San Marino. Generazione Libera sulla violenza: la politica non deve solo condannare, ma riflettere sulle cause
Nei giorni scorsi, nella nostra piccola Repubblica, si è verificato un fatto gravissimo. Un uomo di 46 anni è stato aggredito alle spalle e scaraventato a terra, colpito con calci e pugni da un gruppo di giovani, sammarinesi e non, riportando una frattura e una prognosi di 30 giorni.
Un episodio di cronaca che noi di Generazione Libera condanniamo con la massima fermezza.
Come giovani impegnati in politica e nel rappresentare le nuove generazioni, non possiamo rimanere in silenzio davanti a un atto di tale violenza. A prescindere dal comportamento dell’uomo, che secondo quanto emerso avrebbe rimproverato alcuni ragazzi per l’eccessiva velocità, forse anche con toni bruschi, nulla può giustificare un’aggressione.
La violenza non risolve i conflitti, non ristabilisce la ragione e non rende più forte chi la esercita. Lascia soltanto ferite, paura e conseguenze che possono segnare profondamente sia la vittima sia chi sceglie di compiere simili gesti. Anche di fronte a una provocazione o a un rimprovero esistono strumenti civili per reagire: il dialogo, l’allontanamento e, quando necessario, il ricorso alle autorità.
Questo episodio ci impone però anche una riflessione più ampia. Non vogliamo puntare il dito contro un’intera generazione, composta in larga parte da ragazze e ragazzi responsabili e rispettosi. Tuttavia, sarebbe un errore minimizzare episodi come questo. Sempre più spesso assistiamo a comportamenti aggressivi, a una crescente difficoltà nel gestire i conflitti e a un clima in cui la sopraffazione viene talvolta banalizzata o addirittura esibita.
Le cause sono molteplici e non possono essere ricondotte a un solo fattore. È necessario interrogarsi sul contesto educativo, culturale e sociale in cui crescono le nuove generazioni, sul ruolo degli adulti, della scuola, della famiglia e di tutti quei luoghi che contribuiscono a formare il senso del rispetto e della responsabilità. Nessuno nasce violento: il rispetto, come la responsabilità, si imparano e si coltivano ogni giorno.
In questi giorni ci hanno fatto riflettere anche le parole pubblicate, in forma anonima, su un blog da una ragazza sammarinese minorenne. Nella sua testimonianza descrive una realtà che la preoccupa, evidenziando come i social network e alcuni modelli culturali, compresi certi contenuti musicali che normalizzano la violenza e l’aggressività, possano influenzare il comportamento di alcuni giovani.
Si tratta della riflessione di una ragazza che vive quotidianamente quel contesto e che, come molti suoi coetanei, chiede più responsabilità, più rispetto e modelli positivi. È una testimonianza che riteniamo meriti attenzione e che contribuisce ad alimentare un confronto serio su un tema che riguarda tutta la comunità.
In una Repubblica piccola come la nostra questi episodi fanno ancora più rumore, perché colpiscono il senso di comunità che da sempre ci contraddistingue. Per questo non possiamo permetterci di tollerarli, minimizzarli o considerarli semplici bravate. Chi commette simili atti dovrà risponderne davanti alla giustizia, ma il compito della comunità è anche quello di prevenire, educare e creare occasioni di crescita.
Come Generazione Libera crediamo che il compito della politica non sia soltanto quello di condannare questi episodi, ma anche di interrogarsi sulle loro cause e contribuire a costruire una comunità più consapevole. Educazione, rispetto delle regole, partecipazione e senso civico non sono valori scontati: vanno coltivati ogni giorno, insieme alle famiglie, alla scuola, alle associazioni e alle istituzioni. È da qui che passa la prevenzione della violenza e la crescita di una società più forte e coesa.
Emily Lazzari – Oliver Ronci
Generazione Libera


