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Dal 5 al 14 giugno tra Rimini e Riccione torna il festival di Fondazione Cetacea dedicato al mare, alla biodiversità e alle “Co-esistenze”

Dal 5 al 14 giugno 2026 il mare Adriatico torna protagonista con una nuova edizione di “Into the Blue – Sea Life Fest”, il festival ideato e organizzato da Fondazione Cetacea ETS che, tra Rimini e Riccione, porterà dieci giorni di incontri, divulgazione scientifica, arte, cinema, laboratori, citizen science e riflessioni dedicate al rapporto tra esseri umani e ambiente marino. Il tema scelto per questa edizione è “Co-esistenze”: un invito a riconoscere le connessioni profonde che legano tutte le forme di vita e a ripensare il nostro rapporto con il mare in un momento storico in cui la tutela degli ecosistemi non può più essere considerata separata dalla qualità della vita delle comunità umane. Into the Blue 2026 nasce infatti con l’obiettivo di costruire una cultura del mare sempre più diffusa e partecipata, attraverso esperienze di ocean literacy, momenti di confronto pubblico e attività di citizen science capaci di coinvolgere cittadini, famiglie, scuole, ricercatori, artisti e associazioni. Tra gli appuntamenti più attesi del festival ci sarà il convegno internazionale “Storie di suoni adriatici”, evento conclusivo del progetto Interreg Italy-Croatia UNDERSEA dedicato all’inquinamento acustico sottomarino e ai suoi effetti sugli organismi marini del Mare Adriatico, che avrà luogo il mattino di venerdì 5 presso il cinema Fulgor a Rimini. Il progetto, che ha unito ricerca scientifica e monitoraggio ambientale, sarà anche al centro della performance sonora “Different Waves”, costruita utilizzando registrazioni raccolte al largo della costa adriatica, che si terrà la sera stessa in piazzale Ceccarini a Riccione. Ampio spazio, come ogni anno, sarà dedicato anche alla partecipazione attiva del pubblico. Le attività di citizen science coinvolgeranno cittadini e volontari nella raccolta e catalogazione dei rifiuti marini durante la pulizia dei fondali e delle spiagge, mentre i laboratori “Oltre il visibile” permetteranno di esplorare il microcosmo marino attraverso microscopi e strumenti scientifici accessibili a tutte le età. Un corso per riconoscere le tracce di nidificazione delle tartarughe marine sulle nostre spiagge si terrà nel pomeriggio di sabato 6 giugno, per formare la cittadinanza ad intervenire su episodi che, come ci ha dimostrato il nido della scorsa estate alla spiaggia del Marano, rischiano di diventare sempre più frequenti.

Il programma alternerà momenti divulgativi e artistici, come il docufilm “Un mare molto piccolo”, prodotto da Fondazione Cetacea e Zeroscena, incontri sul rapporto tra esseri umani e cetacei nel Mediterraneo, riflessioni sui diritti della natura e sulla sostenibilità delle imprese legate al mare, fino a performance immersive, passeggiate naturalistiche e iniziative dedicate ai più giovani. Inoltre, dal 1 giugno Fondazione Cetacea ospiterà l’artista, performer e ecoattivista rumena Alina Tofan, che in seguito a una settimana di residenza artistica presso fa Fondazione Cetacea ci restituirà l’8 giugno in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani un’azione performativa immersiva che invita il pubblico a confrontarsi con le fragilità del presente ecologico e con il tema della sopravvivenza. Un festival con un programma lungo 10 giorni, con accesso gratuito, che verrà dettagliato sui social e il sito della Fondazione Cetacea. Il festival, arrivato alla sesta edizione, ha ottenuto i patrocini delle amministrazioni comunali che lo ospitano (Rimini e Riccione), della Regione Emilia Romagna e della Guardia Costiera. “Siamo orgogliosi e grati di accogliere la nuova edizione di ‘Into the blue – sea life fest’, un appuntamento che mette al centro il tratto più identitario della nostra città: il mare — hanno dichiarato la vicesindaca e assessora alla Cultura, Sandra Villa, e l’assessore all’Ambiente, Christian Andruccioli del Comune di Riccione —. In questo percorso, Fondazione Cetacea si conferma un punto di riferimento prezioso per la nostra comunità, capace di coniugare divulgazione, educazione e impegno concreto nella tutela del mare. Da un lato c’è una profonda valenza culturale e formativa — ha sottolineato la vicesindaca Villa —: raccontare il mare significa promuovere una divulgazione di qualità, stimolare la curiosità dei cittadini e trasmettere alle giovani generazioni conoscenza e rispetto per il nostro patrimonio naturale. Dall’altro, questo evento rappresenta anche un’azione concreta di tutela ambientale — ha aggiunto l’assessore Andruccioli —. Proteggere la biodiversità marina e promuovere la sostenibilità non sono più opzioni, ma responsabilità strategiche per il futuro del territorio. Fare rete con chi ogni giorno lavora per la salvaguardia dell’ecosistema marino è la strada giusta per valorizzare Riccione in modo sempre più consapevole e sostenibile”.

Quest’anno alcuni eventi del festival Into the Blue – sea life fest sono organizzati in sinergia con la Biennale del Mare e dell’Acqua del Comune di Rimini, promossa dall’assessora all’ambiente del Comune di Rimini

Anna Montini “La Biennale del Mare e dell’Acqua di Rimini è certamente frutto della preziosa collaborazione con Fondazione Cetacea che con “Into the Blue” è giunta alla sua sesta edizione: visioni ed esperienze eterogenee arricchiscono l’offerta di conoscenza e divulgazione scientifica e ambientale rivolta ad una comunità di persone potenzialmente sempre più ampia.” Il festival sarà inoltre l’occasione per presentare ufficialmente “Non siamo isole – siamo tutti connessi”, la nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di Fondazione Cetacea, sostenuta da Riviera Banca. La campagna nasce per ricordare il legame indissolubile tra esseri umani e ambiente e promuovere l’adozione delle tartarughe marine ferite o in difficoltà come gesto concreto di cura del mare. L’obiettivo è raccogliere 20 mila euro per garantire le cure base alle tartarughe che saranno ricoverate nel Centro Recupero Tartarughe Marine di Riccione durante il prossimo inverno. Sancisce il lancio della campagna il ritorno in mare della tartaruga Giulia, arrivata all’ospedale della Fondazione un anno fa con il cranio gravemente lesionato, tornata in mare a seguito della conferenza stampa, con il prezioso supporto della Capitaneria di Porto di Riccione. Dopo mesi di cure quotidiane, riabilitazione e terapie specialistiche effettuate dai veterinari e dagli operatori di Fondazione Cetacea, Giulia finalmente torna libera nel suo habitat naturale. “Storie come quelle di Giulia – commenta Alice Pari, direttrice di Fondazione Cetacea – fanno emergere il disequilibrio che esiste nel rapporto tra gli esseri umani e il pianeta. Le tartarughe che arrivano al nostro centro spesso sono vittime di attività antropiche fatte senza preoccuparsi dell’impatto sull’ambiente. Noi ci battiamo proprio per cercare un nuovo equilibrio, dove tutti i viventi possano coesistere nel rispetto reciproco”. “Una tartaruga ferita – aggiunge il presidente Sauro Pari – rappresenta un ecosistema in pericolo. Ogni tartaruga che guarisce rappresenta un passo verso il cambiamento. Per questo aderire alla nostra campagna significa dare ad altre tartarughe in difficoltà la possibilità di guarire e tornare libere in mare, come oggi succede per Giulia, ma anche salvare noi stessi, e il futuro del pianeta”. “Non siamo isole” si inserisce perfettamente nel tema scelto per Into the Blue 2026, “Co-esistenze”: mettere al centro la consapevolezza delle connessioni vitali che ci legano al mare e a tutte le forme di vita che lo abitano, promuovendo una nuova consapevolezza sul rapporto tra persone, ambiente ed ecosistemi. Into the Blue – Sea Life Fest 2026 è organizzato da Fondazione Cetacea ETS, grazie alle sinergie sul territorio con enti come il Club Nautico Rimini, Club Nautico Riccione e Rimini Blue Lab e con il supporto di istituzioni, enti pubblici, partner scientifici e realtà del territorio, nazionali e internazionali impegnate nella tutela del mare e nella promozione della sostenibilità ambientale.

Fondazione Cetacea