Cohousing: un’esperienza da portare anche a San Marino. Le considerazioni di Elio Pozzi, FUPS-CSdL
Spazi e servizi comuni, socialità e inclusione, aiuto reciproco, scambio tra generazioni; sono i principi base delle esperienze di cohousing oggetto della visita-studio promossa dalla Segreteria di Stato per il Territorio.
Del gruppo sammarinese che sabato scorso ha visitato “Ecosol” a Fidenza e il “Fragolone” a San Lazzaro di Savena, ha fatto parte anche il Presidente FUPS-CSdL Elio Pozzi, dal quale abbiamo raccolto alcune impressioni. “Una visita molto utile – ha spiegato – in quanto da queste esperienze concrete spossiamo imparare molto per fare qualcosa di analogo anche a San Marino”.
Le strutture di cohousing visitate sono una modalità abitativa che non prevede l’abitare nello stesso appartamento, ma nell’instaurare un rapporto di coabitazione solidale tra tutti gli occupanti del condominio, progettato appositamente; ogni persona singola, coppia o nucleo familiare vive nel proprio appartamento, ma condivide con gli altri spazi e servizi comuni, momenti di socialità, aiutandosi reciprocamente.
“Non esiste un modello uguale per tutti”, ha precisato Elio Pozzi. “Ogni esperienza riflette le esigenze condivise delle persone che hanno deciso di abitare una accanto all’altra, in un rapporto ricco di momenti di condivisione e aiuto solidale.”
In una delle strutture lo spazio per le attività comuni si trova proprio all’ingresso, sicché può essere fruito anche dalle persone esterne che entrano nel condominio; nell’altro caso allo scopo è stato adibito un appartamento. Queste aree comuni sono a disposizione anche del vicinato per incontri, assemblee, momenti conviviali.
In entrambi i casi vi sono anche servizi in comune, come la lavanderia, e ampi spazi verdi a disposizione di tutti i condomini, in cui è possibile anche coltivare gli orti.
Un aspetto qualificante è la presenza inclusiva di più generazioni, essendoci anche famiglie con bambini e ragazzi, sicché può verificarsi quello scambio di esperienze, di culture e sensibilità di cui sono portatrici le persone delle diverse fasce di età. Ad esempio, i pensionati possono aiutare bambini e ragazzi nei compiti scolastici, mentre i più giovani possono insegnare ai più anziani l’uso delle nuove tecnologie.
Trovano spazio in questi appartamenti anche persone con disabilità con una parziale autosufficienza; l’assenza di barriere architettoniche favorisce, ad esempio, l’accesso e la mobilità delle persone in carrozzina, che possono altresì contare sull’aiuto dei propri condomini, oltre che dei servizi sociali.
Le strutture di cohousing sono progettate appositamente, con soluzioni tecniche in parte diverse, ma che perseguono gli stessi obiettivi di fondo, legati alla socialità, all’inclusione, all’aiuto reciproco e alla sostenibilità ambientale.
“Nel promuovere questa soluzione abitativa – sottolinea il Presidente FUPS – è fondamentale la sinergia tra la parte pubblica e quella privata; se anche a San Marino si vuole portare questa esperienza, lo Stato deve mettere a disposizione lo spazio su cui edificare la struttura, definendone le condizioni. Le imprese private, a loro volta, sono chiamate ad investire in questa opera, che dovrà essere progettata e costruita tenendo conto delle peculiarità solidaristiche, inclusive e conviviali delle strutture di cohousing. Le persone e le famiglie interessate, a loro volta, si devono unire in una forma cooperativistica per acquistare i rispettivi appartamenti. Dato che i tempi nel complesso sono piuttosto lunghi, prima si parte è meglio è.”
“In generale queste esperienze – conclude Elio Pozzi – devono servire anche come stimolo per creare rapporti di maggiore solidarietà e condivisione tra chi vive nello stesso condominio e tra vicini di casa, tanto più in un’epoca in cui molte famiglie sono disgregate e sempre più persone vivono in condizioni di solitudine, isolamento e disagio psicologico, se non di vera e propria povertà o emarginazione.”
FUPS-CSdL


