San Marino. Inserimento lavorativo persone con disabilità: con l’ipotesi di riforma i posti in obbligo calerebbero drasticamente!
Nella prossima seduta del Congresso di Stato verrà adottata la delibera per l’iscrizione in prima lettura della riforma per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, attesa da svariate legislature: lo ha annunciato il Segretario di Stato per il Lavoro Alessandro Bevitori. In un recente incontro, la CSdL ha espresso le proprie opinioni e riserve sulla bozza in circolazione, alcune delle quali esplicitate nel dibattito pubblico del 9 luglio scorso, alla presenza dell’Assemblea Generale dei Delegati Sindacali della Confederazione.
Sono intervenuti: Alessandro Bevitori, Segretario di Stato per il Lavoro; Andrea Menicucci, Consigliere di Repubblica Futura; William Vagnini, Segretario Generale ANIS; Maurizio Ceccoli,Presidente delConsorzio Etico e della Cooperativa SocialeIn Volo; il Segretario Generale CSdL Enzo Merlini.
Per la CSdL, le linee guida della riforma dovrebbero basarsi sulla “Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”, prendendo in considerazione anche le norme adottate dai vari Paesi europei. L’ampia documentazione illustrata, consultabile sul sito CSdL, dimostra che le normative costruite sull’obbligo di assunzione per le imprese in base alle loro dimensioni, con adeguati meccanismi di incentivi e disincentivi, ovvero specifiche sanzioni in caso di inadempienza, sono molto più efficaci rispetto a quelle basate esclusivamente su sistemi incentivanti.
Nel panorama europeo, le sanzioni più elevate sono quelle previste in Italia: 196,05 euro giornalieri per posto scoperto, pari a 69.500 euro annui. Da un recente rapporto dell’Agenzia Regionale per il Lavoro dell’Emilia-Romagna, riassunto nella tabella allegata, si evince che il sistema è efficace.
Lo stesso rapporto lancia però un allarme: nel periodo 2020-2025, a fronte di una crescente copertura dei posti in obbligo, questi ultimi sono cresciuti solamente del 2,5%, mentre gli iscritti al collocamento mirato sono balzati del 64,9%. Significa che le dimensioni delle imprese sono aumentate pochissimo, mentre le politiche di inserimento lavorativo hanno incentivato molte persone con disabilità ad iscriversi alle specifiche liste.
Stando alla attuale legge sammarinese (L. 71/1991), ancorché inapplicata, i posti in obbligo sarebbero circa 700 (di cui 500 nel privato); le imprese e lo Stato dovrebbero infatti assumere una persona con disabilità ogni 20 dipendenti o frazione superiore a 10.
Secondo l’ipotesi di riforma, prontamente plaudita da ANIS, l’obbligo verrebbe ridotto a una persona con disabilità ogni 35 dipendenti: i posti crollerebbero a circa 200 (dei quali la metà nel settore pubblico). Sarebbe un pessimo punto di partenza, anche se oggi non sappiamo quanti saranno gli iscritti alle apposite liste, in quanto la riforma dovrà rivedere, sulla base degli standard internazionali, le modalità per accertare le capacità lavorative e le limitazioni alle specifiche mansioni da parte delle persone con disabilità.
In Italia è previsto 1 posto in obbligo per le imprese che hanno tra 15 e 35 dipendenti; 2 tra 36 e 50; il 7% da 51 dipendenti in su (1 ogni 14).
Occorre tenere conto altresì che gli invalidi già occupati rientreranno nel computo (non si sa quanti sono), così come gli specifici contratti stipulati dall’ISS per le persone con disabilità che, nel 2025, sono stati 182, in gran parte presso il settore pubblico allargato.
A novembre scorso gli iscritti con invalidità compresa tra il 40% ed il 64% erano 25, mentre i titolari di pensione sociale od invalidità in età da lavoro erano circa 500. Un simile taglio dei posti in obbligo, lascerebbe senza prospettive occupazionali centinaia di persone; dubitiamo che le imprese assumerebbero a prescindere da obblighi e sanzioni, solo sulla base di incentivi. In altri Paesi, impostazioni simili non funzionano.
Chi finanzierebbe gli incentivi? Un’ipotesi è che tutte le imprese, a prescindere dalle dimensioni, alimentino uno specifico fondo. Questa opzione si può valutare; qualora però il diritto al lavoro delle persone con disabilità rimanesse un obiettivo non realizzato, occorrerebbe una decisa sterzata verso un impianto sanzionatorio mirato e incisivo.
Sul canale youtube della CSdL è visionabile la registrazione dell’evento del 9 luglio scorso.
CSdL


