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San Marino-Bangladesh: striscioni dei tifosi appesi al contrario per dire no al progetto di riforma promosso dalla UEFA

Striscioni della tifoseria appesi al contrario per esprimere il proprio dissenso alla nuova riforma della UEFA, che ha introdotto un cambiamento nel format delle qualificazioni ai Campionati Europei e Mondiali di calcio maschile a 11 che, se ratificato il prossimo settembre, diventerà realtà dal 2028 in poi. Sono quelli che la Brigata Mai 1 Gioia, unico gruppo organizzato di supporters della nazionale di San Marino, ha allestito oggi, venerdì 5 giugno, al San Marino Stadium in occasione dell’amichevole internazionale contro il Bangladesh. Si è trattato di una forma di dissenso silenzioso, pacifico e civile nei modi, ma allo stesso tempo tangibile per riflettere su come questa riforma andrà a impattare negativamente sulle piccole nazionali e sulle uguali possibilità di accesso agli obiettivi per ogni singola squadra. “Sono numerosi gli aspetti su cui non concordiamo con la UEFA – spiegano dalla Brigata, ribadendo i concetti già espressi in una nota congiunta il 21 maggio scorso, firmata assieme a Team 54 (Gibilterra), South End Core (Malta), Mormile Reticae (Liechtenstein), Ländleblock e Skansin (Isole Faroe) – il primo riguarda la perdita del principio di uguaglianza tra le Federazioni dei singoli Stati: poiché la Nations League era già stata concepita per bilanciare le competizioni, consentendo alle nazionali di affrontare avversarie di livello simile, non è chiaro perché alle nazionali più piccole venga di fatto negata l’opportunità di misurarsi con le migliori squadre del continente. Impedire questo tipo di partite – ora praticamente impossibili per le nazionali dei piccoli Stati – significa negare ai giocatori di alcune nazioni la possibilità di acquisire importanti esperienze professionali, di competere contro calciatori professionisti di alto livello e di crescere giocando nei principali stadi europei di fronte a un grande pubblico. Rappresenta inoltre una limitazione per i tifosi delle nazionali minori, che hanno sempre sostenuto le proprie squadre a prescindere dai risultati, dando costantemente esempio di rispetto ed etica, promuovendo progetti internazionali di amicizia e fratellanza e rifiutando la cultura dell’odio e della violenza”.

“L’assenza di partite di andata e ritorno – concludono i tifosi – rischia di compromettere seriamente tutte le iniziative di ospitalità e amicizia che i nostri gruppi portano avanti sia individualmente che collettivamente: le nostre attività si basano su una sorta di “scambio culturale” che permette momenti di dialogo, amicizia e convivialità in entrambi i paesi in cui si disputano le partite. Sebbene l’obiettivo dichiarato della UEFA sia quello di creare partite più competitive, non tiene conto della dimensione sociale ed etica che il movimento calcistico delle nazionali genera. Le riforme del calcio moderno hanno troppo spesso minato il “romanticismo” di uno sport nato su campi di terra battuta e considerato il più popolare di tutti. Quest’ultima ristrutturazione delle competizioni tra nazionali rischia ancora una volta di far pendere la bilancia a favore del business e della competizione a scapito dei valori sociali dello sport. In qualità di tifosi, ci auguriamo che la UEFA tenga conto delle nostre posizioni e che le federazioni calcistiche dei piccoli Stati europei si facciano portavoce del nostro dissenso”.

Brigata Mai 1 Gioia