: “Da oggi entriamo in una fase completamente nuova del nostro rapporto con l’Europa“.
L’annuncio trova un’accoglienza positiva in tutto l’arco consiliare. Gerardo Giovagnoli (PSD): “E’ una notizia attesa da tanto tempo”. Sostiene che il via libera del Coreper dimostra come il lungo rinvio non fosse legato alle vicende interne della Repubblica, ma esclusivamente alla posizione di un singolo Stato membro. “Da oggi cambia tutto: saremo noi ad avere la responsabilità del nostro futuro rispetto all’Accordo di Associazione”. Giovagnoli invita quindi Governo e Parlamento ad accelerare il lavoro di adeguamento dell’ordinamento, ricordando che l’Accordo di Associazione rappresenta uno dei rarissimi dossier capaci di unire quasi tutte le forze politiche nel corso di oltre undici anni di negoziato.
Nicola Renzi (RF), intervenendo prima dell’annuncio ufficiale del via libera del Coreper, esprime soddisfazione per l’imminente conclusione del negoziato, invita però a non archiviare quanto accaduto negli ultimi mesi. A suo giudizio resta infatti da chiarire il lungo stallo che ha rallentato l’iter dell’accordo e, in particolare, la coincidenza tra il dissequestro di alcune somme nella Repubblica e il successivo superamento del veto bulgaro. “Credo sia naturale interrogarsi su questa successione di eventi” afferma, sostenendo che Parlamento e cittadini abbiano il diritto di conoscere cosa sia realmente accaduto e auspicando che la futura Commissione d’inchiesta faccia piena luce sulla vicenda.
Antonella Mularoni (RF) concentra invece il proprio intervento sulla fase che si aprirà dopo il via libera europeo. Per Mularoni, l’Accordo di Associazione rappresenta una sfida soprattutto per il Parlamento e per la macchina amministrativa, chiamati a recepire rapidamente l’acquis comunitario. Sollecita quindi il Governo ad avviare quanto prima un confronto operativo e insiste sulla necessità di riorganizzare competenze e strumenti, ricordando che uno dei dubbi storicamente espressi nei confronti dei microstati riguarda proprio la capacità di attuare tempestivamente il diritto europeo.
Anche Lorenzo Bugli (PDCS) interviene sul ruolo internazionale della Repubblica, esprimendo pieno sostegno alla proposta di adesione al Global Council for Tolerance and Peace. Secondo Bugli, si tratta di un’iniziativa perfettamente coerente con la tradizione diplomatica sammarinese e con i valori di pace, dialogo e tolleranza che hanno sempre caratterizzato il Paese. A suo giudizio, partecipare a questi organismi significa non solo costruire relazioni internazionali, ma anche portare il contributo di San Marino nei principali tavoli multilaterali.
Matteo Rossi (PSD) esprime un giudizio favorevole sull’adesione di San Marino al Global Council for Tolerance and Peace. Pur condividendo l’importanza di rafforzare la presenza internazionale della Repubblica su temi come pace, tolleranza e rispetto, richiama la necessità di tenere conto delle dimensioni del Paese e delle risorse disponibili. Sottolinea infatti che il crescente numero di organismi internazionali, commissioni e impegni istituzionali impone una riflessione sulla capacità di garantire una partecipazione realmente efficace. Rossi affronta poi il tema della sicurezza, collegandolo al disagio giovanile già sollevato dal PSD nelle scorse settimane. Pur ribadendo la fiducia nell’operato delle forze dell’ordine, osserva che il susseguirsi di episodi di violenza e alcune segnalazioni provenienti dal territorio meritano attenzione. Per questo invita ad aprire un confronto con il Governo per capire come affrontare il fenomeno.
Manuel Ciavatta (PDCS) definisce il via libera del Coreper il punto di arrivo di un percorso iniziato oltre dieci anni fa e al quale, sottolinea, hanno contribuito tutti i Governi e le Segreterie di Stato agli Affari Esteri che si sono succeduti. Rivendica il lavoro svolto dalle istituzioni sammarinesi anche durante i mesi di stallo causati dal veto bulgaro, sostenendo che l’esito finale dimostra la credibilità del Paese. “Il risultato finale restituisce all’esterno l’immagine di un Paese credibile, con istituzioni solide e affidabili” afferma, aggiungendo che ora spetterà al Parlamento accompagnare l’attuazione dell’accordo con gli adeguamenti legislativi necessari. Rivolge quindi le congratulazioni al Segretario di Stato Luca Beccari e conclude definendo l’Accordo di Associazione “un risultato di tutti”, capace di consentire a San Marino di “presentarsi a testa alta davanti agli altri Stati”.
Matteo Zeppa (Rete) definisce il via libera all’Accordo di Associazione un momento di svolta per la Repubblica, sostenendo che San Marino è chiamata a confrontarsi con una nuova dimensione europea e internazionale. Ringrazia il Segretario di Stato Luca Beccari, il Dipartimento Affari Esteri e tutti coloro che, dal 2014 in poi, hanno lavorato al negoziato. Ribadisce: “Questa rappresenta l’unica strada possibile“. E ancora: “L’accordo segna l’inizio di un’evoluzione della mentalità sammarinese”. Allo stesso tempo invita a fare piena chiarezza sulle vicende che hanno portato al veto bulgaro, definendolo di natura privata e chiedendo che la futura Commissione d’inchiesta accerti eventuali responsabilità. Infine richiama il Governo sui temi dell’accoglienza dei profughi palestinesi e della vicenda della nave Conscience, annunciando il deposito di un ordine del giorno per chiedere un aggiornamento in Commissione sull’attuazione del regolamento relativo all’emergenza Palestina


