San Marino. DML sull’ennesimo rinvio dell’Accordo UE: ora servono la verità e le assunzioni di responsabilità
L’ennesimo rinvio del dossier relativo all’Accordo di Associazione tra San Marino e Unione Europea non può essere liquidato come una semplice questione tecnica. Dopo mesi di rassicurazioni e annunci che lasciavano intendere una conclusione ormai imminente del percorso, il Paese si trova ancora una volta di fronte a uno stallo e a una crescente incertezza.
Noi abbiamo sempre ritenuto che il futuro di San Marino dovesse basarsi su un ampio e condiviso progetto di sviluppo e non abbiamo mai creduto che l’Accordo di Associazione potesse sostituirsi a tale progettualità nella risoluzione dei problemi della Repubblica, per quanto certamente – se adeguatamente negoziato – avrebbe potuto rivelarsi strategico su alcuni fronti. Proprio per questo, abbiamo sempre chiesto trasparenza sugli effetti, sulle opportunità e sulle criticità della negoziazione. Risposte complete e puntuali, però, non sono mai arrivate.
È stata invece questa maggioranza a fare dell’Accordo di Associazione il fulcro della propria azione politica, presentandolo come la chiave dello sviluppo del Paese. Per questo oggi non può sottrarsi alle proprie responsabilità. I continui rinvii e le problematiche emerse nelle ultime settimane, comprese quelle legate alle vicende che coinvolgono la Bulgaria e al caso Starcom, pongono quindi interrogativi politici e sistemici molto seri. Interrogativi che riguardano non solo l’andamento del negoziato e il modo in cui queste criticità sono state gestite e comunicate, ma anche il metodo con cui viene governato il Paese.
A rendere ancora più preoccupante il quadro è la gestione degli strumenti attraverso cui San Marino dovrà tutelare i propri interessi. In una vicenda complessa come quella dell’arbitrato internazionale, il Paese deve poter contare sulle migliori competenze disponibili e su professionisti con comprovata esperienza nel settore. Le scelte che riguardano la difesa degli interessi della Repubblica non possono essere in nessun modo improvvisate, né condizionate da logiche di appartenenza, vicinanza o rapporti personali, ma devono rispondere esclusivamente all’interesse generale.
Per mesi il Segretario di Stato Luca Beccari ha rassicurato il Paese sull’andamento del percorso europeo, sostenendo che i rallentamenti fossero legati esclusivamente ad aspetti tecnici. Oggi emerge invece un quadro nel quale esistevano criticità e tensioni che non sono state condivise con chiarezza né con il Consiglio Grande e Generale né con la cittadinanza. Nessuno può nascondersi dietro il paragone con la precedente legislatura. Allora il mancato raggiungimento di alcuni obiettivi fu condizionato da eventi straordinari e imprevedibili come la pandemia e la guerra. Oggi siamo di fronte a una situazione diversa, che riguarda scelte politiche e responsabilità precise: chi ha sostenuto questa linea deve avere il coraggio di risponderne.
L’ennesimo rinvio rappresenta quindi non soltanto un problema per il negoziato con l’Unione Europea, ma anche una pesante smentita della narrazione costruita in questi anni dai principali protagonisti sostenuti dalla maggioranza. Se l’Accordo di Associazione era davvero il principale obiettivo politico di questa legislatura, oggi è la maggioranza a dover spiegare ai cittadini che cosa stia accadendo e quali conseguenze tutto questo potrà avere per il futuro della Repubblica. Il Segretario Beccari riferisca con chiarezza al Paese quali siano le reali criticità che stanno rallentando il percorso dell’Accordo e perché tali problematiche siano emerse soltanto quando non era più possibile ignorarle.
San Marino merita trasparenza, verità e responsabilità politica. Merita una classe dirigente che metta al centro gli interessi del Paese e non logiche di sistema. E quando un’intera linea politica porta a una situazione di questo tipo, chi ha governato deve avere la responsabilità di assumersi le proprie conseguenze.
DOMANI – Motus Liberi


