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“Delfini Metropolitani Adriatico” al via la terza stagione di ricerca in mare

Dal porto di Cattolica prende il via la terza stagione della ricerca “Delfini Metropolitani Adriatico”. Il progetto, attivo dal 2024 e condotto dai biologi marini di Acquario di Cattolica e Oltremare 2.0 di Riccione, strutture del gruppo Costa Edutainment sulla Riviera romagnola, nel più ampio progetto di ricerca PROMED, promosso dalla Fondazione Acquario di Genova con il coordinamento di Guido Gnone, coordinatore scientifico dell’Acquario di Genova e del progetto,e finanziato da Aderholt-Goh Trust. In Romagna, il progetto è possibile grazie alla collaborazione del Marina di Cattolica. Il coordinamento scientifico dell’unità di ricerca adriatica è condotto da Stefano Furlati, coordinatore scientifico per le strutture romagnole del gruppo Costa Edutainment.

Il progetto PROMED– Protecting Mediterranean Diversity (www.PROMEDproject.org) ha lo scopo di valutare lo stato di conservazione dei cetacei del Mare Nostrum e monitorare la diversità delle specie, in particolare in relazione agli effetti del cambiamento climatico.
I dati raccolti dall’unità di ricerca romagnola vengono inseriti sulla piattaforma Intercet (www.intercet.it), realizzata per la Regione Liguria dalla Fondazione Acquario di Genova, alla quale contribuiscono, da oltre 20 anni, oltre 50 istituti di ricerca in vari Paesi del Mediterraneo.

I RISULTATI DEL BIENNIO 2024–2025

L’unità romagnola, nata dalla necessità di colmare un vuoto di conoscenza nella parte di Adriatico centro-settentrionale, presenta già numeri molto significativi emersi dal primo biennio di ricerca. Questi risultati sono stati appena presentati al Congresso della SIBM, Società Italiana di Biologia Marina, che si è svolto a Roma l’11 e 12 giugno 2026. In 42 campionamenti giornalieri, per un totale di 1.888 km percorsi (762 Km nel 2024 e 1.121 Km nel 2025), il team ha effettuato 40 avvistamenti, tutti di tursiope (Tursiops truncatus). Tra questi, 31 avvistamenti (80%) si sono verificati in associazione con pescherecci a strascico, confermando la stretta associazione fra i delfini presenti nell’area e l’attività di pesca attive nella stessa, già osservata in altre aree del Mediterraneo.

I gruppi osservati contavano in media 8 individui e in 32 occasioni (80% degli avvistamenti) era presente almeno un piccolo. Sul fronte della foto-identificazione, i dati fotografici hanno permesso di riconoscere 28 individui nel 2024 e 31 nel 2025, per un totale di 59 individui catalogati e 12 “ricatture fotografiche” tra le due stagioni. Questo dato suggerisce la presenza di un’unità di delfini residente nell’area oggetto di indagine.

Tutti gli avvistamenti si sono concentrati a circa 8–10 miglia dalla costa, nella fascia in cui operano i pescherecci a strascico.

LE NOVITÀ DELLA RICERCA: I DELFINI “AMANO” IL PESCE AZZURRO

La pesca a strascico in Adriatico avviene sia con traino a fondale, come nel Mar Ligure, che con traino a mezza altezza. La ricerca evidenzia come i delfini prediligano quest’ultima, che ha come target di pesca il pesce azzurro. Tale osservazione, verificata dagli sforzi di ricerca e da una buona relazione con i pescatori, pone interessanti ipotesi sulle modalità di alimentazione degli animali, e apre la ricerca a ulteriori scenari. A sorpresa, i delfini non sono attratti dalle piattaforme di estrazione, a dispetto della grande biodiversità lì presente.

FOTOIDENTIFICAZIONE E RACCOLTA DATI ACUSTICI

Il team monitora un’area entro un raggio di 25 miglia nautiche dal Marina di Cattolica, tra Cervia e Senigallia, navigando a 8–10 nodi, con sforzo interrotto quando le condizioni del mare non consentono l’avvistamento. Ogni avvistamento viene geo-referenziato via GPS e i ricercatori raccolgono, tramite fotografie e registrazioni acustiche, dati su specie, numero di individui, presenza di piccoli ed eventuali associazioni, sia con altre specie, che con l’attività dell’uomo.

La foto-identificazione avviene attraverso i “marcaggi naturali” sulle pinne dorsali, sul dorso e sulla pinna caudale, veri e propri “segni particolari” di ogni individuo. I dati vengono caricati sulla piattaforma Intercet (www.intercet.it).

Dall’avvio della stagione 2025 è in corso anche la costruzione di un primo catalogo acustico dei fischi firma dei tursiopi adriatici. Il fischio firma (signature whistle) è un segnale acustico unico e individuale che ogni tursiope produce fin da giovane, che funziona come una sorta di “nome” sonoro.

È una delle caratteristiche più affascinanti della comunicazione dei delfini: ogni individuo sviluppa un fischio con una struttura melodica propria, che mantiene per tutta la vita e che gli altri membri del gruppo riconoscono. All’interno di Delfini Metropolitani Adriatico questa particolarità è stata oggetto di una tesi di laurea presso l’Università di Torino, primo passo per comprendere se diversi branchi utilizzino «dialetti» diversi per comunicare. I dati acustici raccolti in Adriatico verranno confrontati con quelli del Mar Ligure, per verificare la presenza di possibili “dialetti” in queste due regioni, vicine e lontane allo stesso tempo.

PROSPETTIVE FUTURE

Il progetto PROMED prevede, al termine della stagione 2026, di mettere a confronto i dati raccolti dall’unità romagnola con quelli raccolti dai gruppi di ricerca di Croazia, Serbia e Montenegro, per approfondire ulteriormente movimenti e distribuzione dei delfini nell’intero Adriatico centro-settentrionale.

Ora, la prossima sfida ambiziosa, nel medio periodo, sarà quella di cercare l’associazione fra foto riconoscimento e riconoscimento acustico.

OGNUNO PUÒ FARE LA SUA PARTE: LA CITIZEN SCIENCE

L’attività di ricerca può e deve avvalersi del supporto di tutte le persone che vivono il mare. Il progetto PROMED mette a disposizione di tutti i cittadini due strumenti di Citizen Science:

  • Un video divulgativo nelle principali lingue mediterranee (italiano, francese, spagnolo, inglese, turco e arabo), disponibile su www.PROMEDproject.org, che illustra la presenza dei cetacei nel Mediterraneo, le sfide, le minacce e il comportamento corretto in caso di avvistamento.
  • Un numero WhatsApp dedicato — +39 379 153 8203 — dove cittadini, diportisti e turisti possono inviare segnalazioni fotografiche dei loro avvistamenti. Tutte le immagini e i dati saranno caricati su Intercet.

Il codice di condotta per i comportamenti corretti durante gli avvistamenti è disponibile su: https://PROMEDproject.org/codice-condotta/